18.10.13

Food stamps, 48 milioni gli affamati negli U.S.A.

Nel paese più indebitato rovinato miserabile sviluppato del mondo si contano oggi oltre 47 700 000 abitanti che mangiano esclusivamente grazie alla tessera del cibo. Come in guerra, anzi peggio che durante le guerre o dopo la crisi del '29, perchè quella in atto è LA guerra: dell'uomo contro altri uomini, animali, vegetali, contro giacimenti di petrolio o miniere di diamanti, insomma contro il Pianeta in un grande rito suicida di massa, una guerra che dura dallo stanziamento agricolo, non oltre 10 000 anni.
Analizzando dati e previsioni del Food and Nutrition Service* la barra dei 50 milioni pare sarà superata già entro la fine del 2014, questo anche senza un peggioramento della scena economica mondiale e nazionale. Ovvero ormai la soglia dei 40 000 000 di poveri che dipendono in tutto per tutto dalla spesa pubblica (e quindi dal debito che gli Americani si ostinano a non onorare) è considerata fisiologica, anzi destinata naturalmente ad aumentare, ed è vista da tutti come qualcosa con cui convivere.
Ho riassunto in questo grafico l'insostenibile aumento di americani che usufruiscono del programma alimentare di assistenza.
 
*link : http://www.fns.usda.gov/data-and-statistics
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1.10.13

La NASA chiude? Come portar qui le nostre risorse galattiche?

Cercate di andare sul sito della NASA (http://www.nasa.gov). Tutto è sospeso. Quando riprenderanno a lavorare, se riprenderanno? Mah. Certo non ricomincerà per tutti e non per molto.
Ma io dico, ma come ci presentiamo su Marte a chiedere l'acqua che ci spetta per spararla nella crosta terrestre ed avere i miliardi di gas naturale che Scaroni e compagnia ci promettono da vent'anni? Se la NASA fallisce, come garantire le nostre risorse galattiche, una volta esaurito il primo dei pianeti che faranno la storia dell'umanità?
Come si va fuori dal Sistema Solare senza un'economia solida?
Ma Obama come fa a permettere che si gingilli in questo modo mentre trillioni di billioni di kilometri cubici di petrolio galattico ci aspettano per permetterci di andare in vacanza a Bellaria per altre 6500 estati?

Ragazzi miei... E' chiaro che il Re è nudo. Non puoi basare nessuna attività, nessuna famiglia, nessuna comunità, nessuno stato e nessuna civiltà sul denaro troppo a lungo.
Essere ricchi di denaro... era tutto un (brutto) sogno.
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Addio ai federali, addio America?

Incredibile la notizia* che da un giorno all'altro oltre 800000 (ottocentomila!) impiegati federali americani si siano trovati licenziati e le loro strutture praticamente chiuse o ridotte all'osso (per molte realtà si dovrà mettere in cassa-integrazione a tempo indeterminato il 95% del personale, come sarà il caso di parchi naturali e zoo). Poco fa parlavo dell'impossibile indebitamento degli studenti a stelle e strisce. Molti di questi studenti contavano un giorno di lavorare nel "pubblico" in America. Ergo, un problema ad effetto domino, in realtà questa ondata record di licenziamenti pubblici significa la soppressione non solo dell'indotto di quelle paghe federali ma spese nel locale, ma di forse due milioni di posti di lavoro sul medio termine ed il fallimento di non si sa quanti prestiti e mutui... Durerà due settimane? Due mesi? Chissà.
Che grande paese. Ci preannuncia quel che accadrà in tutta Europa, magari non subito e non nelle stesse forme (oddio, in Grecia le università han da poco chiuso a tempo indeterminato**, peccato non se ne parli).
Ed ancora non è finita. Ce lo ricorda il grafico sul debito americano qui a lato. Prima o dopo tutto chiuderà, cesserà la propria attività, sarà dismesso e senza che del nuovo subentri... entro questo secolo. Mille e non più mille, mille e non più mille, mille e non più mille... Ammodernando questo anatema del passato sull'anno 1000, si dovrebbe dire "miliardi e non più miliardi".
 
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8.9.13

Italia in vendita, a partire da ENI?

"Il Governo sta lavorando al Piano Destinazione Italia, che a fine settembre presenteremo e approveremo, con dentro un grande pacchetto di dismissioni e incentivazioni per l'attrazione degli investimenti esteri"
Enrico Letta, primo ministro italiano (8 settembre 2013)
 
Prima di questa dichiarazione, la Cassa Depositi e Prestiti deteneva il 27% di ENI e un altro 4% scarso lo Stato lo controllava direttamente. Poi bisogna vedere quanto 'autonomamente' erano fatte le scelte manageriali pubbliche, quanto in un'ottica pubblica e repubblicana e quanto in un'ottica cieca al "servizio" della nazione, ovvero asserviti a leggi di mercato.
Dopo questa dichiarazione di Letta, a chi andranno a prezzo scontato parti dell'ENI? Alla Russia? Ai cinesi? O ci sposteremo a chiedere moneta fino nel Golfo Persico?
Vendere macchine, aziende, persone in cambio di liquidità è un sistema che non funziona per rimettere in piedi un paese, d'altra parte è da 4 secoli che l'Occidente deruba ad esempio l'Africa, pigliando risorse in cambio di carta straccia. Avremo (pochi) soldi in cambio di manodopera, di produzione e trasformazione di materie prime, per comprare a caro prezzo energia e manufatti finiti ai nostri vicini. L'Italia diventerà un paese di zombi, giovani senza più alcun progetto realizzabile ed anziani che ricevono pensioni sempre più magre giusto per comprare la mela quotidiana. Il progetto di Letta, che di Letta non è ma viene dall'estero, è il progetto di chi stringe ancora un po' il cappio attorno al collo.
Svendere, smontare, spostare, portar via, è sempre stata e sempre sarà una perdita. Spesso irreversibile.
Ma questo ci impongono i padroni del vapore.
Amen
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4.9.13

Francia, nemmeno produrre plastica conviene più

Le raffinerie chiudono a ritmi forsennati. L'Europa dal 2008 ha perso - in modo irreversibile - il 20% della propria refining capacity e un altro 15% è spento, in attesa di tempi e consumi migliori. Pochissime le iniziative di innovazione che potrebbero consentire alle strampalate raffinerie europee, tarate decenni fa sull'abbondanza di buon prodotto, leggero e con poco zolfo, di poter trasformare in raffinati un prodotto "più scadente" (greggi heavy o anche solo medium).
C'è chi pensa comunque ancora che invece di sperperare in carburante (che ha durata di vita "corta") sia comunque meglio conservare il prodotto petrolifero per farci plastiche e materiali riusabili e riciclabili per decenni. Ma non han fatto i conti come si deve, perchè anche questo settore sta andando in malora. E questo nonostante la recessione abbia rallentato, almeno in Francia da cui giunge appunto la seguente notizia* (che sintetizzo e semplifico):
 
"Total: 210 licenziamenti a Carling (Mosella; raffineria in foto) - Chiuderà presto l'impianto di steam cracking, indispensabile alla produzione di materie plastiche, che ha fatto perdere 100 milioni di euro nel 2012 e ne farà perdere 130 quest'anno. La materia prima da petrolio è troppo cara e solo un investimento da 3000 milioni (tre miliardi) di euro, atto a recuperare il gas di miniera delle miniere dismesse in zona e usarlo come carburante del processo di cracking, potrebbe salvare il sito. Sarà la fine del polo chimico di Carling, uno dei maggiori d'Europa, attivo dal 1954."

Insomma avete letto: sempre meno carburanti, sempre meno materie plastiche, etc. etc. Ma sta crescita o meglio questa uscita dalla recessione con cosa la farà l'Europa?
Ci sono i soliti illusi che grideranno ancora "ma c'è ancora moltissimo petrolio" oppure "faremo la plastica con gli scarti agricoli" oppure "ci sono 100 milioni di pianeti solo nella nostra galassia che non aspettano altro di fornirci materia prima". Questa gente è stupendamente ridicola, disonesta, contraddice i grafici a campana che sono un dogma di tutte le ere industriali di qualsiasi civilizzazione a e su base planetaria che si basi su la trasformazione di materia prima mediante uso di energia: all'aumentare della complessità della struttura sociale, ogni industria aumenta i consumi e trasforma in un inutilizzabile brodo entropico tutto l'arsenale di materie presenti e rimpinza l'atmosfera di resti del processo di produzione energetica (CO2, CH4, radionucleidi...). Anche la roba da bruciare fosse infinita, finirebbe l'ossigeno. E comunque sarà riassorbita tutta la CO2 dal ciclo dei silicati o comunque etc etc etc.
Ottimisti, siete spacciati. Non ci fate più nemmeno tenerezza, siete ormai parte del problema crescitista produttivista ad oltranza che inneggia a chissà quali innovazioni e progressi.
 
Siamo comunque ancora in tempo, sul breve termine, per varare la mia innovante moneta mondiale favolosa, lo sharapovio indicizzato sulle gambe di Maria Sharapova (1 sharapovio si suddivide in 100 legs; il valore iniziale di 1 sharapovio è 10000 dollari, cosi riduciamo da subito in po' di debito mondiale). Anche se ultimamente la povera Maria Sharapova si è lussata un'anca e qualche settimana dopo pure la spalla si è messa a far male.
Insomma anche le soluzioni mistico-estetiche non sembrano in gran forma... In attesa di tempi migliori, la bozza è pronta.



*link: http://www.leparisien.fr/economie/emploi/moselle-le-sort-du-site-de-total-a-carling-fixe-ce-mercredi-04-09-2013-3106727.php
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3.9.13

Addio a "The Oil Drum"

"Leanan will post a final Drumbeat ~ Wednesday where people can leave website links contact details, etc." da theoildrum.com 1.9.2013

Era nell'aria: il sito TheOilDrum.com chiude. Creato da Kyle Saunders e considerato tra i migliori al mondo per la qualità di articoli e discussioni sul petrolio e lo sviluppo sostenibile, ci lascerà un grandissimo vuoto.
Non restano molti siti con tale competenza in giro per il Pianeta.
E non resta nemmeno tanto petrolio.

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29.7.13

Hong Kong, prima e dopo il petrolio

"Se non obbedirai alla voce del Signore tuo Dio, ...
 sarai maledetto nella città e maledetto nella campagna.
Maledette saranno la tua cesta e la tua madia.
Maledetto sarà il frutto del tuo seno e il frutto del tuo suolo;
maledetti i parti delle tue vacche e i nati delle tue pecore.
Maledetto sarai quando entri e maledetto quando esci.
 Il Signore lancerà contro di te la maledizione,
la costernazione e la minaccia in ogni lavoro
a cui metterai mano, finché tu sia distrutto
 e perisca rapidamente a causa delle tue azioni malvage per avermi abbandonato"
Antico Testamento; Deuteronomio 28, 15-20

Anni fa conobbi una cinese di Hong Kong, la sua vita era 60 ore di lavoro d'ufficio a settimana, tornare a casa la sera per mangiare riso con una sola verdura, nessuna storia d'amore in quarant'anni di vita. "Qui è normale essere soli e lavorare tutto il giorno tutti i giorni, è sempre meglio che essere soli e mendicare", mi diceva, aggiungendo che tutti i suoi coetanei lavorano per mantenere i genitori ed a volte anche i nonni per via di un sistema pensionistico ed assicurativo praticamente inesistente. Fino ai suoi 40 anni il solo svago che ha avuto era una passeggiata alla settimana in un parco diverso della città, poi un bel giorno si prende una aspettativa (raro ed unico modo di fare più di 10 giorni di vacanza all'anno ad Hong Kong) e parte per la Francia, dove l'ho conosciuta.
Quando per la prima volta vide un "paesaggio" senza case per oltre 5 km (eravamo nell'entroterra di Nizza), si mise a piangere e anche dopo il tramonto decise di dormire con una copertina proprio là dove aveva visto per la prima volta quel paesaggio. Anche il giorno dopo ogni tanto scoppiava a piangere, "da quando sono nata mi han rubato la pace di un paesaggio" diceva.
Ed ho penato non poco anche io, con Google Street View, per trovare un paesaggio non antropizzato ad Hong Kong e mettere insieme l'ennesima macabra immagine del prima e del dopo-petrolio. C'è chi vede nella prima immagine solo pericoli e disperazione: serpenti, anfratti, ragni velenosi, piante che se le tocchi muori... Chi invece la morte vera, quella dell'Inferno sulla Terra, la vede solo nella seconda foto. Faccio parte di questi ultimi esseri umani e, visto come va il mondo, sono certo che il torto non è dalla nostra parte.

27.7.13

Lisbona, prima e dopo il petrolio

Lisbona è l'unica capitale europea dove ancora sussistono delle bidonvilles (in foto, quella di Prior Velho, a pochi metri dall'aeroporto ma c'è di peggio e c'è purtroppo l'imbarazzo della scelta*, ci son pure finito quando passai di là in "vacanza": vidi giovani scalzi trascinare sacchi di patate verso casa, come fossero le ultime patate del mondo). Da quando sono "nate", per lo più abitate da diseredati arrivati dalle ex-colonie portoghesi (soprattutto Angola), le baraccopoli non sono mai più sparite ed ora - causa crisi - sono abitate da portoghesi di ogni rango sociale, etnia, età, etc.
Nelle altre capitali europee le bidonvilles torneranno presto; per ora guardiamo con sdegno ai campi lerci dei nomadi, in un futuro non lontano alcuni di noi ci abiteranno e faranno meno gli schizzinosi.

26.7.13

Madrid, prima e dopo il petrolio

"Han destruido el jardín del Edén, y para ello tengo que castigarlos."
Anonimo dio iberico

4.7.13

Eni, Agip : fallita anche l'auto a idrogeno, fu solo speculazione?

Un altro "futuro rivoluzionario" energetico si mostra per quel che era : probabile speculazione. Almeno 20 milioni di euro gettati al vento per un distributore e tre (!) Fiat Panda ad idrogeno finite in soffitta. Undici anni tra progetti e realizzazioni, nulla di fatto, il luogo è trasformato in DISCARICA abusiva.
Estraggo alcune frasi molto significative da questo articolo della Gazzetta di Mantova di oggi* (c'è anche una foto desolante sul loro sito...), che dovrebbero essere impresse nella mente degli adepti dell'aziendalismo praticato dalle aziende che promettono futuri radiosi (ai loro azionisti, quando va bene). Una volta pagata la commessa, intascati i profitti sul progetto, tutto smontato e buonanotte ai suonatori. Viene pure il dubbio che in tutta questa storia non ci abbia davvero guadagnato nessuno talmente è assurda. 
Adesso per Scaroni il futuro rivoluzionario si chiama SHALE OIL (vi ricordate il mio post di qualche giorno fa?**), chissà quanto durerà questo futuro? Ma dico: uno che cambia ed annuncia un nuovo "futuro rivoluzionario" ogni sei mesi, o è un uomo senz'altro dalla viva intelligenza e dalle vispe visioni oppure è un... Va beh. Da una parte c'è la Scienza, dall'altra ci sono l'industria petrolifera e gli... Va beh.

<<Doveva essere il fiore all’occhiello della nuova tecnologia per le auto all’idrogeno,(...) invece si è trasformato in una discarica abusiva. È quel che resta del distributore multienergy dell’Eni (marchio Agip) di Mantova. Lì vi si produceva direttamente idrogeno per autotrazione ed era il secondo in Italia (...) e il terzo in Europa dopo quello tedesco a Francoforte. (...) Un programma rivoluzionario voluto dall’Unione Europa nel 2001 che lo ha finanziato, e dalla Regione Lombardia, con la partecipazione di Eni, Sapio, Fiat e Mercedes (...). Terminata la sperimentazione nel maggio 2010, la stazione di servizio è rimasta attiva, tra aperture e chiusure, sino a otto mesi fa quando su di essa è calato definitivamente il sipario (...). Adesso al posto delle colonnine che erogavano carburanti ci sono solo immondizia e abbandono. «Mi si stringe il cuore ogni volta che passo di lì» sospira Davide Oneda, (...) all’epoca coordinatore locale della sperimentazione. «Se penso al lavoro che abbiamo fatto - aggiunge - mi viene da piangere vedendo come è ridotto quel distributore (...)».
Inaugurato in pompa magna il 21 settembre 2007 dall’allora governatore della Lombardia Formigoni, dall’attuale amministratore delegato di Eni, Scaroni e dal sindaco di Mantova del tempo, Fiorenza Brioni. L’Unione Europea aveva messo a disposizione 20 milioni di euro per il progetto italo-tedesco... Finita la sperimentazione Eni e Sapio hanno rimosso l’impianto per la produzione di idrogeno e lo hanno spostato in un loro stabilimento, mentre le tre Panda della Regione sono finite in un centro di ricerca del Trentino per una serie di studi condotti con la Provincia autonoma. Fiat ed Eni non hanno dato più segnali di vita sul progetto idrogeno e così tutto è finito nel dimenticatoio.>>

*link: http://gazzettadimantova.gelocal.it/cronaca/2013/07/04/news/dall-idrogeno-alla-spazzatura-cosi-e-finito-il-progetto-europeo-1.7366423
**link: http://petrolitico.blogspot.fr/2013/06/scaroni-lo-shale-gas-grande-rivoluzione.html
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3.7.13

Stati Uniti, Michigan: prima e dopo il petrolio

"Prendete e riempitene tutti, questo è il carrello del moi sangue offerto in sacrificio per voi, approfittate del 3 per 2 intanto che il Pianeta è aperto. P
archeggio offerto per i primi duemila anni di sosta. Mistero della spesa."
Anonimo filosofo post-Cristiano, anno 2013 d.C.
Gli Stati Uniti d'America, la più efficace arma di distruzione di massa della Storia. Un grande paese che coi suoi potenti mezzi ci permette di guardare all'interno della sua (e nostra) stessa fine.
Alcune cifre per allietare questo 3 luglio 2013 e la consueta immagine tratta da Google Street View (sopra la campagna "attorno", mooolto lontana, da Detroit e poi il quartiere più violento di Detroit, nel centro geografico della metropoli).
Solo di "incidenti" stradali, dal 1899 al giugno 2013* si contano, migliaio più migliaio meno, 3 590 000 morti, per fare un raffronto, nel secondo conflitto mondiale sono morti 418 500 americani ed in Vietnam "solo" 58 220. E non mettiamoci a contare quanti Indiani d'America han fatto una brutta fine per via dell'esistenza degli Stati Uniti d'America...
Per non parlare dei 3 miliardi (c'è chi dice 5) di piccioni viaggiatori estinti nel giro di pochi decenni a causa soprattutto della caccia indiscriminata, fatta anche con armi da guerra (gare di precisione in tutto il paese e pure giornate di festa con tiro al cannone contro gli stormi... tutto vero, purtroppo).
Martha**, l'ultimo esemplare al mondo di  Ectopistes migratorius, si spense senza avvertire nessuno e senza rilasciar dichiarazioni l'1 settembre 1914 allo Zoo di Cincinnati.
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2.7.13

Egitto: lo sterminio dei migratori, prima, dei migranti poi

700 kilometri di reti: lo sterminio, illegale, a scopi alimentari di trenta forse quaranta milioni di uccelli migratori lungo le coste di Egitto e Libia*. OGNI ANNO. E dovremmo supportare le ribellioni di allahu-akhba e di contro-snackbar per la democrazia e la libertà?
A che servono democrazia e libertà (se mai siano realmente possibili in un luogo come Il Cairo con 20000 abitanti al kilometro quadrato...) se in dieci anni scompare gran parte della fauna selvatica? E finisce in escrementi umani che in gran parte refluiscono nel Mediterraneo, aumentando le zone di mare senza ossigeno e quindi diminuendo ancora la quantità di pesce, aumentando la pressione demografica, inquinamento, etc. etc.
 
Quando un nuovo sterminio avverrà e saranno i MIGRANTI di paesi impazziti come Egitto, Giordania, Algeria o Marocco a cercare di fuggire ed a venir massacrati, non credo che il sottoscritto piangerà. Anzi, magari un bel fucile se lo compra pure lui.

*link: http://www.wildlifeextra.com/go/news/egypt-bird-trapping.html
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1.7.13

Francia, per legge torna il buio notturno

Da oggi 1 luglio 2013 in vigore la nuova legge sull'emergenza energetica (chiamata legge sull'"efficienza"...): di notte le illuminazioni di vetrine, di insegne e facciate di palazzi di tutta la Francia dovranno essere spente, pene multe salate, poche le eccezioni consentite. Certo resta l'illuminazione pubblica, molto ridimensionata negli ultimi anni. E' la "discesa" energetica che inizia anche per il paese più sprecone del mondo, che ha cominciato a rendersi conto che le riserve di combustibile nucleare sono al lumicino. Nei villaggi periferici molto spesso sono state ridotte a pochissime unità le luci pubbliche, ci son addirittura progetti per trasformare interi dipartimenti in zone buie di notte e testare se per la popolazione la vita andrebbe avanti lo stesso senza stress. Il Grande Buio arriva, o per meglio dire "torna"; con lui torneranno gli sgozzatori notturni? Niente più auto, niente più luce elettrica; sembra un film post-nucleare ed invece...
A proposito, cari lettori, ve la ricordate la Teoria di Olduvai*? Il brown-out mondiale che sarebbe iniziato, per scelta o per forza, nel decennio 2010-2020 insieme al collasso delle società industriali... Pare che pian pianino ci si arrivi.
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28.6.13

Francia, prima e dopo il petrolio

Avrei potuto dire "prima e dopo i cereali". Oppure prima e (molto) dopo l'allevamento, oppure prima e dopo l'"industria" in generale (soprattutto visto quel cielo pallido, con al tipica cappa di smog e calore post-moderna della foto sotto). Oppure prima o dopo l'era carbolitica e l'abuso di legna, carbone e poi petrolio e gas naturale. Va beh di cose se ne potrebbero dire tante...
Ovviamente nella seconda foto la più parte degli umani ci vede opportunità, lavoro e soldi, nella prima "solo" natura. Dovremmo fare un esperimento domandando alla gente comune, quella senza senso comune che vive da parassita nelle città..., cosa vede mostrando paesaggi antropizzati o meno. Tanti avrebbero orgasmi innanzi ad un polo chimico o un quartiere della Torino anni '60, mentre farebbero smorfie di incomprensione se messi davanti a boschetti perfettamente e naturalmente equilibrati non ancora rasi al suolo.
Ah, per i più romantici... volevo giusto deludere le aspettative, infatti mentre la prima foto è scattata vicino a dove abito, a pochi kilometri da miniere di carbone e città orrende e violente, la seconda foto è scattata nella "bellissima" Borgogna. Che di bello ha ben poco quando la si conosce davvero, in lungo ed in largo: migliaia di ettari a cereali (di orripilante qualità), appezzamenti di suolo morto anche di 30 ettari - continui ! - tutti a grano, insetti e volatili scomparsi da oltre vent'anni; rarissime aree boschive ma lasciate solo per cavarne tartufi. Insomma: morte, morte, tanta morte.
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27.6.13

Studenti U.S.A. sul lastrico, debiti oltre 1100 miliardi di dollari!

Ma come va l'America? Questa grande nazione che ha fatto grande, pulito e pacifico il nostro Pianeta di buzzurri? Il paese più sviluppato del mondo ultimamente assiste allo scoppio di un'altra bolla del debito: in America non esitano a chiamarlo "l'olocausto del prestito". La quasi totalità degli attuali studenti americani pare non riuscirà mai a rimborsare il prestito indispensabile ad intraprendere e continuare gli studi, essenziale per iniziare poi una vita indipidente; anche rinegoziare è sempre più difficile e si moltiplicano pignoramenti di beni a studenti e famiglie; poi via via che l'insolvenza si allarga sono le piccole banche a dover dichiarare fallimento (le insolvenze sui debiti per l'educazione sono il secondo mercato del recupero crediti, dopo il mercato immobiliare, negli States).
Senza energia in abbondanza, con un debito mondiale alle stelle,... di posti di lavoro remunerativi semplicemente non ne esistono più e chi ha una certa età se li tiene ben stretti, altro che ricambio. A che serve studiare vent'anni... per poi finire a fare patatine fritte da McDonald's o file interminabili all'ufficio collocamento? E se poi ti va male, finisci a morire tossicodipendente in California, Fresno è diventato il "cimitero degli elefanti" americano, dove vanno a finire, rapidamente e male, la loro vita i non solo i marginali ma anche gli ex-studenti di mezza età di tutta l'America: "Fresno, the city addicted to crystal meth" documentario di Louis Theroux http://www.youtube.com/watch?v=QppeXpxFyvo

(cliccare per aprire la pagina)

Democracy for America Infographic

infografica "Banking on Education " via Democracy for America

26.6.13

2018, anno senza petrolio per l'Italia?

Offro ai miei cari lettori il grafico* del giorno dalle terrificanti pagine dell'E.I.A.
Solo durante la Seconda Guerra Mondiale l'Italia ebbe un tale rapido e continuato collasso della fornitura petrolifera. Ovviamente questo crollo non è la causa di nessun problema, infatti le cose vanno ancora benissimo: la maggiorparte degli italiani non coltiva il proprio cibo ma mangia ogni giorno, non sa cucire un bottone ma ha armadi pieni di vestiti ed inoltre non sa la differenza fra un mattone ed una barra di combustibile nucleare ma vive più che altro in case ultra-moderne di cui è per altro è proprietaria.
La fine del petrolio non è e non sarà un problema per chi non ha mai voluto sapere o saper fare nulla. Questi 40, diciamo 50 milioni di incapaci supplementari che hanno calpestato i suoli italici nell'ultimo secolo se ne andranno come sono venuti, faranno rumore e scorrerà il sangue, ma poi saran millenni di silenzio.

*link: situazione energetica italiana, http://www.eia.gov/countries/country-data.cfm?fips=It
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25.6.13

Euro? Yen? E' il dollaro il malato terminale

Mi si chiedeva come sta l'America. Rispondo: ancora bene ! Finchè il dollaro non varrà zero spaccato, beh tutto andrà peggio, certo, ma relativemente meglio di come poi andrà... l'anno successivo. Nell'ultimo secolo il valore intrinseco del dollaro ha avuto una reale rivalutazione solamente grazie all'esplosione di nazionalismi, dittature e totalitarismi "altrove". E' appunto da quel giorno che gli Stati Uniti lavorano per tenere il mondo "sotto", alimentando la barbarie mondiale, eppure non basta... chè anche per fare i cattivi non bastano la volontà maligna, la malafede o la voglia di morte e distruzione (altrui), ma ci vuole energia primaria in abbondanza e soprattutto da sprecare.
Quindi: o gli U.S.A. ripartono in guerra (dove?) o il dollaro deve uscire di scena.
Proposta.
Come moneta globale, seriamente io propongo le gambe di Maria Sharapova*, la nuova moneta sarebbe il Leg. La più grande tennista di sempre, russa che vive negli Stati Uniti, è seria, forte, bella e brava ed è adorata da milioni di giovini arabi, è un idolo delle donne asiatiche,... metterebbe insomma d'accordo tutto il mondo e garantirebbe la pace nel mondo. Se Obama, Draghi e Xi Ping Pong mi leggono, propongo loro un doppio tra i pini dei Fori a Roma per discuterne serenamente. 

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Brasile: già finito il sogno petrolifero

“Il petrolio ed il gas sono un dono di Dio per il Brasile,
ma potrebbero tramutarsi anche in una maledizione...”
Lula, ex-presidente del Brasile (2009)*
 
 
Quattro anni dopo queste dichiarazioni di Lula, quasi cinque anni dopo la scoperta di grandi giacimenti sottomarini nelle acque territoriali brasiliane... a che punto siamo? L'export non è affatto decollato. Soprattutto per il gas naturale, il saldo import/export è negativo per il 14esimo anno consecutivo**: tuttora i brasiliani consumano il doppio del gas che producono (circa 900 miliardi di piedi cubici annui a fronte di soli 450 disponibili sul mercato interno). E dalla fine del 2011 il Brasile è di nuovo tornato ad essere anche un importatore di petrolio, il "sogno" di diventare in modo durevole e stabile un paese esportatore (a cui credevano solo gli allocchi) non è durato neanche tre anni! Una "nuova" classe media, nel frattempo, si è creata e grazie a questa bolla di energia, lavoro, denaro ed aspettative ora vorrebbe comprare auto, case, fare vacanze... Aumentando la VIOLENTA aspettativa anche delle classi "inferiori", che classe media non lo saranno mai e forse l'hanno capito e e per questo mettono a ferro e fuoco le città. Avranno tutti quanti una sorpresa, perchè prestissimo arriverà il declassamento di decine di milioni di "nuovi" borghesi brasiliani: quel giorno anche molti genitori, non solo giovanotti, saranno nelle piazze a dar fuoco... ai loro stessi ex-uffici, pigliar a calci i poliziotti di cui oggi invocano l'aiuto contro "i devastatori scesi dalle favelas".
 
Ed il risultato di tutto questo ridimensionamento energetico brasiliano, alla fin fine qual'è? Beh alla prima scintilla ecco che le città sono tempestate da ondate di violenza che in pochi giorni trasformano interi quartieri in zone di guerriglia e saccheggio.
Eccola qua la "maggiore speranza" dei paesi del B.R.I.C.: giovani armati di bastoni e coltelli che non esiteranno a sgozzare i loro fratelli per un iPhone oggi, per una pila domani, per una mela tra qualche mese.
Segue breve compilation delle devastazioni in corso in Brasile. 




*link : http://www.geologi.info/brasile-i-nuovi-giacimenti-renderanno-il-paese-in-grado-di-esportare-petrolio_news_x_3425.html
**link : http://www.EIA.gov/countries/country-data.cfm?fips=BR
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24.6.13

"Lo Shale gas aggrava la crisi economica" (E.I.A.)

"Non solo lo Shale Gas e Shale Oil non risolveranno il problema del picco del petrolio, ma potrebbero invece creare una crisi economica; ... nel 2012, 7000 pozzi sono costati 42 miliardi di dollari per un introito di 32,5 miliardi di prodotto finito"
U.S. Energy Information Administration (EIA), giugno 2013*

"Lo Shale gas è una rivoluzione ed una risorsa praticamente infinita! La Russia sarà il nostro Texas!"
Paolo Scaroni, ENI; giugno 2013**

Chi ha ragione? Secondo le banche e la gran parte dei governi ha ragione Paolo Scaroni. E ne vediamo i risultati tutti i giorni, quando il nostro vicino si spara, l'artigiano chiude, la fabbrica un poco più in là fallisce ed anche io non mi sento tanto bene.

*link: http://www.guardian.co.uk/environment/earth-insight/2013/jun/21/shale-gas-peak-oil-economic-crisis
**link: http://petrolitico.blogspot.fr/2013/06/scaroni-lo-shale-gas-grande-rivoluzione.html

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Shale gas, links:
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21.6.13

Scaroni (video): "Shale gas? Grande rivoluzione, risorsa infinita"

Premessa: "Paolo, BASTA! Dai, per favore, davvero..."

Peccato che in questo video denso di sorrisi e competenza incravattata (a debito) duri davvero troppo poco, solo due miseri minutini, tristi e tragici per il futuro del mondo ma oro puro per i devoti dell'azienda(lismo) totale. E' stato pubblicato qualche ora fa. Fatelo girare, imparatelo a memoria, il capo di ENI, dott. ing. etc. etc. Paolo Scaroni, si lancia con una calma e una sicurezza sconcertanti in considerazioni sintetiche da brividi, non dico tanto per chi abbia a cuore il pianeta Terra, le api o i gatti postati su facebook, ma per chi rispetti e riconosca almeno il lavoro secolare della Scienza. Spero che Luca Mercalli o Ugo Bardi non lo vedano mai questo video, gli verrebbe il crepacuore e mi sentirei io stesso un omicida. Forse nessuno dovrebbe mai vedere questo video, andrebbe proprio rimosso.
L'industria petrolifera non è una scienza, ormai l'abbiamo capito tutti, niente sarà infinito: i carburanti o il metano o altri idrocarburi e tanto meno il loro utilizzo da parte di classe media e ancora meno classi popolari... lo constatiamo man mano che le stazioni di servizio ci chiudono sotto al naso e che le nostre bollette del gas giacciono impagate e attorno ai nostri colli si stringe il cappio di una società post-industriale in rovina. Sappiamo, noialtri pure se siam pochi..., ma sentire ancora a giugno 2013 uscire certi pensieri, anzi certi dogmi, dalle "fauci" del dirigente petrolitico e petrolifero signor Scaroni, beh è a mio parere disperante e fa purtroppo sempre (un brutto) effetto... Lo shale gas* è tutto il contrario di quanto affermato nel video: non è una rivoluzione (anzi, si afferma ormai anche in sede IEA - International Energy Agency - che il "sogno rivoluzionario" degli scisti, che contengano olio, gas, bitume etc, potrà non iniziare mai, vedi ultimo link sotto), e poi il gas da scisti non è affatto "praticamente infinito": è una frase che non ha alcun significato commerciale oltre che economico, scientifico e logico. Invece sembra essere infinita, e questo contro le leggi della fisica, la testarda stupidità cortotermista degli umani, soprattutto di coloro che posseggono il vapore, siedono ai comandi, decidono velocità e direzione da dare al bastimento arrugginito che porta l'umanità... a quel paese.