"Il petrolio finirà tra 40 anni. La casa la perdiamo dopo o prima? Il lavoro dopo o prima? Le mogli metteranno alla porta i mariti tra quanto? Le carte di credito diventeranno simpatici righelli tra quanto? I panini con dentro la carta moneta sono per quando? I figli accoltelleranno i padri dopo o prima? La scuola inizierà a non servire a nulla prima o dopo? I libri passeranno dagli scaffali alle stufe quando? Et cetera, fratelli miei, et cetera!"
Dai taccuini inediti del profeta Isaia
La "discesa" è iniziata. Ed è sempre più ripida, almeno considerando quanto prodotto manca ad un'economia energivora ed a paesi ancora demograficamente in fase di espansione.
Diventerà ripidissima dopo il 2015, come da previsioni ASPO (uniche a centrare il bersaglio della realtà, sei anni ed una "doppia crisi" dopo).
Gli ultimi dati sulla produzione mondiale di petrolio ci danno i soliti due dati:
- il "vero petrolio" (Crude Oil e Lease Condensate) è a 76,03 milioni di barili prodotti al giorno, ultimo dato affidabile EIA valido per agosto 2012;
- il petrolio totale, mischiando dentro tutto l'assimilabile ("Total Liquids" compresi gli escrementi dei CEO e degli uffici stampa della di Shell, ENI, Exxon, BP, etc.) è a 88,5 milioni di barili al giorno.
Ho indicato in rosso il dato che ci interessa di più, visto che nel dato in giallo ("total liquids") sono compresi addirittura milioni di barili che sul mercato non finiscono mai per davvero, lasciamo perdere poi quanti di quelli sono conteggiati come "prodotti" ma sono istantaneamente riassorbiti per riprodurre (sempre meno) barili il giorno successivo...
Che dire? Le previsioni ASPO sono e restano assolutamente le più affidabili. Di petrolio ce n'è sempre meno, di peggiore qualità. E se se ne produce "di più", non è certo verso la povera vecchia Europa che verrà.
Secondo queste previsioni, ai dati attuali, tutti i paesi che esportano prodotto petrolifero dovrebbero aver smesso di farlo entro i prossimi trent'anni. In tempi umani, questo significa "domani". Addirittura, secondo gli ultimi studi ASPO* già al 2030 le sole India e Cina, di questo passo, avranno bisogno del 100% del petrolio esportabile, ragionevolmente, a quella data. Restando ottimisti, al 2030 l'Italia potrà contare su nemmeno il 10% di quel che importa oggi, probabilmente da qualche anno saranno in vigore leggi marziali in tutta Europa e la pena di morte, per reati contro la persona, a furor di popolo sarà stata già ripristinata in alcuni paesi.
Immaginate tutti quei titoli di debito, mettiamoci dentro tutti coloro (sempre meno, chissà perchè?) che hanno contratto e contrarranno mutui nei prossimi anni: sulla base della disponibilità di quale energia, per fare quale lavoro, commerciando i manufatti con chi e con quali materie prime, saranno magicamente pagati i debiti totali? Forse l'Eurogruppo dei ministri delle finanze e dell'economia ha una risposta.
Ma sono certo che non vi piacerà, perchè come già accaduto in altre epoche, questi tributi alle oligarchie andranno pagati con la vita.
Solo di debito pubblico (in gran parte interessi...), solo contando i "primi" 11 paesi industrializzati, siamo oggi a 41000 miliardi di debito (in dollari del 2011).
Di cui, a spanne e sempre in dollari:
15000 miliardi americani
6000 miliardi cinesi
5500 miliardi giapponesi
3300 miliardi tedeschi
2650 miliardi francesi
2300 miliardi inglesi
2150 miliardi brasiliani
2100 miliardi italiani
etc. etc.
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