22.1.13

"Nemesi malthusiana" e biogas

"Cu happi luci campà, cu happi pani murì" 
(Chi ebbe il fuoco sopravvisse, chi ebbe il pane morì) 
proverbio siciliano (area di Racalmuto), 
riportato da Leonardo Sciascia in "Occhio di capra"

Nei rigidi inverni di un tempo, più contava mantenersi inattivi e caldi (oppure caldi quando si è inattivi), che ammazzarsi in ogni stagione di lavoro per potersi sfamare sempre e riscaldarsi "dal di dentro", chè tanto anche d'inverno ed anche in Sicilia, che la coltiviate, che ne salviate i frutti estivi o meno, la natura vi sfama comunque poco e male e sempre così sarà. Chi perdeva di vista che un piccolo braciere tiepido al centro della casa, funzionante a gusci di mandorle, era più importante che avere il pane ogni settimana, spesso non passava l'inverno. O almeno non lo passavano i "fragili", gli anziani, senza i quali la famiglia perdeva il centro dei saperi e delle memorie ed un centro fondamentale lo perdeva tutta la comunità, il paese, il mondo.

Comunque, tutto questo per dire che non sapevo di essere la "nemesi malthusiana" di qualcuno:
http://www.ortodicarta.eu/teslavive/santa-flatulenza/

Ci troverete ottimi spunti, pratiche e riferimenti teorici su perchè e come trasformare masse e scarti verdi in riscaldamento e fertilizzanti, senza peggiorare troppo la situazione climatica globale, diventando anche più autonomi e senza dover prendere 4 lauree ed attendere ventitre anni prima di veder risultati.
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18.1.13

Azerbaijan, prima e dopo il petrolio

"Come spieghi la fine del petrolio a gente la cui vita
(lavoro, beni, risparmi, tempo libero, affetti...) 
dipende dall'aver scommesso tutto
sull'impossibilità logica che il petrolio sia eterno?"
Traduzione di un papiro egizio anonimo
 
Senza la distruzione massiva, pochi di noi avrebbero capito quanto conta il prima di noi ed il senza noi.
Grazie alla distruzione, che riguarda per forza anche i paesaggi interiori..., molti di noi non si pongono più questi inutili problemi. Tanti non se li sono mai posti.
Chissà comunque cosa pensano, se ancora il virus del pensare vive in loro, guardando questa immagine dell'Azerbaijan.
Piacerà loro solo quel che conoscono? Ci vedranno solo quel che già sanno? 
La verità sta venendo a trovarvi tutti quanti, fatevi trovare degni.
 
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17.1.13

New York, uragano Sandy: aeroporti depositi di auto incidentate

"Di più pericoloso di un americano obeso, con due auto e tre carte di credito 
ci sono solo due americani obesi et cetera et cetera..."
Anonimo economista europeo

L'uragano Sandy è ormai dimenticato dai  più, ma ha lasciato una importante scia di morte e distruzione , oltre che ricordato ai newyorkesi che gran parte della loro bella città è stata costruita accanto, in mezzo ed addirittura al posto del mare come è il caso, per tre quarti, dell'aeroporto JFK. Sandy ha portato anche nuove* "opportunità": nella foto sotto è possibile notare uno dei depositi assicurativi di auto incidentate in attesa della messa all'asta, a Calverton, dove l'aeroporto è in disuso da anni. Eccola una proposta per il futuro: man mano che il trasporto aereo tracolla, decollerà invece l'utilizzo delle immense inutili piste per parcheggiarvi auto e camion danneggiati dagli eventi climatici che saranno sempre più intensi... Si metteranno a profitto sia la crisi energetica che quella climatica.
     Nota bene: le vetture danneggiate dall'uragano a New York sono oltre 200mila, in questa foto sembrano tantissime ma potete contarne solo 15000...

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16.1.13

Nantes, Francia: con o senza raffineria

Fondata nel 1933, la raffineria di Donges sorge là dove svernavano un tempo milioni di uccelli e il fiume Loira allagava regolarmente terre salmastre di grande ed inutile fascino. Ora resta qualche drappello di volatili, lo si vede sulla sinistra nella foto sotto, scattata a tre kilometri di distanza, dove al posto di un bestione che dà lavoro a 500 umani e produce 11 milioni di tonnellate di raffinati all'anno, beh c'è solo stupida natura.
Dal 2009, ogni anno, in Francia viene spenta (per sempre) una raffineria, ne restano dieci attive. Dieci anni e poi la vita sarà di nuovo una grande ed impossibile sorpresa: ogni giorno, e sempre di più, potrà esser l'ultimo.
 
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Basilicata, con o senza il Centro Oli

"Il Nemico è il denominatore comune di tutto ciò che si fa e non si fa. Ed esso non si identifica con il comunismo o il capitalismo quali sono in realtà; nei confronti dell'uno come dell'altro, il Nemico è lo spettro reale della liberazione."
Herbert Marcuse, "L'uomo a una dimensione" (1964)
 
Paesaggio lucano con o senza le operazioni di estrazione e trasformazione del petrolio. C'è a chi piace veder ciminiere che fumano, come se gli ricordassero che l'era industriale sarà eterna. L'illusione dell'essere liberati dalla fatica, dal dover pensare prima di agire, dal dover scegliere, questo ci garantiscono il gas naturale ed il petrolio: un mondo elettrico o a motori endotermici dove le macchine, anche di calcolo, ci liberano. Ebbene è una menzogna se è durata e durerà pochi decenni ed è un assassinio se è fonte del furto della vita di altri umani depredati che abitavano sopra i giacimenti, un assassinio se abbiamo dovuto distruggere tutti i legami con la Storia, con le tradizioni, con la comunità, con l'ambiente.


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15.1.13

La dimensione e la velocità della distruzione

Fino a 53 metri cubi di materiale per volta.
In Australia è da poco attiva la nuova immensa pala del trattore americano LeTourneau. Vedete la pala in una foto con contente australiane che si fanno fotografare con questo surrogato particolare del pene sotto la scritta "Godi Globale", poi vedete lo stesso trattore - che sembra davvero minuscolo anche se è tra i più grandi al mondo! - all'opera in una miniera di carbone australiana.
Fate voi a che ritmo saranno esaurite le risorse e mandato fuori controllo il clima mondiale, con deglaciazione totale e aumento del livello dei mari di 60 metri entro il secolo in corso (e addio al 98% del PIL mondiale).
L'estinzione della gran parte dei mammiferi sulla Terra non è impossibile ne' lontana millenni ma è in atto ed il suo totale dispiegamento è molto vicino, considerato su ere geologiche è tra pochissimi istanti. E lo stesso accadrà a homo sapiens sapiens.
Chi vede in queste foto "futuro, lavoro e progresso tecnologico" è un pazzo assassino.

 
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North Dakota: trivelle e operai ovunque, addio natura

"Oltre a donne e bambini, qualcos'altro moriva in quel fango insanguinato, seppellito dalla neve:
il sogno di un popolo è morto. Era un bellissimo sogno, ora la comunità è in pezzi, divisa.
Ormai non c'è più un centro e l'albero sacro è morto."
Alce Nero, capo e medico dei Lakota,
dopo il massacro di Wounded Knee
 
Ecco qui il North Dakota, alcune foto in ordine sparso del prima, durante e dopo l'avvento di migliaia di pozzi petroliferi, con annessi lavoratori in mobil-home che si spostano man mano che il (poco) prodotto viene trovato, estratto ed esaurito, assieme al lavoro ed al denaro. Lasciando aree molto vaste con falde freatiche inquinate e pozzi vuoti che vengono infine colmati con rifiuti vari, roccia radioattiva, metalli pesanti... In alcuni casi, l'estrazione è talmente dipendente dal prezzo che in caso di caduta delle quotazioni i pozzi vengono stoppati e abbandonati per mesi, è quello che è accaduto nella seconda metà del 2010. Addirittura in raffineria si viene assunti solo se si dispone di camper per arrivare e ripartire, a seconda della richiesta di carburanti del mercato. Nomadismo della produzione estrema (distruzione ultima).
E' una "civiltà" del mercato, on e off: se il prezzo da pagare è alto, vale la pena per questi umani distruggere tutto protetti da leggi scritte ed approvate dalle stesse industrie. Se il prezzo è basso, sarà valsa la pena aver lasciato un deserto ed essersene andati a trasformare altro capitale naturale in partecipazioni azionarie... Finchè dura.



 


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11.1.13

California, foto "con" e "senza" il signor Petrolio

Ognuno si diverte come preferisce. Io l'ho fatto incollando accanto l'una all'altra queste due immagini di Street View, scattate dalle parti del "Kern oil field" (stesso giacimento in foto nello sfondo del blog), da cui si tira fuori petrolio dal 1899 ed ha avuto il suo massimo di produzione nel 1985, ma è invece recente il record assoluto di pozzi attivi (si raschia il barile come si suol dire...*). Purtroppo le condizioni di luce non sono le stesse, comunque sono state scattate nella stessa stagione e quasi certamente nello stesso giorno.
In una parte dell'immagine si vedono, nell'ordine: il lavoro, il progresso, la libertà ed il futuro possibile.
Purtroppo è la stessa in cui si leggono: disoccupazione, decadenza, recinti/muri ed un futuro impossibile.

Ah, nell'altra parte invece si vede "solo" della natura, per altro sempre più assetata d'acqua che invece fila tutta ad alimentare i pozzi là accanto, per estrarre sempre meno, a ricavi in stallo o calanti ed a costi energetici sempre più elevati... Sicuramente gli assassini pionieri puritani e bigotti che hanno massacrato indiani e bisonti, insomma in definitiva noialtri ed il mondo degli umani di oggi merita anche peggiori disastri, ma quegli alberi là che hanno fatto di male per avergli tolto quel poco di acqua di falda e deviato il corso dei fiumi ed indigato il tutto per alimentare l'industria petrolifera ?

link: http://bittooth.blogspot.fr/2011/06/ogpss-california-oil-and-hubbert.html
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10.1.13

Canada, prima e dopo la scoperta del petrolio

Due foto dall'Alberta, Canada.
Illustrano bene cosa significa esattamente la parola progresso, prima e durante... Dalle miniere di sabbie bituminose canadesi (ad uso e consumo più che altro statunitense) si estrae poco petrolio inquinando, disseccando e rendendo inabitabili per secoli migliaia di kilometri quadrati.  Ci sono miniere a cielo aperto grandi come la città di Roma, i tecnici dai villaggi vicini percorrono anche 250 km al giorno in auto (ognuno da solo) per andare a scavare, quando addirittura non abitano all'interno di questi luoghi insalubri. Nella foto del "lavoro progredito" vedete una pala che ad ogni colpo gratta via fino a 100 tonnellate di sabbie bituminose. In una giornata sono rimosse migliaia di tonnellate, per sempre, lasciando il deserto (in parte vengono ripiantati alberi, non sempre le monoculture di pini resistono a lungo, nonostante si ricollochi l'humus prelevato allo start-up di ogni singola miniera...).
Nessuno per ora è riuscito a fermare questa gente, la crisi non ha fatto che aumentare l'estrazione di petrolio da sabbie (e altrove, da scisti). Intere regioni nel centro-nord degli Stati Uniti, proprio là dove gli indiani prima di finire ammazzati o alcoolizzati lanciarono anatemi ai bianchi schiavi del denaro, rischiano di subire la stessa sorte in questo decennio, Obama o altri non cambierà nulla: ormai è deciso che la natura non serve a niente e che tutto va reso proprietà privata, trasformato, venduto, consumato, dimenticato.

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Terre rare in Europa, ma di proprietà e per profitti americani

Sillamäe è un postaccio in Estonia, accanto alle (ormai decennali) miniere di petrolio (da scisti bituminosi) e a qualche miniera di uranio. L'unica fonte di ricchezza locale è Silmet, una grande industria che produce metalli e terre rare, dal tantalio al neodimio, indispensabili alla produzione industriale moderna, ma soprattutto insostituibili e praticamente impossibili da riciclare. E' anche l'unica industria che opera in questo settore in Europa. Ma quasi nessun lavoratore è europeo, quasi tutti erano "schiavi" slavi assunti durante l'occupazione sovietica e la quasi totalità degli immensi guadagni filano comunque dritti alla proprietà, Molycorp, multinazionale americana delle Terre Rare*. 
Per i maniaci dell'industria...

*link: http://it.wikipedia.org/wiki/Terre_rare
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9.1.13

Australia, termometri fuori-scala

"Non serve fare previsioni, ma agire in maniera eticamente corretta. 
E comunque la vita va affrontata piuttosto da artisti che da scienziati." 
Rita Levi Montalcini, da intervista video 2010


L'eccezionale ondata di caldo degli ultimi giorni in Australia è stata tale che il servizio meteo nazionale ha dovuto aggiungere il colore viola (foto a lato), che indica un'area di temperatura di 54°C. La scala di colori utilizzata finora, che tuttavia per le aree desertiche arrivava già al colore nero, non era più sufficiente per indicare il pericolo di morte per disidratazione che si incorre nelle aree interessate, ormai anche fuori dalla zona storicamente desertica. A Wilcannia*, in zona piuttosto arida ma non desertica, si sono avuti 44,2°C di massima e 34°C di minima. A queste temperature si vedono fiumi e laghi "fumare", evaporare sotto i vostri occhi... I deserti australiani si allargano già oggi ad una rapidità seconda solo a quella del Gobi asiatico, ricoprono il 19% del territorio; in Mongolia, cito per completare il paragone, l'avanzata del deserto di Gobi che sterilizza rapida i vasti pascoli, spinge all'urbanizzazione centinaia di famiglie nomadi ogni anno, con risultati tragici come l'elevato tasso di alcoolismo, la disoccupazione urbana più elevata dell'Asia continentale ed il più alto numero di miniere di carbone illegali (ogni pastore, una volta distrutto il gregge, si mette a scavare con la propria famiglia: prima trova carbone, inquinando tutta l'area, poi si sposta finchè in uno dei buchi che ha scavato trova la sua tomba).
Gli unici e rari australiani che invece sapevano vivere in queste aree difficili, ovviamente senza l'aiuto di carburanti da carbone e petrolio e senza nucleare, ora sono anch'essi dei ridicoli e scomodi alcoolizzati o drogati. Estromessi da tutto, per loro la benzina non è che un modo di drogarsi, il fenomeno dei "petrol sniffers" fa fuori centinaia di giovani aborigeni ogni anno (foto sotto).
L'uscita di scena di homo sapiens sapiens è triste, stupida e terrificante. Che altra fine poteva fare l'"uomo che sa di sapere"?

7.1.13

Emissioni di metano: continua l'anomalia artica

"Prima del petrolio finirai tu."
Proverbio tibetano

Chissà cosa poteva mai accadere all'atmosfera terrestre durante e dopo aver bruciato tutte le riserve possibili di idrocarburi da giacimenti fossili?
Provate ad aggiungere sempre più legna alla stufa, senza aprire le finestre, prima o poi morirete per mancanza di ossigeno o per arresto cardiaco da disidratazione, certo la caldaia continuerà a funzionare pure dopo e la stanza rimarrà calda ancora un bel pezzo (se non piglia addirittura fuoco la casa).
Ebbene, il 28 dicembre 2012 nell'Artico l'agenzia americana NOAA misurava* anomalie di temperature dell'acqua di mare di quasi 20° C: centinaia di kilometri quadrati di mare con temperature ben superiori alla media degli ultimi trent'anni... 
Sempre a fine dicembre gli strumenti dell'Agenzia Spaziale Europea misuravano emissioni di metano in atmosfera (provenienti dai fondali marini) oltre ogni previsione tra Islanda e Svalbard**, la qual cosa non fa che aumentare la concentrazione di metano troposferico, che aggrava e incrementa il riscaldamento dell'atmosfera ed innalza il livello dei mari.

Questi dati incrociano le previsioni di "runaway warming" (scenarii di non-ritorno del surriscaldamento globale) e pure quelli di deglaciazione completa di Carana e Light (compresi Artico, Antartide, Himalaya, Alpi, Ande,...) entro il 2087, con un livello medio degli oceani di almeno 65 metri più elevato rispetto ad oggi. Di questo Armageddon climatico ho parlato di recente, riferendomi alla sommersione sempre più frequente del litorale italiano: http://petrolitico.blogspot.fr/2012/11/trieste-il-global-warming-ed-il.html

Quindi? Che possono fare i miei lettori per salvare figli e nipoti?
Piantare alberi (magari da frutto) è sempre un'ottima cosa, vi occuperà abbastanza tempo, energia e denaro. Senza tanti perchè e per come, un motivo per farlo senza pensarci troppo è che se non altro ci son da rimpiazzare i 301 milioni di alberi morti di siccità in Texas nel 2011***. Al lavoro!

*link: http://www.esrl.noaa.gov/psd...
**link: http://www.eumetsat.int/Home/Main/Satellites/Met...
***link. http://www.chron.com/news/article/2011-Texas-drought...
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29.12.12

Costa più il brodo che la carne

"Cosa ci fa il nostro petrolio 
nei loro paesi?"
Anonimo importatore petrolifero

Pochi ritocchi grafici al blog, immagine di sfondo moderna e più colorata e si riparte.

Rubo da Trendlines un grafico interessante: da oltre un anno abbiamo superato il picco del costo di estrazione medio di un barile di petrolio. Ebbe un punto massimo a 37$, quando esplose la crisi, quattro anni fa; ora si è risaliti ad oltre 43$ al barile. Cifra folle, sta superando il succo d'arancia, il vino da tavola, etc. Ci costa davvero più della vita stessa, per molti che abitano vicino alle zone di produzione è già così.

Questo dato, in nero nel grafico a lato, è un buon misuratore della febbre del settore oltre che una conversione "economica" del dato dell'EROEI (trad.: energia investita per energia ricavata nel processo). 
A che livello di febbre il malato petrolifero dovrà finire (di nuovo) in ospedale? Sopravviverà? Quanti miliardi di spesa pubblica, quanti milioni di posti di lavoro costeranno gli ulteriori 3-5 dollari di costo estrattivo in più prima del nuovo collasso? Sapendo che l'economia non riuscirà ad acquistarli tutti (Brasile, Cina ed India a parte).
Una decina di mesi fa alcuni analisti si strappavano i capelli scrivendo che "OIL IS THE NEXT GREECE", ovvero: l'industria petrolifera viveva gli ultimi mesi di "pace" e che alla prima esplosione di una bolla speculativa importante (son sempre le stesse: solvibilità dei paesi dell'Euro, credito immobiliare cinese, effetti del fiscal cliff e del total U.S. debt sull'economia americana...) sarebbe venuto giù il castello di carte del petrolio, con crollo del prezzo e stretta in parte definitiva sulle esportazioni (Messico, Norvegia, Iran, son  paesi che per ragioni diverse già non tengono più la gittata produttiva nonostante prezzi ancora alti).
Ne sia la riprova appunto il grafico a lato. Nel 1999 estrarre un barile di petrolio costava 7 dollari, ora sei volte di più. Forse ci siamo: nelle settimane in cui sembra che la Grecia abbia toccato il bottom, l'occhio di Mordor guarda all'industria del petrolio...

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12.12.12

Produzione petrolifera mondiale: pronti alla discesa libera?

"Il petrolio finirà tra 40 anni. La casa la perdiamo dopo o prima? Il lavoro dopo o prima? Le mogli metteranno alla porta i mariti tra quanto? Le carte di credito diventeranno simpatici righelli tra quanto? I panini con dentro la carta moneta sono per quando? I figli accoltelleranno i padri dopo o prima? La scuola inizierà a non servire a nulla prima o dopo? I libri passeranno dagli scaffali alle stufe quando? Et cetera, fratelli miei, et cetera!"
Dai taccuini inediti del profeta Isaia


La "discesa" è iniziata. Ed è sempre più ripida, almeno considerando quanto prodotto manca ad un'economia energivora ed a paesi ancora demograficamente in fase di espansione.
Diventerà ripidissima dopo il 2015, come da previsioni ASPO (uniche a centrare il bersaglio della realtà, sei anni ed una "doppia crisi" dopo).

Gli ultimi dati sulla produzione mondiale di petrolio ci danno i soliti due dati:
- il "vero petrolio" (Crude Oil e Lease Condensate) è a 76,03 milioni di barili prodotti al giorno, ultimo dato affidabile EIA valido per agosto 2012;
- il petrolio totale, mischiando dentro tutto l'assimilabile ("Total Liquids" compresi gli escrementi dei CEO e degli uffici stampa della di Shell, ENI, Exxon, BP, etc.) è a 88,5 milioni di barili al giorno.
Ho indicato in rosso il dato che ci interessa di più, visto che nel dato in giallo ("total liquids") sono compresi addirittura milioni di barili che sul mercato non finiscono mai per davvero, lasciamo perdere poi quanti di quelli sono conteggiati come "prodotti" ma sono istantaneamente riassorbiti per riprodurre (sempre meno) barili il giorno successivo...
Che dire? Le previsioni ASPO sono e restano assolutamente le più affidabili. Di petrolio ce n'è sempre meno, di peggiore qualità. E se se ne produce "di più", non è certo verso la povera vecchia Europa che verrà.
Secondo queste previsioni, ai dati attuali, tutti i paesi che esportano prodotto petrolifero dovrebbero aver smesso di farlo entro i prossimi trent'anni. In tempi umani, questo significa "domani". Addirittura, secondo gli ultimi studi ASPO* già al 2030 le sole India e Cina, di questo passo, avranno bisogno del 100% del petrolio esportabile, ragionevolmente, a quella data. Restando ottimisti, al 2030 l'Italia potrà contare su nemmeno il 10% di quel che importa oggi, probabilmente da qualche anno saranno in vigore leggi marziali in tutta Europa e la pena di morte, per reati contro la persona, a furor di popolo sarà stata già ripristinata in alcuni paesi.

Immaginate tutti quei titoli di debito, mettiamoci dentro tutti coloro (sempre meno, chissà perchè?) che hanno contratto e contrarranno mutui nei prossimi anni: sulla base della disponibilità di quale energia, per fare quale lavoro, commerciando i manufatti con chi e con quali materie prime, saranno magicamente pagati i debiti totali? Forse l'Eurogruppo dei ministri delle finanze e dell'economia ha una risposta.
Ma sono certo che non vi piacerà, perchè come già accaduto in altre epoche, questi tributi alle oligarchie andranno pagati con la vita.

Solo di debito pubblico (in gran parte interessi...), solo contando i "primi" 11 paesi industrializzati, siamo oggi a 41000 miliardi di debito (in dollari del 2011).
Di cui, a spanne e sempre in dollari:
15000 miliardi americani
6000 miliardi cinesi
5500 miliardi giapponesi
3300 miliardi tedeschi
2650 miliardi francesi
2300 miliardi inglesi
2150 miliardi brasiliani
2100 miliardi italiani
etc. etc.

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6.12.12

Nostradamus si nasce

Oggi si avverano due mie profezie "facili" che avevo inserito nei commenti, me le ricordano alcuni attenti lettori, via e-mail... 
 1. In caso di vittoria del centro-sinistra, il signor Bersani ha comunicato che garantirà a Monti il superministero economico fino a novembre 2014. 
  2. Apple comincia la discesa agli inferi. Nel settore, tra sei anni, sarà rimasto solo Samsung. 

In omaggio allora un'altra profezia: alla luce dei nuovi dati l'export petrolifero della Norvegia (settimo esportatore mondiale) scomparirà totalmente entro il 2019, non "dopo il 2100" come i norvegesi annunciavano nel loro libro bianco del cazzo di neanche dieci anni fa... 
Quindi il collasso degli importatori inizierà prima, o meglio, inizia già oggi ed è concausato dall'ammanco di prodotto norvegese - tra l'altro. Quel che viviamo oggi in Europa è in piccola parte anche dovuto al tracollo totale, e irreversibile, della produzione di quel poco di energia che tiravamo fuori da fondali marini e roccia del nostro povero continente...
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5.12.12

New York City oppure New York Islands?

"Entro i prossimi 110 anni i mari potrebbero salire di (altri) 68 metri? 
Beh ci penseremo tra 200 anni! 
Ora abbiamo ben altro a cui pensare, ad esempio la nostra casa da 1,2 milioni di dollari, 
costruita nelle paludi di Staten Island, beh non è più abitabile... 
Siamo sconvolti ed increduli,... ma dove, dove abbiamo sbagliato?!".
Abitante di New York, dicembre 2012

Ecco un interessante video di 3 minuti. Gli abitanti di Staten Island intervistati tra le macerie molti giorni dopo il passaggio dell'uragano Sandy ancora non sanno cosa pensare, non sanno cosa fare, non sanno dove andare, sono quasi senza speranze...
Quando ci si sveglia dal Sogno Americano, cosa resta?
Macerie mangiate dal sale marino, nuove dune di sabbia al posto della piscina per i bimbi, la disoccupazione, i debiti impossibili da ripagare, la fame, la paura, il buio, il freddo e per alcuni addirittura la morte. Cari Newyorkesi, cari Americani, siate assieme a noi i benvenuti nel solo futuro che avete costruito giorno dopo giorno: la regressione socio-economica totale e irreversibile. Ed ancora non avete, non abbiamo... , visto quasi niente.

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26.11.12

Addio Iran: notizie dall'embargo totale

"Our end begins before the end of their oil.
Versione inglese di  una mia inutile frase, fa più effetto vero?

Niente più importazioni di medicine, si va verso la fine scorte*. Era l'ultima categoria merceologica risparmiata  dall'embargo, che dall'ultimo scontro tra Israele e Palestina è diventato improvvisamente totale. Almeno per quel che riguarda gli stati aderenti alla NATO: tutti rispettano interamente ognuna delle risoluzioni ONU ed i singoli provvedimenti nazionali emanati dai rispettivi governi.
L'Iran non è per nulla autosufficiente quanto a medicinali. Tra il blocco esportazioni alimentari e i divieti di importare ormai quasi tutto (chiunque commerci con l'Iran, almeno in Francia, ha visto i conti aziendali posti sotto sequestro a tempo indeterminato, solo qualche giorno fa), siamo a pochi passi dall'esplosione interna del paese, che potrebbe sfociare in un "colpo di testa", magari con un attacco anche in solitaria ad Israele. 
Il futuro dell'Iran assomiglia sempre di più a quel che è accaduto in Iraq qualche anno fa. Col risultato che del petrolio promesso ai paesi invasori, non ce n'è neanche l'ombra e la produzione irachena stagna alla metà della metà del previsto e non c'è tutto quel "buon" prodotto che si sperava, mentre attentati e tensioni sono sempre alle stelle ed il paese va verso l'ennesima guerra civile... 
Secondo le stime di una decina di anni fa, dovremmo oggi "godere" di 115 milioni di barili al giorno prodotti, siamo ben sotto. E scenderemo ancora, perchè in Iraq come in Iran le riserve ufficiali sono sovrastimate almeno di almeno il 30%** e chi voleva aveva tutte le informazioni necessarie a disposizione da almeno sette anni...
Storicamente, l'Italia è il paese che ha importato più prodotto petrolifero dall'Iran da quando l'Iran lo esporta. Soprattutto olio piuttosto pesante col quale le vostre scuole e condominii ed i vostri camion hanno funzionato per trent'anni, poi siamo passati al gas naturale di Putin e ci è sembrato di fare un balzo nel futuro, con lo scotto che per avere gli stessi gradi in casa dobbiamo pagare 7  forse 8 volte di più (debito pubblico compreso). Riguardo al chi, al come ed al perchè la vostra vita dei prossimi anni sarà quasi totalmente sconvolta rispetto a vent'anni fa, la lista dei responsabili non è poi tanto lunga... Purtroppo non posso fornirla poichè è illegale fare elenchi di ebrei, per via di qualcosa di tremendo accaduto ad essi nel passato e per via di qualcos'altro di più subdolo che continua ad accadere per mano loro. 

*link: http://www.bbc.co.uk/news/world-middle-east-20471492 
**link: http://forum.radicali.it/content/emergenza-energetica
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20.11.12

Il "dirupo" energetico mondiale comincia oggi 20 novembre 2012

"Chi ha la fede nel comune dio cattivo e stupido 
degli ebrei e dei musulmani e dei cristiani, 
se ne frega altamente della verità, 
è per questo che, da generazioni, la nostra unica e vera missione è 
peggiorare il mondo, sterilizzare la vita, normalizzare le diversità, 
aumentare la menzogna e stare sempre dalla parte dell'unica certezza, che è racchiusa in questa frase:
'meglio esser stato il macellaio che il vitello'." 
Un anonimo lettore italiano di un filosofo tedesco dimenticato

Da oggi smetteremo bruscamente di disporre di "abbastanza" energia pro-capite. Il dirupo di Olduvai è venuto a trovarmi al lavoro, in casa, è dentro di me e non credo mi lascerà.
Con un buco nello stomaco, aggiorno il post precedente.
Questa notte le banche francesi hanno bloccato tutti i conti correnti delle aziende che importano ed esportano da e verso l'Iran: dopo sei anni di embargo, per la prima volta si applicano TUTTE le restrizioni possibili, addiritura più in fretta e più potentemente di quanto si fece con l'Iraq di Saddam. Israele vuole sangue. La NATO è il suo assetato cane da guardia. Le somme sui conti posti sotto sequestro non sono esigibili fino a data da destinarsi. Ieri è morto d'infarto il responsabile iraniano dell'esportazione di pistacchi biologici e solidali che ci rifornisce da anni... Voi come reagireste alla notizia che tutti i soci della cooperativa che hanno lavorato mesi e mesi nel rispetto della terra e degli altri, per inviare una parte importante dei raccolti all'estero, non saranno (forse mai) più pagati? Anche il nostro intermediario della cooperativa che si occupa dei datteri biologici, che vive in Francia, ha avuto il conto corrente bloccato ed è in corso la procedura di sequestro delle somme, mentre due camion di merce sono fermi alla dogana e kilogrammi di merce finirà sequestrata da qualche funzionario disonesto o forse addirittura in una discarica o un inceneritore da qualche parte in Iran. Per Giacomo Matteotti la Seconda Guerra Mondiale ebbe inizio nel 1924, per me inizia nel novembre 2012. 
Per la prima volta non mi sento più "superiore e/o lontano da quel che di male altrove accade", credo che proprio questo sentimento sia un altro passo concreto verso la fine dell'Europa ed anche dell'Italia (primo importatore storico di greggio iraniano, si direbbe che mezza vita mia ne dipenda, no?). Io, come tanti di voi lettori, se mai ho avuto una qualsiasi anche minima importanza o privilegio o protezione dai e nei fatti del mondo in quanto europeo o italiano o immigrato UE in Francia, beh oggi finalmente sono un inutile fragilissimo cretino, sottomesso e suddito a grafici di qualche banca, pochi amici e di pochissimi governi. Sono toccato dalla guerra in prima persona, è qualcosa di sottile che purtroppo non mostra sintomi, ne' tanto meno ha rimedii, che siano descritti nei libri di medicina o nelle nostre vecchie e calpestate costituzioni democratiche...
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19.11.12

Iran, è embargo totale da 48 ore...

"Il mondo va avanti a menzogne e dittatori da millenni, 
speriamo non manchino mai almeno gli stupidi che a loro credono." 
Anonimo ed inutile idiota

Non ne parla nessuno, perchè quando è tutto l'impero a crollare le notizie sono davvero inutili, in quanto "vengono a fatti da un pezzo avvenuti", ma io ho l'unica prova che mi serve...

Da due giorni, per la prima volta da trent'anni a questa parte, non esce più nulla legalmente dall'Iran, nemmeno quel poco cibo in cambio di poca valuta estera (da cambiare al mercato nero, ormai quasi prevalente rispetto al corso ufficiale). Nessuno sa quanto durerà. Nel mio piccolo aspettavo datteri e pistacchi, ma il mio amico e collega iraniano (emigrato in Francia poco prima dello scoccare della guerra tra Iran ed Iraq...) quando ha riattaccato il telefono col suo intermediario in Iran aveva quasi le lacrime agli occhi. 
Passato qualche secondo, ha ripetuto due volte: "adesso gli schizzi di merda toccano anche noi, mi sa che stavolta è finita, tutto il peggio è possibile".
Prima delle ultime elezioni americane diceva che "gli americani non possono fare due guerre insieme, quella delle elezioni e quella all'Iran", e che non sarebbe successo nulla di grave. Ma le elezioni sono passate. Obama è stato rieletto portavoce ed esecutore dei programmi di "Big Data" ed il responso "Go to war!" è prossimo. Anche se sarà un evento distruttivo, sarà meno peggio che distruggersi lentamente secondo i responsi (spesso "errati a posteriori") dei calcolatori.

Il temibile fenomeno del target fixation* è conosciuto dai paracadutisti e dai piloti: in una situazione di emergenza, all'avvicinarsi di un oggetto assolutamente da schivare (albero solitario in una prateria o grande palazzo vicino ad una pista), l'errore umano più classico nell'atterrare è fissare l'attenzione e dirigere l'azione proprio verso l'oggetto da evitare. Aumentando i danni esponenzialmente ed in maniera imprevedibile.
Lo stesso errore potrebbe farlo "Big Data", che guida gran parte dei mercati, dei governi, delle miniere e dei giacimenti, delle battaglie e delle guerre, sempre con maggiore efficacia. "Big Data" sa che due cose in politica estera non debbono essere fatte, pena la distruzione di decenni o centinaia di anni di civiltà in pochissimo tempo: attaccare l'Iran ed attaccare la Cina. Quale oggetto da evitare sarà troppo a lungo fissato?
Finora il mio caro amico iraniano ha indovinato le sorti di tutti gli utili regimi caduti nell'ultimo decennio, e con mesi di anticipo. Vedete tutti nella vostra vita di importatori di energia come son cambiate le cose dopo l'assassinio di Gheddafi.... Se cade Ahmadinejad non è detto che semplicemente cliccando su un interruttore si accendano le luci di casa vostra nei prossimi anni, anche in Europa.

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17.11.12

Egitto, Russia, Turchia (ed Iran) contro Israele?

Terza Guerra Mondiale o meno, tra 48 ore sapremo se la parola TANICA avrà un nuovo significato ed una aumentata frequenza d'uso in Europa nei prossimi dieci anni.
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New York, aeroporto JFK: una scemata presto inagibile

Cosa ci fa l'aeroporto JFK di New York al posto di un bosco, delle dune di sabbia, di una palude e del mare? Aggiungiamo che, da quelle parti (valore medio di decennio in decennio) il livello dell'acqua sale da 150 anni ininterrottamente come ho segnalato in un post di qualche giorno fa... Nota bene: in blu il mare dov'era prima della costruzione dell'aeroporto, che ora arriva fino alle croci bianche, una per ogni migliaia di lavoratori che perderano il posto quando, da quelle parti, il mare avrà ripreso il suo posto e ben oltre.
  
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12.11.12

Storielle di giovani decadenti

"È sospetto nei giovani questo voler vivere sempre in gruppo, 
così nessuno diventa responsabile di quello che pensa e fa." 
Eugenio Montale

Una settimana fa. Città francese in cui vivo, centro storico e quartiere borghese. 
Da un palazzo qua vicino alcuni giovani pisciano dal balcone: invece di andare alla toilette, a più riprese alcuni maschi urinano copiosamente dalla finestra, ridendo ed urlando. Delle femmine nello stesso appartamento emettono grida di divertimento. Niente di preoccupante, alcune settimane fa poco lontano da qui un giovane si è gettato dal terzo piano dopo aver dichiarato agli amici di essere Bat-man (ormai paralitico, pare sia stato vittima della recente moda giovanile del binge drinking*; moda che sta facendo parecchi morti, ripescati più che altro in mare o nei fiumi, a Nantes, Tolosa e Bordeaux, città universitarie piuttosto movimentate; addirittura, a Rennes l'ospedale ha un reparto apposito per i casi di coma etilico, che la domenica mattina hanno fino a tre quarti dei posti letto della rianimazione; idem per la Svizzera francofona ed il Belgio, dove sono le urgenze pediatriche ad essere interessate da sempre più minori in "alcoolisation aiguë").
Ma negli ultimi tempi altri miei giovani vicini addirittura provavano, puntandole su passanti tra cui intere famiglie, delle armi dal terrazzino; tuttavia, nella città francese con più telecamere di videosorveglianza per abitante, la polizia è arrivata pochi minuti dopo, in borghese ed a piedi, e dopo aver sfondato la porta li ha arrestati; ora c'è un altro appartamento libero ed è probabile che il mio affitto resti invariato per il terzo anno di fila. "Evviva, un risparmio!", direbbe uno scemo. Ma scemo non sono. 
O forse lo sono, perchè torno sempre sul luogo del delitto (altrui)...
Stamattina per l'appunto sono passato proprio davanti al portone dei piscioni: alcuni giorni dopo la puzza è ancora devastante. Nell'atrio del palazzo campeggia un cartello in plexiglass, scritto in bei caratteri tipografici degli anni '70: 
"Ingresso non consentito a mendicanti, ambulanti, vagabondi in generale"

Gli ultimi del petrolitico, miei coetanei e quasi "miei" possibili figli, hanno sorpassato in immondizia umana il peggiore spauracchio della maggioranza dei loro genitori e dei loro nonni borghesi. Un altro cerchio e ciclo che si chiude, un altro segno inequivocabile della fine dell'impero? 
Una volta almeno c'era il senegalese che ti vendeva i fazzoletti o la coppia di testimoni di Geova che ti prediceva la fine del mondo, ora le nostre stesse case sono abitate da coloro che schiacciano il bottone dell'autodistruzione.
Abbiamo armato il cane della decadenza per anni, i nostri figli premono il grilletto. Poteva finire peggio?

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9.11.12

Eurafrica

Quando vedo l'Africa di oggi, la sua povertà, io vedo anticipazioni tragiche del futuro dell'Europa.
Quando un africano di oggi vede la ricchezza dell'Europa, cosa vede se non il magnifico passato dell'Europa, costruito anche a scapito del terribile presente dell'Africa?

Ci tenevo a scrivere questo pensiero per esorcizzarne la troppa potenza.
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8.11.12

Antropocene a Manhattan, prima e dopo


Trieste: il global warming ed il Mediterraneo in salotto

L'aumento del livello del Mediterraneo, inesorabile ma lineare fino a pochi anni fa, ora sembra diventare esponenziale. 
La foto qui a destra è stata scattata qualche giorno fa a Trieste. Non è la prima volta che l'acqua risale in città, tanto più che la città moderna ha la sua piazza più famosa, piazza Unità d'Italia, proprio al posto del mare e di un porticciolo: un tale monumento potrà essere permanentemente sotto l'acqua tra circa un secolo al ritmo attuale [a quell'epoca l'unità d'Italia potrà essa stessa essere un ricordo, se pensiamo che le stime più rosee (già al limite della fantascienza) ci danno al massimo altri 51 anni di gas e petrolio estraibili al mondo]. Molti dei palazzoni triestini che adornano le cartoline sono in parte situati addirittura sull'antico litorale. Sotto la piazza la spiaggia, potremmo dire parafrasando un motto sessantottino.
Nell'immagine sottostante si possono leggere i dati rilevati negli ultimi 100 anni, sempre a Trieste*, periodo durante il quale il livello medio del mare è aumentato di 13 cm. I picchi delle medie mensili aumentano di intensità di recente (da un anno all'altro, fino a +30 cm), e sempre più solo verso l'alto, infine il trend dell'ultimo decennio è addirittura esponenziale. Grave? Forse.
Certo niente a che vedere col disastro americano: ad esempio in Louisiana il mare sale dieci volte più rapido che a Trieste, guadagnando quasi un metro ogni cinquant'anni (qualcuno si ricorda dell'"imprevedibile" catastrofe dell'uragano Katrina?) e salinizzando sempre più le falde. Coltivare è diventato impossibile per centinaia di kilometri quadrati, dove tuttavia abitano ancora decine di migliaia di persone, in gran parte assistiti, certo non tutti abitanti in palafitte e dediti alla pesca. Quando se ne andranno? Ad ogni nuova tragedia climatica lasceranno la città in migliaia, solo alcuni torneranno in attesa del prossimo collasso. Un esempio? 75 centimetri di mare fa, nel 1960, a New Orleans abitavano 620000 persone, ora sono 360000, esattamente la metà: la tragedia climatica sta già avvenendo, da mezzo secolo. Gli umani stanno già andandosene dagli oceani che si innalzano... forse inizieranno ad ammetterlo quando se ne saranno andati tutti?
La vergogna (di ammettere un errore o che  si ha torto) è una delle peggiori resistenze al cambiamento secondo lo psicanalista Boris Cyrulnik**: gente torturata o che ha subito profondi drammi, spesso entra in un silenzio cementato dall'"in fondo sai che sei pietoso e stupido, un po' te lo sei meritato" che l'inconscio scarica sull'individuo per proteggerlo da sofferenze ulteriori. Ma è solo quando la persona traumatizzata riesce a ripercorrere il percorso intero del dramma, cercandone assieme al terapeuta le ragioni profonde,ed i meccanismi, che vince questo stato di sopravvivenza e torna a vivere riparando addirittura i percorsi neurali che lo portavano in una spirale di censura delle azioni salutari e benefiche. La stessa cosa accade per l'uomo post-petrolifero che dovrà scegliere dove trasferirsi e come vivere durante e dopo i più gravi effetti del collasso energetico, socio-economico e del cambiamento climatico: solo i coraggiosi che avranno già cercato le vere ragioni potranno continuare o tornare a vivere, coscienti e forti ed avendo riparato i contatti  neurali che ci legavano all'ambiente prima dell'iper-industrializzazione, andando aldilà della mera sopravvivenza basata su chi sarà più violento e forte dell'altro. 
Magari un ecologista come me finirà sgozzato dal primo scimmione affamato che passa,  ma io sono quello che ha vissuto, mentre lui sarà quello che sopravviverà. Non è la stessa cosa ed è l'unica cosa che conta: vivere, non sopravvivvere. In ogni caso la Storia non ricorderà a lungo nè l'uno nè l'altro.

*link: http://tidesandcurrents.noaa.gov/sltrends/sltrends_global.shtml 
**link: http://bibliobs.nouvelobs.com/essais/20100913.BIB5602/pourquoi-tant-de-honte.html
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7.11.12

L'uragano Sandy eletto nuovo presidente degli U.S.A.

Alcune recenti immagini dal Paese migliore nel migliore dei mondi possibili.

Il paese dei diritti e del progresso.

Il paese della fede in un dio buono e misericordioso.

Il paese dell'evoluzione e del futuro.

Il paese delle opportunità per i più deboli.

Il paese dell'ordine ma in armonia.

Il paese dell'integrazione tra culture diverse.

Il paese che garantisce la pace nel mondo.

Grazie agli Stati Uniti d'America per mostrarci la via.
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6.11.12

New York: una settimana dopo Sandy, ancora 200mila assistiti

"Papà, perchè il nonno ha progettato un aeroporto in mare? E mamma, non rompere: il letto con sopra il delfino putrefatto lo pulirà e lo rifarà poi la nostra serva negra, appena torna il carburante in città che poi potrà fare le quarantasei miglia dall'isola dove abita fino a casa nostra."
Nipote del progettista dell'aeroporto JFK

"La nostra villa di tre piani a Long Beach (trad.:: "lunga spiaggia"...) con vista sull'aeroporto di papà è andata distrutta,... chi avrebbe sospettato che della semplice acqua (ndr: l'Oceano Atlantico...) sarebbe mai salita di tutti quei millimetri in pochi secondi!"
Figlio del progettista dell'aeroporto JFK

Tralascio il disastro a Sud di New York: la penuria di carburante con razionamento, il coprifuoco in vigore in un quinto del territorio del New Jersey... Per una volta voglio parlare delle "buone notizie" dalla grande Mela. Dunque, sette giorni dopo il passaggio dell'uragano Sandy a New York, mentre scrivo, vengono riportati solo (...) 200000 (duecentomila) persone che dipendono da pasti ed acqua potabile forniti circa tremila volontari*. Il gas e l'energia elettrica non sono ancora tornati per un numero "irrisorio" di utenze, ad esempio ConEd nell'ultimo bollettino** parla di "solo" altri 127000 utenti senza energia elettrica (gli abitanti colpiti sono almeno cinque volte tanti, quindi 600mila persone), su un totale distaccato a causa dell'uragano pari a 960000 utenti dopo il passaggio di Sandy. ConEd, che ha dovuto effettuare ristrutturazioni e licenziamenti negli scorsi anni "causa crisi" (... ...) deve fare appello a tutta la manodopera e non basta: 500 tecnici sono stati assunti eccezionalmente per ripristinare la corrente elettrica.
Uragani come Sandy ("piccoli", che attingono New York solamente in categoria 1 su 5 di potenza...), con una crisi economica che continua o peggiora, porterà via la corrente per settimane e poi mesi, perchè semplicemente il personale per ripristinarla sarà sempre meno. 
Più dell'uragano Sandy potè (potranno) la (le) crisi? Se la città di New York invece di investire milioni ogni anno per nuovi poliziotti e mezzi militari investisse nella rete elettrica o per educare i giovani a consumare meno e meglio? In ogni caso costruire il 20% di una metropoli dove duecento anni fa c'erano addirittura spiagge, dune e paludi non si rivela tempo dopo essere un'idea furba. Mi pare ottima l'idea di costruire ben due aeroporti in mezzo al mare: il JFK a Sud di New York è stato costruito in una zona (Jamaica Bay) che era per un quarto mare, per metà la laguna di un oceano (ref.: cartine prima del 1910...) e per un quarto un rinomato campo da golf con dune naturali (... ...). L'aeroporto La Guardia invece, più "antico", fu costruito (ed ampliato dentro al mare!) sulla e a ridosso della costa sabbiosa della Flushing Bay, letteralmente "la baia della risacca" (o se volete "la baia che arrossisce", probabilmene per la vergogna). Non solo gli americani hanno dimenticato i nativi, imbrogliandoli e corrompendoli, assassinandoli e deportandoli riducendoli in gran parte ad anonime vite da alcolizzati, ma hanno pure dimenticato il significato ed il senso dei nomi che loro stessi hanno dato ai luoghi che hanno "scoperto", fatto proprii, calpestato, distrutto per costruire stupende scemate dal futuro incertissimo. 
Se fossi il dio della Bibbia, quello originale, geloso e vendicativo che loro han tanto venerato e vènerano, io non gliela farei mica passare liscia.

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Francia: i cimiteri di automobili in città

Ieri parcheggio l'auto in un bel quartiere residenziale della città francese in cui abito, a pochi passi dal centro storico, in posti non ancora a pagamento. Appena finisco la manovra, mi attira la sporcizia del veicolo giusto davanti: nell'interstizio tra tettuccio e portabagagli cresce addirittura una pianta. Le ruote sono a terra, un velo brunastro di polvere e particolato ricopre i vetri. Faccio per andarmene e noto che anche l'auto parcheggiata dietro alla mia è abbandonata da tempo, c'è chi ha usato l'ampio spazio tra parabrezza e motore come pattumiera. Poco più in là, un'altra ancora! Mentre osservo lo spettacolo, passa un alcolizzato coi suoi due cani ed esclama: "Ehehe, c'est la crise mon ami!"; mi aspettavo dal tipetto frasi peggiori, tipo che la prossima auto abbandonata sarebbe stata la mia o che il prossimo a fare la sua fine sarei stato io, ma io odio i cani e bevo veramente di rado ed in definitiva il poveraccio non potrebbe arrivare a tali teorie, perchè anche lui come il 95% dei francesi crede al petrolio eterno, al denaro illimitato ed al debito pubblico infinito.
Su una decina di auto parcheggiate nella stessa fila, ben 3 erano abbandonate da mesi. Passeggiando nel resto del quartiere tornando verso casa, ne conto una ventina. Penso: "a livello della città dovrebbero essercene, a spanne, almeno 600...".
In Francia abbandonare le auto in città, anche in parcheggi a pagamento avendo cura di rimuovere targa, assicurazione, etc., è un fenomeno ben noto e si chiama voitures ventouses ("automobili ventosa", perchè sono come incollate, costose da rimuovere, a volte difficile rintracciare i proprietari). Ma il numero di abbandoni è in aumento. Tant'è che le forze di polizia di tutte le città compiono regolarmente giornate di rimozione, con lunghe trafile organizzative e burocratiche. La procedura prevede la verifica quartiere per quartiere delle segnalazioni dei cittadini, i veicoli candidati alla rimozione vengono segnalati con adesivi; se dopo otto giorni l'auto è ancora là e nessuno si è presentato dai vigili urbani, essa viene rimossa. Ogni proprietario ritrovato significa almeno 90 euro per le casse pubbliche, più le spese attinenti al sequestro arriva a significare fino a venti volte il valore dell'auto, un vero rilancio economico del settore dell'auto! Un nuovo tesoro ad esempio per città come Lione* che, città ancora "poco" dotata di parchimetri (nemmeno 25% del totale contro il 95% di Parigi), quattro anni fa ha investito in nuovi parchimetri in zone "di abbandono auto" ed ha potuto fare piazza pulita, incrementare le rotazioni e fare cassa in una sola mossa.
Solo a Cognac, piccola città famosa per l'omonima bevanda, l'anno scorso sono state individuate 107 "auto ventosa"**. In una cittadina dalle parti di Tolosa, il parcheggio gratuito dell'ospedale era diventato uno scandaloso deposito***. A Parigi alcuni disoccupati particolarmente intraprendenti recuperano ormai le auto da soli e le vendono al kilo a compiacenti sfasciacarrozze****. 
L'automobile è come la legna che scalda quando la tagli e quando la bruci: costa a produrla, costa a comprarla, costa a dimenticarla, costa buttarla. Quanto paghiamo realmente un'auto da 12000 euro di listino tra aiuti di stato, esternalità dovute all'inquinamento, multe e tasse, manutenzione, penali e costi di rimozioni e sequestri? Ben oltre il triplo e senza contare il carburante.

*link: https://www.youtube.com/watch?v=tajw20BetGw
**link: http://www.charentelibre.fr/2012/09/21/cognac-lance-la-chasse-aux-voitures-ventouses,1115322.php
***link: http://www.ladepeche.fr/article/2012/10/08/1459407-villeneuve-la-chasse-aux-voitures-ventouses-a-l-hopital.html
****link: http://www.paristribune.info/Ces-voitures-ventouses-qui-disparaissent_a6777.html
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2.11.12

Uragano Sandy, l'11 settembre del clima

La frase più presente nei commenti dei media americani è quella del titolo. Dice molto. E conferma che, come diceva Céline tra gli altri, solo gli immensi calci nel culo risvegliano le galline dal loro becchime quotidiano (nota: "le galline" sono gli umani).
A quattro giorni dal passaggio dell'uragano Sandy, oltre tre milioni di americani che abitano in un raggio di 100 km da New York non hanno ancora l'elettricità, la metropolitana non funziona interamente e sarà difficile rispristinare tutto prima di un'ulteriore settimana; a Manhattan non c'è acqua potabile in un quarto delle abitazioni. 40 morti, circa 20 miliardi di dollari di danni stimati di cui 12 nell'area metropolitana di New York, dove in alcune aree è stato stabilito il coprifuoco per lottare contro i saccheggi, cosiccome in tutta la costa del New Jersey.
Una misura interessante per quel che riguarda l'era petrolitica è la seguente: il sindaco Bloomberg ha vietato da ieri l'ingresso a New York, da Est dove ci sono i maggiori problemi di trasporto pubblico, alle auto che non hanno almeno tre occupanti. Anche i taxi sono "eccezionalmente" autorizzati ad avere più passeggeri. 
E' l'ecologia forzata, l'incubo di chi si occupa da un secolo di ecologia: benvenuti nel 21esimo secolo. Cos'è meglio? Decrescere all'interno di comunità consapevoli o essere soli, disperati, ad obbedire ad ordini dall'alto?

L'uragano Sandy è stato l'"11 settembre" del clima.
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31.10.12

New York, che scoop: il mare si alza costantemente da solo 170 anni

"Dimentica domani quello che hai rimandato oggi." 
Homo sapiens sapiens

Davanti a Manhattan il mare si sta alzando ininterrottamente da oltre un secolo (foto a lato), la media è di circa 3 mm all'anno, con annate in cui si superano i 30 cm in più rispetto all'anno precedente. In un caso estremo come durante l'uragano Sandy, l'acqua per alcune ore ha raggiunto un livello record di 4,2 metri oltre la media del livello del mare degli ultimi decenni. 
Questo dovrebbe bastare a dare una dimensione della grana delle metropoli e dei poli industriali a ridosso del mare nell'Emisfero Nord: un aumento secolare medio di "soli" 3 mm all'anno significa, oggi, anche punte orarie o giornalierie di 4230 millimetri. Circa l'80% delle infrastrutture industriali e del trasporto pubblico e privato si trova in quelle aree. 3 millimetri che non vediamo ("ma il mare è sempre stato più o meno là"), contro 4230 millimetri per qualche ora che ci portano via dalle nostre case, bloccano la nostra metropoli per giorni, fanno saltare l'indispensabile corrente elettrica, fanno sparire le forniture d'acqua, risalire nelle case migliaia di ratti e poi cos'altro deve capitare per ammettere che "è finita" e bisogna andarsene? E poi, andarsene dove: il Pianeta è uno solo, finora nessuno mai è scappato da lui, (qualche astronauta ma è tornato  contentissimo, dopo un attimo) anche i morti sono tutti tra noi o a pochi metri sotto terra. Addirittura respiriamo in gran parte lo stesso ossigeno dei nostri antenati, proprio gli stessi atomi. Peccato che siamo, spesso, molto più stupidi ed incapaci. Una biblioteca è sapiens sapiens, non certo la gente, tanto meno gli individui.
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30.10.12

L'oceano al posto della metropoli

Uragano Sandy, scene di devastazione senza precedenti a New York, immagini e commenti: http://www.theatlanticwire.com/national/2012/10/live-hurricane-sandy-updates/58454/

Eppure si tratta di un uragano di categoria 1 su 5, molto vasto, ma piuttosto debole, con venti molto forti ma non eccezionali. Amplificato, nei danni da inondazione, da un coefficiente di marea quasi record (luna piena e direzione dei venti).
La più parte degli abitanti afferma "sembrava uno di quei film sull'apocalisse che tutti abbiamo visto".
Io che abito ben lontano da quelle devastazioni, dico: "sembrano gli effetti di quelle previsioni dei climatologi che pochissimi hanno letto".
Addio mondo! Goodbye America! Costruire metropoli e aree industriali a pelo d'acqua era un'esigenza inevitabile dell'era industriale per tutta una serie di motivi (raffreddare centrali,  scaricare segretamente gli inquinanti, muovere merci su cargo, etc). L'era industriale tuttavia sta provocando la deglaciazione del pianeta Terra ed un aumento costante del livello dei mari che sommergerà l'80% di tutte le infrastrutture industriali probabilmente entro un secolo. Di uragano in uragano, di depressione in depressione, l'acqua sale di molto  ed in fretta poi torna giù di un po' meno e più lentamente: nessun paese al mondo ha tante forze di polizia, infermieri e pompieri e forze umanitarie per gestire un'emergenza nazionale di tale portata ogni anno, figuriamoci una al mese. Attorno a New York l'oceano è salito di ben 4 metri in meno di due giorni (e fino a 14 metri in mare aperto), circa il 25% della città di New York è stato inondato dall'acqua di mare, un evento mai accaduto da quando esiste la città che in piccola parte è costruita su spiagge e addirittura su litorale inesistente meno di due secoli fa.
Il ciclo si chiude, naturalmente a loro e a noi tutti capita quel che prima o poi doveva capitare: l'era industriale uccide se stessa e gran parte degli attori economici sta già morendo di "clima", senza saperlo. La siccità e le inondazioni sono in gran parte dovute al coltivare, all'abitre o all'abitare dove non si poteva (ne' in quei modi ne' troppo a lungo).
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22.10.12

Grecia, Alba Dorata: "meglio nazisti che ladri"

"Chi ruba e chi ammazza stan bene assieme"
Proverbio toscano

Illuminante risposta fresca di stampa del capo dell'estrema destra greca, Nikolaos Michaloliakos, a chi accusa lui ed i seguaci di apologia del nazismo (lui stesso ha usato il saluto nazista in pubblico, per la prima volta qualche giorno fa):
"A volte si fa il saluto nazista, è vero, ma la mano con cui lo facciamo è pulita... Una, due, dieci volte ci hanno detto 'nazisti', ma mai ci hanno detto 'ladri'." 
Sarà vero che la classe politica greca è corrotta, che han rubato tutti... Ma non si sta intraprendendo una strada anche peggiore? Si respira un clima di ritorno a valori antichi.
Meglio assassini che ladri, questo pare il verbo dell'era post-petrolio. Se sapessero che sono, da sempre, uno il compare dell'altro per portarci comunque alla rovina...

link: http://www.tanea.gr/ellada/article/?aid=4761787 
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20.10.12

Grecia: sempre meno petrolio, sempre più violenza

Perchè parlo spesso della Grecia? Perchè era ed è il paese europeo più dipendente dal petrolio per la propria sopravvivenza economica, e sociale*. Nella lista l'Italia non sta tanto meglio, ma siamo un paese più grande, quindi come fossimo un gran grattacielo la nostra è una demolizione progressiva, mentre per la Grecia la casa di paglia è venuta giù al primo soffio del lupo. Quel che è accaduto ed accade da quelle parti dal 2007 in poi ha alte probabilità di verificarsi altrove.
Le squadre di picchiatori sostituiscono sempre più la polizia che non ha i mezzi per controllare tutto. I tribunali vanno a rilento, allora ci si fa giustizia chiamando i neo-fascisti.
Una volta si minacciavano i cattivi bambini dicendo loro "se continui a non obbedire chiamo l'Uomo Nero che ti mangia". In Grecia, ieri, si è passato un altro limite della decenza: dopo una discussione animata contro un professore, quest'ultimo ha seriamente minacciato** gli studenti stranieri in questo modo 
"Continuate? Io chiamo Alba Dorata a farvi picchiare"
(a lato, recente foto della "polizia politica" di Alba Dorata: i colpi delle mazze sono attutiti dalle bandiere greche, gentilmente e premurosamente).
La notizia non esiste ne' su siti italiani, ne' francesi, non dobbiamo turbare i mercati.
Mi chiedo: sarà meglio farsi picchiare e poi gettare a mare da Alba Dorata o era meglio una volta, quando si correva al massimo il rischio di farsi rapire e mangiare dall'Uomo Nero?


*link: Dipendenza dal petrolio in Europa, da "Strategic energy review 2", http://europe.theoildrum.com/node/7001 
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