6.2.12

Caos urbano in Brasile, aggiornamento

Cosa diceva Richard C. Duncan, nella sua Teoria di Olduvai sulla fine dell'era industriale sul pianeta Terra? Ripassiamo.

"Lo “scivolamento” di Olduvai (nota: calo progressivo di energia, quindi materie prime, denaro e cibo disponibili pro-capite) del periodo 2001-2011 può ricordare la “Grande Depressione” del decennio 1929-1939: disoccupati, poveri e senza tetto in coda in attesa di sussidi e assistenza. Per quanto riguarda il “dirupo” di Olduvai (nota: calo repentino della disponibilità di energia, quindi materie prime, denaro e cibo disponibili pro-capite) tra il 2012 e il 2030, non conosco alcun precedente simile nella storia umana."

Si è forse sbagliato di qualche mese, ma a livello mondiale l'era delle rivolte, delle sommosse e del caos pare iniziata. L'anarchia è a due passi da noi: meno energia vorrà dire anche meno governance mondiale, alla faccia di chi "crede" all'NWO ed al complottismo che riuscirà a regolare tutto e tutti. Qualche guerra ci sarà, riusciranno a rubarci denari con tasse per pagare debiti contratti dai nostri morti, dati personali e mettere un po' in prigione i nostri figli rivoltosi, ma poi l'anarchia la spunterà. E' scritto.

Le notizie di stamane sul "paese del futuro petrolifero" sono dunque le seguenti:
- gli agenti di polizia dello stato di Bahia con le loro famiglie si sono accampati nel palazzo della Assembléia Legislativa da Bahia, dove hanno staccato la corrente
- gli agenti scioperanti sono tutti stati denunciati, i vertici ed i sindacalisti arrestati: la protesta continua e viene chiesta una amnistia
- intanto gli omicidi "favoriti" dall'assenza di polizia nelle strade sono saliti a 83 e 200 assalti in abitazioni, negozi o ad automobilisti sono stati contati negli ultimi sei giorni
- tutte le scuole private dello Stato di Bahia sono chiuse
- l'esercito prende lentamente il controllo dei centri urbani, ma non pare placata l'ondata di reati compiuti in assenza di controllo poliziesco del territorio

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5.2.12

Brasile: sciopero polizia, caos e 80 morti nello stato di Bahia

Il Brasile è uno dei maggiori produttori di petrolio (e gas naturale) al mondo, praticamente l'unico non in declino produttivo, nel senso che ancora si trovano grandi quantità di prodotto da mettere in produzione. Addirittura le sue riserve, grazie a nuove scoperte e tecnologie, sono raddoppiate nell'ultimo decennio (poi vedremo quanto ne riusciranno ad estrarre senza disastri ecologici...). Vedete a lato i campi produttivi: immensi. Ed è anche il paese emergente "più emergente", nel senso che è quello con più risorse da mettere in produzione (ad esempio il primo paese per minerale ferroso al mondo: addio foreste, addio tutto...) e con una nuova classe media più istruita rispetto agli altri paesi BRIC: Russia che non è più tanto emergente, poi vengono India e Cina, ancora popolati da "una massa di poveracci senza speranza", come li definirebbe un qualsiasi lavoratore di Wall Street .
Eppure. Eppure in tutto questo paradiso della crescita e fabbrica di futuro e progresso, basta uno sciopero ad oltranza della polizia per scatenare il caos*. Nello stato di Bahia si è scatenata una corsa all'omicidio e a regolare i conti in proprio, qualcosa come 78 omicidi in soli cinque giorni, approfittando dell'assenza di pattuglie (aumento di omicidi di oltre il doppio rispetto alla norma)...
L'esercito ha da poche ore preso il controllo dello stato federale (nella foto piccola, gruppi speciali dell'esercito arrivati ieri notte a San Salvador), col risultato che nelle grandi città è stata imposta la legge marziale.

Si teme il contagio ad altri stati dove tuttavia la polizia non ha scioperato, essendo ogni stato più o meno indipendente in quanto a salari e trattamenti previdenziali degli agenti.



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Sciare in Lettonia

A detta dei locali, nonostante i 311 m di altitudine massima della Lettonia, lo sci alpino (più di quello di fondo) è uno dei passatempi invernali preferiti. Le nostre "guide", mentre ci dirigevamo altrove, hanno svoltato e dopo una traversata perigliosa di strade innevate e gelate nei boschi, ci hanno voluto mostrare le piste Kakiskalns ed il Korde trase nella Valle dell'Amata (un fiume del Parco Nazionale di Gauja), a 90 km da Riga. Con -13°C, tempesta e nevicate in corso, di gente ce n'era poca, magari solo perchè erano le 10 del mattino?
Ho fatto un paio di foto per voi. Anche questo è era petrolitica.




Ah, ovviamente non ho sciato, anche perchè noi s'andava a lavorare ben più in là nelle profondità rurali della Lettonia. Altre foto delle "colline dello sci" (stupende foto, non mie): http://bezvadu.smugmug.com/gallery/6620052
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4.2.12

Gazprom spegne il gas

L'ho detto ieri*, l'ho detto sempre: Gazprom e la Russia non potranno riscaldarci in eterno, non importa quanto potremo pagare il sempre meno gas, non potremo comprare quel che non c'è.
SNAM Rete Gas ha comunicato** che Gazprom ha diminuito del 28,9% l'afflusso di gas all'Italia, ieri, dopo un taglio del 10% il giorno precedente: ancora un paio di giorni e potrebbe essere tutto "fermo", dopodichè l'Italia dovrà utilizzare le riserve già stoccate e stessa cosa accadrà a Serbia, Slovenia e Austria.
In queste ore l'Europa sta ricevendo, lo comunica la stessa Commissione Europea, il 30% in meno di gas dalla Russia rispetto al fabbisogno: l'Algeria (ovvero la Francia), l'Olanda e la Norvegia per il momento riescono a bilanciare, evitando letali distacchi.
Intanto oggi atteso nuovo record consumo di gas in Francia...
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3.2.12

Gazprom e la rapida fine del gas naturale

Tutto questo dibattito sui cattivi russi che non ci vogliono dare il gas quando fa freddo. Quando invece semplicemente non possono più darci "tutto quel gas", tanto meno in periodi di picco, di gelo, quando a loro ne serve più che a tutti noialtri europei messi insieme. Lo dicono loro stessi* sul loro sito e da anni: "senza investimenti la produzione crollerà (tanto anche con gli investimenti calerà)", quindi l'Italia dovrà pagare sempre di più per avere meno gas o moriranno tutti di freddo, tanto moriranno comunque.
Due giorni fa il taglio all'Italia è stato del 10% di prodotto dalle condotte austriache... Quindi gi stock si riempono meno di quanto si consumi, oggi, per fortuna l'inverno commerciale per le forniture di gas è "quasi" finito. Ma neanche un metro cubo per Germania, e Francia, è stato tolto. Eppure loro hanno gli stock al massimo, soprattutto la Francia: pensate che il direttore di Gaz de France si è felicitato dell'ondata di freddo, del record storico di consumi di ieri, perchè dice "era stato troppo caldo finora, noi avevamo gli stock pieni". Evviva il consumo (di gas naturale che si è formato in millenni e millenni)!
E da quando il "pupazzetto" di Putin, Silvio Berlusconi, se ne è andato per salvare le sue aziende e non finire in prigione, le cose vanno pure peggio per l'Italia: Monti è troppo vicino agli U.S.A. e all'Inghilterra per poter fare minime pressioni sull'asse Putin-Merkel e poter avere gas in più in presa diretta.
Di gas naturale se ne avrà sempre meno, il perché è scritto a chiare lettere, e spiegato con chiari grafici, sullo stesso sito della Gazprom*: a meno di miracoli ed investimenti completamente irrealizzabili, il declino dei giacimenti di gas naturale (e petrolio) russo è sotto agli occhi di tutti. In questo ottimista grafico di tre anni fa (hanno poi rivisto la curva ancora al ribasso!), vedete in azzurro, giallo, blu, rosso e verde la situazione al 2009 col rispettivo declino "a meno di miracoli", che sono indicati in verde pastello ed in rosa salmone. Al 2030 la Russia produrrà (meno della) la metà rispetto ad oggi. Quanto esporterà, se esporterà ancora? A che prezzi? Con quale moneta i paesi europei pagheranno? Mistero. Certo che ad un certo punto o muoiono di freddo loro che producono o creperemo noialtri: è il dilemma dell'"export land model".

Francia: consumi elettrici e gas record!

Aggiornamento, in attesa dei tre giorni più freddi degli ultimi 30 anni in Europa (fonte: Meteofrance).
Ieri record di sempre di consumo di gas, con 3158 GWh, che schiaccia il precedente record dell'8 gennaio 2010 a 3037 GWh. Sfiorato invece sempre ieri sera il record di potenza elettrica massima erogata a livello nazionale, alle ore 19 con 96377 MW (record del 15 dicembre 2010 fu di 96710 MW). Si attendono due, forse tre, record consecutivi nei prossimi giorni. Allertate le prefetture di Bretagna, Var e Costa Azzurra dove è dato per certo il black-out selettivo nelle prossime ore.

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2.2.12

Francia: verso nuovo record consumi elettrici

Torno dai -18°C finlandesi e mi ritrovo i -9°C francesi (almeno qui dove abito io, con 30 cm di neve caduta in due giorni e sarà sempre più freddo per un bel pezzo). Come ogni inverno, parte dei francesi (tra i 300mila ed il milione di abitanti, tra Bretagna, Alpi Marittime, Costa Azzurra, etc.) rimarrano i minuti o ore senza corrente salvo incidente maggiore. Ormai ci sono abituati, soprattutto nelle campagne.
Il picco di potenza massima erogata di sempre per la Francia è stato il 15 dicembre 2010 con 96710 MW, ma secondo gli ultimi dati di EDF e RTE (rispettivamente responsabili della produzione e distribuzione elettrica), entro i prossimi 3-6 giorni dovrebbe registrarsi un nuovo record oltre i 97000 MW* (a titolo di confronto, il record storico italiano è di 56800 MW, estate 2007 ed ora si naviga attorno ai 51000 MW). Il rischio massimo di distacco elettrico per gli abitanti della "periferia elettrica" francese è stimato tra 24 e 72 ore a partire da questo pomeriggio.
Vista la durata eccezionale dell'evento (secondo Meteofrance e La Châine Météo sono previsti almeno altri 8 giorni di grande gelo con medie inferiori di 6 gradi alla media a livello nazionale), sono in forse le forniture continue di gas e di elettricità in tutti i paesi dell'Est e Centro Europa.

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31.1.12

Haloo

Huomenta kaikille!

30.1.12

Kylmä!

"Avere freddo" (kylmä = freddo) non era quello che pensavo prima di venire qui, in gennaio, nel bel mezzo delle lotte tra le correnti artiche e quelle siberiane... Ma in giro c'è metà della neve dell'anno scorso, per dire: non è che se ne lamentino, comunque. Il mare sta finendo di gelare, proprio in questi giorni, tutto attorno alla metropoli. Per gli amanti del grande gelo, spettacolo dalla webcam sul noto castello Suomenlinna (costruito su un isolotto a qualche kilometro dal porto principale): http://herba.suomenlinna.fi/webcam/


29.1.12

Glielo diamo l'Euro?

Altra immagine dalla Lettonia contemporanea. Questi signori attendono pazientemente l'entrata nell'Euro (2014), intanto la prima banca lettone è fallita qualche settimana fa (ed i bancomat, delle altre banche, hanno spesso la fila, nel gelo silenzioso di gennaio...). Il credito è in mano a svedesi, russi, cinesi... Ma la vita continua, tra un'aringa secca ed una birra gelata.

27.1.12

Freddo

Questo accadeva in Lettonia tre giorni fa... Ma la vita continua, anzi: c'è gente in maglioncino, senza sciarpa o cuffia, anche a -11°C (con vento). Non c'è traccia di cibo, ne' vivo ne' morto, nelle campagne coperte di neve e ghiaccio. Eppure al mercato è pieno di prodotturi locali. Mah... Mistero dei paesi nordici (ed ex-sovietici). Al mio ritorno, ora sono ad Helsinki, magari posto altre foto.
Saluti.


















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20.1.12

La Costa Concordia? Consumava (quasi) una raffineria all'anno

La più grande nave da crociera europea, Costa Concordia, disponeva di 6 motori diesel costruiti dalla finlandese Wärtsilä (in foto a lato è possibile vedere, con in mezzo un addetto, due dei dodici filtri da una tonnellata l'uno), più precisamente: modello 12V46C da 75600 kW di potenza, pari a 102790 CV; dal punto di vista meccanico, sono i motori più efficienti al mondo per rapporto di consumo per cavallo di potenza sviluppato (ma purtroppo anche tra i più inquinanti, visto il tipo di carburante "grezzo" usato pieno di belle cose tipo vanadio, piombo, alluminio,...). Immaginate quanto ossigeno tirano dentro questi filtri, pazientemente e lentamente erogato per loro dalle forme vegetali del Pianeta. Ma va beh. La nave serviva a trasportare qua e là forme di vita umana piuttosto "vegetale", permettetemi la battuta, con un peso ed una età media degni di una bella quercia. Con rispetto per chi non ha, povero lui, gli strumenti culturali per capire quanta è la pochezza del fare una crociera al giorno d'oggi.

Ho trovato varie "campane" nel web, che danno i consumi medii di questa nave, in navigazione, a 12 tonnellate di heavy oil ogni ora ed è quello che ho riportato nel post precedente. Ma mi volevo tenere cauto sui consumi e ne ho riportati solo 10/ora. Ma ora, avendo trovato la curva di consumo proprio di quel preciso motore*, ho calcolato che non è possibile che in navigazione ogni motore consumi, in media, meno di 2,3 tonnellate all'ora, moltiplicato per 6 motori fa 13,8 tonnellate orarie, al giorno sono 331,2, ed ipotizzando una navigazione (teorica!) ogni sacro giorno dell'anno, arriveremmo a 120888 tonnellate di carburante.
Fate conto che per una raffineria di media capacità come quella di Falconara Marittima, in provincia di Ancona, 120000 tonnellate è ad oggi la produzione di (tutti i) raffinati di quasi un mese! Se guardate solo al tipo di carburante usato dalla Costa Concordia, ci avviciniamo facilmente alla produzione annua... Una raffineria lavora(va) solo per Costa Concordia. Riflettiamoci sopra un minutino.

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19.1.12

La vita all'epoca delle crociere

Sulle stupende pagine di The Big Picture*, sono on-line le "migliori" foto della tragedia della Costa Concordia. Fanno pensare.
Nell'epoca ormai decadente del petrolio, mi preme ricordare che la Costa Concordia in navigazione consumava in media 10 tonnellate di carburante all'ora... Con punte da quindici tonnellate. Su un anno, stando bassini, il consumo si aggira sulle 25000 tonnellate, il 3,5% degli attuali consumi petroliferi di tutta Italia (!), pari al consumo totale annuo di energia (riscaldamento, energia elettrica, carburante veicoli, etc...) di una città di circa 70 000 abitanti (della taglia di Asti, Ragusa o Pavia).

Allora, mi si dirà che questa nave "crea" lavoro: per costruirla, lavorarci, spennarci poveri vecchi illusi, soprattutto perchè consuma, pensate all'imponibile su 25000 tonnellate di carburante e se non affonda creerà lavoro per rimuoverla e sarà pure riciclata (ma il mare di questi giorni sembra volersela prendere intera)... In realtà era un mostro - avvilente parabola del Paese dei Balocchi in cui per poco sfrenato divertimento Pinocchio e Lucignolo perdono il senno, e l'umanità, diventando ciuchi - che consumava mondo a ritmi folli, nell'era della spettacolarizzazione sistematica del vivere, tutto è turismo, si vive guardando sfilare la vita, infine: questo vivere è molto più simile al morire.

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18.1.12

Giù la domanda di petrolio, è di nuovo recessione (mondiale)

Secondo la International Energy Agency, per la prima volta dalla crisi finanziaria del biennio 2008-2009, nell'ultimo trimestre 2011 la domanda mondiale di petrolio è stata in calo*, confermando i timori di una doppia recessione ed aumentando la probabilità che stiamo vivendo una "(Very) Great Depression" stile '29.
I motivi principali addotti dalla IEA sarebbero due: la crisi del debito in Europa e un inverno particolarmente mite nell'emisfero nord del mondo. Al contempo, la IEA ha anche abbassato la domanda prevista per il 2012... Alla luce di questo, salvo sviluppi sistemici del collasso dell'Euro-zona, per il 2012 i prezzi del barile "dovrebbero" restare pressochè stabili: nella forchetta 105-125$ per il Brent e 95 - 110 $ per il WTI. Non uguale sorte per il costo carburanti che, almeno in Europa (EU-17), "dovrebbe" continuare la costante salita, sia per progressivo indebolimento dell'Euro sia per la continua crisi di sovraproduzione e mancati guadagni (margini quasi a zero) del settore raffinerie ed attestarsi su una media di 1,75 € per le benzine e 1,70 € per gasolio (per l'Italia, media di 10 centesimi più elevata) con tanti saluti alle piccole e medie imprese sul lastrico.

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16.1.12

Sant'Ugo Bardi

"Una delle cose che impariamo dalla storia è che non impariamo quasi mai dalla storia"
Ugo Bardi

L'esimio prof. Ugo Bardi è ora leggibile anche su carta, nella sua rivisitazione del famoso studio scientifico di 40 anni fa, i "Limits to growth" (trad.: "i limiti (della) alla crescita", D. Meadows*, 1972), nel quale si tracciano con cura scenarii post-industriali di un'era che rischia di divenire post-umana se non affrontata come si deve.
Qui altre informazioni a riguardo:

12.1.12

Lettonia ed altre riflessioni post-petrolifere

"La legge naturale non dà il diritto alla felicità, ma anzi prescrive la miseria e il dolore. Quando viene esposto il commestibile, vi accorrono da tutte le parti i parassiti e, se mancano, s’affrettano di nascere.
Presto la preda basta appena, e subito dopo non basta più perché la natura non fa calcoli, ma esperienze."
(Italo Svevo, “La coscienza di Zeno”; capitolo 7)

Per molti che ora vivono sulla Terra l'era delle vacche grasse non è mai iniziata. Per tanti è finita molto tempo fa. Un giorno sarà per tutti un ricordo debolissimo e poi neppure la ricorderanno più... Introduzione felice ed ottimista come sempre, vero?
Bene, tra qualche giorno torno nei Paesi Baltici, in Lettonia prima, poi di nuovo brevemente in Finlandia. Stavolta, invece dell'Estonia (settembre 2011), prima di passare ad Helsinki, sarà il turno di un'altra capitale baltica, Riga. Una città ed uno stato con una storia piuttosto tragica, basti pensare alle occupazioni russe zariste e poi sovietiche, poi naziste e poi di nuovo sovietiche. E poi pensare che dei quasi 200000 ebrei che la abitavano alla vigilia della Prima Guerra Mondiale non ne restano che 15000. Gli altri? Emigrati in parte, ma soprattutto morti dopo la deportazione oppure uccisi in fretta sul posto come durante le Stragi della spiaggia di Liepaja, dove nel lasso di tempo di quattro settimane furono uccisi 5000 ebrei. 2731 esecuzioni, soprattutto di donne, avvennero in soli due giorni, nel dicembre '41: in una macabra performance "da record", le cinque squadre di militari, nazisti tedeschi e collaborazionisti lettoni!, si davano il cambio ogni cento ammazzati ed avevano selezionato dei commilitoni "calciatori" per velocizzare la caduta dei cadaveri nella trincea apposita... Tragedie tali in un paese piccolo come la Lettonia feriscono la/e comunità umana/e mortalmente (rileggo Primo Levi regolarmente, so di cosa parlo).

Quel che mi aspetta, oltre al lungo buio invernale ed i fantasmi della storia, oltre a neve e venti ghiacciati ed a temperature massime sempre sotto le zero, è quindi la visione di un paese che, come tra l'altro si evince anche dal grafico a lato, dopo un grave collasso economico-sociale sta morendo lentamente e con pochi sobbalzi di vita economica (turismo, qualche speculazione finanziaria, le rimesse dei tantissimi emigrati...). Le nascite sono leggermente aumentate nei "favolosi anni 2000", ma la Lettonia ha ancora un tasso di abitanti sotto ai 14 anni tra i più bassi al mondo, in Europa la battono nell'ordine: Bulgaria, Slovenia e purtroppo Italia, che ricordo è il paese al mondo con meno bambini (in percentuale sul totale), battuto solo dal disastro sociale asiatico chiamato Hong Kong in cui tantissimi anziani ancora autonomi "vivono" in grandi gabbiotti metallici a 6 per stanza, a 200 $ al mese ed a spese dei figli (che non fanno più altri figli).
Mentre il record europeo dei suicidi spetta ai vicini lituani, che hanno pure il record mondiale con 35 morti ogni 100000 abitanti, la Lettonia è comunque terza in Europa con 25, quasi quattro volte di più che in Italia. E quel che resta della vita è piuttosto difficile per tutti quanti con salarii medi attorno ai 300 € al mese. C'è di nuovo la fame, la povertà, ma niente rivolta (i giovani si rivoltano, ma un paese di vecchi si lascia martoriare in silenzio: lo vedremo accadere anche nella bella Europa mediterranea?).
Concludo: nonostante questi veri e propri disastri, sono certo di avere tra pochi giorni una nuova occasione di constatare che bene o male "la vita continua" e certamente si possono trovare elementi di speranza e di bellezza anche lassù. Son sicuro che i "sopravviventi" lettoni sono gentili, ancora un poco curiosi della vita. E ne voglio testimoniare al mio ritorno. Almeno lo spero.
Andare da quelle parti "disastrate" sarà un po' come fare un salto nell'Europa "dopo il petrolio", diciamo nell'Italia del 2024 o nella Francia e nella Germania del 2027 (date a caso, ma mica poi tanto)... Secondo me, una lieve luce c'è e ci sarà sempre, certo non per tutti e di sicuro sempre più debole.
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25.12.11

Regno Unito: rapporto debito privato e PIL al 900%

Un dibattutissimo studio di Morgan Stanley* evidenzia in queste ore come il solo settore finanziario inglese sia indebitato per una quota pari al 600% del Prodotto Interno Lordo nazionale.
Il settore privato del Regno Unito, famiglie comprese, ha debiti totali pari a circa nove volte il PIL annuo.
Guardando il grafico a lato, è possibile notare come ormai il debito totale netto sia raddoppiato negli ultimi quattro anni.
Mia breve sintesi letteraria della situazione: dopo aver colonizzato e depredato un bel po' di mondo, fomentando guerre e rivolte in Africa ed Asia ancora oggi distruttrici di culture e ambiente, continuano coscientemente a rapinare i loro figli ed in questi mesi anche loro stessi e solo col sangue si ripagherà tutto il maltolto falsamento iscritto finora come "profitto".

All'Inghilterra restano solo due grandi possibilità per difendere (la sua vita a) il suo debito:
- una moneta ed una banca centrale nazionali
- un arsenale nucleare da 225 bombette (che tuttavia le costa carissimo mantenere: oltre 15 miliardi di sterline ogni anno!**)

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20.12.11

Rivolte nelle carceri italiane?

Uno degli incubi dello Stato nei periodi recessivi, o meglio "depressivi", è che le carceri "esplodano". Niente petrolio, niente lavoro, niente soldi e tutti ladri.
A quanto pare sta accadendo proprio in questa fine d'anno: Ancona, Parma, Bologna... Minacciando perfino di chiedere aiuto in ambito internazionale ed europeo, i direttori delle carceri in una lettera al Ministro della Giutizia hanno dichiarato: "La situazione è tra le più esplosive e se deflagrasse le conseguenze sarebbero devastanti e capaci di minare la credibilità dello Stato... È solo grazie al senso di responsabilità di tutti gli operatori penitenziari se il sistema riesce a tenere. Per quanto ancora, non è detto sapere."

http://www.terranews.it/news/2011/12/un-altro-suicidio-cella-rivolte-tutta-italia
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15.12.11

Francia: veterinari per supplire alla mancanza di medici

"La Francia è un paese fallito" diceva quattro anni fa il primo ministro Fillon. In queste ore perdono la tripla AAA: "se perdiamo la tripla A sono morto", diceva Sarkozy alcuni mesi fa. Ad oggi, non sanno tecnicamente come faranno a staccare tre assegni per un totale di quasi 40 miliardi di Euro ai creditori entro il 9 gennaio 2012, senza una correzione straordinaria del "budget de l'Etat", già con un buco da 90 miliardi di Euro per l'anno in corso.
Conseguenza del fallimento: l'aumento dei "deserti sanitari": ospedali che chiuderanno, sempre meno maternità e da prenotare mesi prima del parto (a Parigi dovete prenotarvi da 6 a 7 mesi prima!), centinaia di kilometri quadrati di territorio senza un medico di base...
Ed allora che si fa? A Digione, nella nota regione della Borgogna, zona decisamente benestante della Francia, l'assessore socialista Françoise Tenenbaum ha proposto di "sostituire" i medici di campagna mancanti con dei veterinari, sostenendo quanto segue: "il veterinario, appositamente formato a questo nuovo compito, magari potrà intervenire nei casi urgenti ed in attesa dell'arrivo del medico appropriato"...

L'ascesa verso una società progredita tecnologicamente, socialmente e culturalmente è piuttosto lento, la caduta è invece rapidissima.

12.12.11

"Gigante" nucleare, AREVA licenzia dipendenti per evitare il crac

Se il nucleare è il futuro, l'unico futuro,... Perchè AREVA in Francia ha presentato un piano di "ristrutturazione" con cancellazione di 6 000 posti di lavoro sugli attuali 28 000 nei prossimi cinque anni? In generale un posto su quattro nel mondo svanirà nel quinquennio. Per altro saranno licenziati anche lavoratori su suolo francese, contravvenendo ad accordi firmati col governo che ha garantito un piccolo auto finanziario in cambio di ristrutturazioni solo all'estero. (Stessa cosa accadrà con Total, ricattata dal governo e dai sindacati affinchè continui a raffinare in perdita, come accade dal 2009?)
E' l'unica stada per evitare il fallimento, oltre alla riduzione dei costi che per quel che riguarda il nucleare sono costi di vitale importanza e che espongono ad un rischio di incidente piuttosto serio. Anche le nuove miniere della Namibia, da poco acquistate da parte di Areva, non potranno essere messe in produzione, in tal modo si dirà anche addio ad una decina di anni di uranio che ne sarebbe uscito. Ahaha... Allora era vero: picco del petrolio significa una tale crisi globale che si porterà dietro anche il picco dell'uranio? Pare proprio che andrà in questo modo.
E poi...
Chi farà manutenzione delle centrali, se uno su quattro sarà licenziato e nessuno sarà assunto a ricambio dei pensionati? Già ora Areva fa scandalo per l'uso sistematico di STAGISTI e lavoratori ad interim non qualificiati nella sua filiera... E con quali mezzi economici residui, se si tagliano i budget delle centrali, e con che procedure, e gli standard di sicurezza? Chi smantellerà le centrali tra qiundici o vent'anni quando, se Areva non sarà fallita prima, a restare al lavoro sarà un 20% dei dipendenti (e certo non giovani...)? Faranno tutto degli appaltanti? Con quali competenze? Chi li controllerà? Tutto statalizzato? In una Francia fallita da quanti anni? Mah...
Una prima risposta mi pare evidente: ad un certo punto tutto il parco nucleare verrà abbandonato a se stesso, per qualche anno piglierà la ruggine, schifezze coleranno nelle falde e nei fiumi, il tutto sarà protetto da forze militari, poi pian piano... Addio. I militari se ne andranno, o crolleranno davanti alla corruzione dilagante del post-crisi, e faranno entrare coloro che vorranno prendere un po' di ferraglia e materiali... E ti saluto civiltà.
Non nel 2250, ma tra "pochi" anni: accadrà durante le nostre vite.
Diranno: "signori, è stata la depressione economica iniziata nel 2008, non potevamo prevedere che avrebbe diciamo spento il nucleare in pochi anni e prosciugato i fondi per manutenzione e smantellamento".

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9.12.11

Fallimento sistemico: é solo l'inizio

La giornata dell'accordo che doveva dire l'ultima parola sull'Europa e sull'Euro? Andata benone. Con spread BTP-Bund a livelli di pre-Monti e tassi di nuovo ad un passo dalla soglia del 7%. L'Italia è fallita, servirà una nuova manovra con taglio stipendi e licenziamenti straordinari, per evitare l'assalto alle banche (chiuse) per i mancati pagamenti.
E' la fine della liquidità il problema maggiore oggi in Europa, in Italia ed in Francia (per non parlare della Grecia o il Portogallo dove milioni di persone hanno ancora qualche settimana di autonomia e poi sarà il baratto).
Ah, comunque guardando ai dati delle 10:28 i mercati l'hanno presa proprio bene...

ITALIA, mibtel a -3,6%
- Banca Popolare Emilia-Romagna -10,16%
- Finmeccanica -8,34%
- Fondiaria SAI -7,49%
- UBI Banca -5,60%


FRANCIA, CAC40 a -2,5%
- Alstom -7,65%
- Credit Agricole -4,34%
- EDF -2,98%
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8.12.11

Fallimenti all'orizzonte: Parigi, Roma, Bruxelles...

Cos'hanno in comune la città di Milano e quella di Parigi (e Vienna, Bruxelles, Roma, etc) oltre al traffico, il consumo smodato di cocaina, la speculazione immobiliare, la violenza che aumenta?
Beh, hanno in comune i grandi passi che stanno compiendo verso il fallimento*.

Quando arriva il 21esimo secolo e tu città sei al 99% di importazione di materie prime, cibo ed energia, beh prima o poi ti succede qualcosa di grosso anche se sei (eri) una città troppo grande ed importante per fallire.
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2.12.11

Denuncia penale per il Presidente Napolitano

Il cittadino italiano Orazio Fergnani*, assieme ad altri firmatari, circa dieci giorni fa ha sporto denuncia** contro il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano (ed altri) per attentato alla Costituzione Italiana (ed altre accuse). Gli sviluppi sono al momento ignoti e con alta probabilità non se ne farà nulla (nonostante qualche parlamentare avesse gridato al "colpo di stato" nei giorni della fine di Berlusconi, ma la cosa è rientrata presto con le promesse e/o minacce sui vitalizi agli attuali eletti...).
Il mio sostegno va alla Giustizia, la denuncia è coraggiosa e (più che) legittima; è alta la speranza di sviluppi interessanti, per come verrà trattata la denuncia stessa. E poi una domanda: ma esiste ancora lo Stato italiano?

**link a testo e immagine denuncia a Giorgio Napolitano: http://retedellereti.blogspot.com/2011/11/alto-tradimento-denuncia-alla-procura.html
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1.12.11

BOOM! Arriva la certificazione di fallimento per l'Italia

"Ministro Passera: la Pubblica Amministrazione potrebbe pagare in obbligazioni il debito di 90 miliardi di Euro con piccole e medie imprese"...

In una frase, il fallimento dello Stato Italiano (che scrivo maiuscolo per abitudine). La vita continua? Certo, ma non per tutti.

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Francia: fuga dalle polizze vita (ecatombe previdenza privata)

...Aggiungo al quadro "nero" dipinto appena sotto il fatto che per due mesi consecutivi e per la prima volta nella storia delle polizze-vita in Francia, l'erogazione di prestazioni ha superato i versamenti, l'ultimo dato parla di un deficit di ben 1,4 miliardi di Euro. Era l'ultimo investimento o risparmio che ancora non era in rosso per una famiglia francese.
Fine del fondo del barile, iniziare a scavare.
Quel che doveva essere un fondo complementare, per il futuro proprio e dei propri figli, ultimo baluardo innanzi ad uno Stato in fallimento, beh si sta usando come un qualsiasi conto corrente da spogliare in tempi di crisi. Anche perchè ormai al netto dell'inflazione non c'è più nulla che sia redditizio (il più redditizio è AXA col 3% lordo, e perde tra lo 0,3% e lo 0,5% annuo! Con le tasse già tutto si erode da inizio anno ed ora la gente non ci crede più e liquida le posizioni prima di perderci ancora di più).
Il sistema previdenziale pubblico non riesce a finanziare il prossimo decennio, in nessun paese europeo, se non con miracoli, i trucchi contabili o leggi che di fatto cancellano la stessa previdenza, quello privato ormai è una spesa, un investimento nullo, quando non è direttamente in fallimento... Come si chiama tutto questo?
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30.11.11

Francia: record disoccupazione

Spesso sento dirmi "beato te che vivi in Francia", in effetti questi qua hanno testate nucleari, controllano governi africani come fossero pupazzetti e inoltre ci sanno davvero fare con i soldi e la finanza, tant'è che campano di sotterfugi contabili alla faccia di Spagna, Grecia e soprattutto Italia. Forse lo sanno in pochi ma il budget dello Stato francese è in deficit da 37 anni consecutivi e ormai dal 2007 non c'è UN solo dipartimento dove gli impiegati del pubblico non superino quelli del privato... Chiamatelo pre-comunismo o "liberalsocialismo"! Quanto durerà ancora? Intanto un pensionamento su due nel settore pubblico non viene più rimpiazzato. Ed era uno su tre solo quattro anni fa. Dall'anno prossimo cosa faranno? Saranno 3 rimpiazzi su 4? Oppure 7 su 10?

In sostanza: la Francia è fallita, da lei partirà il dramma ultimo che affonderà l'Europa e l'Euro. Partirà da qui perchè il caos del debito, delle banche e dei mercati arriverà "dopo" e quando avremo a disposizione tutti quanti molto meno gas e petrolio, molto meno cibo di ora. Tempo? Tempo un triennio e deve succedere qualcosa di grosso... Tutto in Francia è controllato al grammo e proprio oggi si stanno votando ulteriori leggi per (espropriare) privatizzare le semenze dei contadini che saranno costretti a pagare ai grandi semenzieri una "contribuzione volontaria obbligatoria" (COV, si chiama proprio in questo modo) se vogliono continuare a mettere a repentaglio l'universo con semenze da contadino incapace: impedire l'autoselezione delle semenze è impedire che esistano fatti economici non monetizzati, è il totalitarismo della moneta e l'esproprio ultimo. E' l'ultima mossa per monetizzare l'ultimo baluardo di libertà (anche se ormai già il 90% degli agricoltori è costretto a comprare semenza dai grandi semenzieri).
Il primo ministro Fillon lo ha esplicitamente detto nel 2007* senza vergogna: "siamo falliti" e la Francia vive in un riverbero di una grandeur che non esiste più. Il solo modo di campare è incassare gli interessi sull'indebitamento ad esempio dello Stato Italiano... Che fa rientrare quasi un terzo del "buco" di deficit francese (buco che quest'anno è di 100 miliardi di Euro! Pensioni, spese sanitarie, salari pubblici! Li stanno pagando con liquidità da interessi e con crediti estorti al mercato con una notazione AAA che più fasulla non c'è... Come nel 1936 quando usavano interessi dei paesi dell'Est Europa, tipo la Romania, di cui detenevano il 41% del debito e di fatto tutta produzione petrolifera, che era la maggiore del continente europeo!). Un dato a riprova, quello della disoccupazione, che sta battendo record su record, insieme al numero di attivi che cade a picco (gli inattivi in Francia sono ormai il 67%** della popolazione ed aumentano costantemente dal 2007, poichè aumentano i disoccupati di lunga durata ed i pensionamenti dei baby boomers)... Non guardiamo solo alla disoccupazione, ma a quanti lavorano e quanti di questi producono ricchezza. Il 33% lavora, ma il 60% di questi posti di lavoro è pagato dal pubblico (nazionale, regionale, dipartimentale, intercomunale e comunale). In pratica resta un 10% di vera "produzione" (a maggioranza con materia prima importata, salvo agricoltura), che si regge su energia nucleare (carburante estorto manu militari soprattutto in Africa, essendo le miniere sul suolo francesi "esaurite" da tempo) e distribuzione razionalizzatissima di carburanti: sono ancora i meno cari d'Europa a parità di potere d'acquisto, va puntualizzato che la quasi totalità delle pompe ha chiuso negli ultimi vent'anni, lasciando solo gli automatici ed un tasso di rifornimento, a rischio guerra civile, di misere 2 stazioni di servizio ogni 100 kmq, con le code costanti (salvo in autostrada dove vi è sovrapprezzo del 15%), con ulteriori progetti per chiudere stazioni ed almeno una raffineria ogni due anni (ne sono rimaste attive 11, fate voi...)!
In che direzione andiamo in Europa?
Verso le sommosse, il caos, la fame, la Morte.

*link: Fillon: "io governo uno Stato fallito dal punto di vista finanziario" http://www.dailymotion.com/video/x31vch_fillon-faillite_news
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29.11.11

Crisi sistemica: bancarotta American Airlines!

American Airlines, quarta compagnia aerea al mondo e pilastro fondante del trasporto passeggeri, ha presentato ieri istanza di fallimento*. Continueranno a volare con lo stesso marchio, ma senza la bancarotta non possono più ristrutturare l'enorme debito e pagare ad esempio il carburante... Un piccolo particolare che farà crollare una ad una tutte le compagnie, ma la Storia sarà più disfattista del mio realistico pessimismo. Acquistare una casa accanto ad un aeroporto, magari a fine pista dove "te la regalano", è oggi il maggiore investimento possibile.

La bancarotta della gran parte del trasporto aereo è questione di pochi anni, poi lo stesso concetto di "volo" diventerà un brevissimo impercettibile paragrafo della storia dell'umanità.

*link: http://money.cnn.com/2011/11/29/news/companies/american_airlines_bankruptcy/index.htm?hpt=hp_t2
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25.11.11

Risiko, dicembre 2011: Marocco, Siria, Iran, Turchia...

Due mesi fa sostenevo* che avremmo sentito parlare sempre di più di Erdogan, a capo della 6a (sesta) potenza militare mondiale. Ed è accaduto. E accadrà ancora.
Da un eventuale appoggio turco ad una azione internazionale contro il regime di Assad in Siria dipende oggi la pace in Medio Oriente. Aumenta anche la probabilità di conflitto mondiale, essendo fortemente implicate Russia e Cina, oltre che gli onnipresenti U.S.A.. Ieri il governo russo ha dichiarato che "attaccare la Siria equivale ad attaccare la Russia".
Proprio in questi minuti Erdogan starebbe elaborando un secondo "invito ufficiale ad abdicare" per il re siriano: se non otterrà una risposta chiara, fa capire che non ci sarà un terzo invito**. L'unico freno di Erdogan ad una azione unilaterale, oltre ai pareri di ONU e NATO, è il "no" del mondo musulmano ad una guerra tra fratelli, un "no" molto importante considerando anche che un quarto dei turchi simpatizza apertamente per i fondamentalisti.
In pentola inoltre bollono, nell'ordine: la questione israelo-palestinese, quella libanese con Hezbollah pronto all'ennesimo colpo di stato, QUELLA IRANIANA che è la più grave e più snobbata dai media, le rivolte in Bahrain (legata alla eterna rivalità tra sauditi ed iraniani), la crisi dell'export petrolifero dell'Arabia Saudita (se ne parla poco, ma Aramco esporta sempre meno...), il caos in Egitto e la stessa pacificazione in Iraq...

Intanto dopo Tunisia, Egitto, Libia, Yemen, Bahrain, Siria, sta montando la rivolta anche in Marocco***: il caos potrebbe scaturire dal risultato delle elezioni in corso. Se gli islamisti "sfondano" e stra-vincono, non solo sarebbe una sorpresa in un paese che da sempre teme e rifugge il fondamentalismo, ma per il Re Mohammed potrebbero aprirsi mesi molto duri con il popolo a chiedergli ulteriori riforme. L'emigrazione è una valvola ormai chiusa (i paesi europei stanno chiudendo le frontiere sempre più, a partire dalla vicina Spagna che addirittura sta rimpatriando marocchini a ritmi sostenuti) ed in Marocco la disoccupazione giovanile è al suo apice di sempre (32%). Da considerare che l'economia sommersa rappresenta il 44% del PIL (record dell'intera regione, a pari merito con la Siria... Questo dato da solo ha fatto saltare per aria a Tunisia con il commerciante che si è dato fuoco per evitare un ennesimo controllo...) e, nonostante le misure straordinarie della banca centrale Al-Maghrib, l'inflazione impedisce da oltre un triennio ogni forma di risparmio alla quasi totalità dei lavoratori.
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24.11.11

Dopo Libia e Siria, addio anche al greggio iraniano?

Dopo la Libia e la Siria, un altro nostro fornitore di petrolio potrebbe lasciarci (momentaneamente?). Da anni è già ridimensionata la quota italica di importatore di prodotto dall'Iran: eravamo i primi importatori trent'anni fa, successivamente prima l'India, poi la Cina ed infine la Corea del Sud ci hanno stabilmente superato.
Ma l'Italia da quel "meno" che riesce ancora ad avere dipende purtroppo sempre di più. Potrebbe andare peggio? Certamente.
A causa della questione del nucleare militare (che in parte nasconde una battaglia internazionale per il petrolio iraniano), la Francia ha appena proposto "sanzioni senza precedenti" da infliggere all'Iran. La lettera del governo francese è stata spedita a Stati Uniti, Gran Bretagna, Germania, Canada, Unione Europea e Giappone (l'unico paese di questi che non accetterà mai!).
Insomma aumentano le probabilità di un embargo petrolifero nei confronti dell'Iran, che non potrebbe quindi più rifornire i suoi clienti. Ed aumentano le probabilità di una guerra mondiale con Cina e Russia da un lato e dall'altro U.S.A e Germania (più Francia, Canada e Inghilterra) in una innovativa accoppiata. Tempi molto duri in vista.

Concludo con alcuni recenti dati. Secondo la EIA*, stando agli ultimi dati ufficiali, l'Iran esporta una media di 2 400 000 barili di greggio al giorno (b/g), di cui:
1. Giappone, 520 000 b/g
2. Cina, 410 000 b/g
3. India, 375 000 b/g
4. Corea del Sud, 260 000 b/g
5. Italia, 197 000 b/g
6. Africa del Sud, 128 000 b/g
7. Francia, 130 000 b/g
8. Grecia, 113 000 b/g
9. Olanda, 93 000 b/g
10. Spagna, 79 000 b/g

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23.11.11

Mai come oggi è opportuno ricordarsi che...

"Ogni tempo ha il suo fascismo: se ne notano i segni premonitori dovunque la concentrazione di potere nega al cittadino la possibilità e la capacità di esprimere ed attuare la sua volontà.
A questo si arriva in molti modi, non necessariamente col terrore dell'intimidazione poliziesca, ma anche negando o distorcendo l'informazione, inquinando la giustizia, paralizzando la scuola, diffondendo in molti modi sottili la nostalgia per un mondo in cui regnava sovrano l'ordine, ed in cui la sicurezza dei pochi privilegiati riposava sul lavoro forzato e sul silenzio forzato dei molti."
Primo Levi
("L'asimmetria e la vita", Einaudi)
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18.11.11

Italia, imminente il razionamento carburanti?

ATTENZIONE! Allo stato attuale se non sono prese misure straordinarie per sbloccare Marghera, il Nord Italia va verso un razionamento entro un mese.
Già da luglio il governo italiano ha deciso per la chiusura (mediante blocco del rinnovo licenze) di un quarto delle attuali stazioni di servizio, già calate di un terzo in trent'anni e col rischio di creare dei "deserti" di approvvigionamento in periferia, come in Francia dove ci sono in media due stazioni ogni cento kilometri quadrati ed i valori immobiliari dipendono strettamente da questi servizi...

La raffineria IES di Mantova si spegnerà tra pochi giorni invece per assenza di greggio, a causa del sacrosanto ma preoccupante sciopero di Marghera (che alimenta la raffineria mantovana). Previste agitazioni a causa di cassa integrazione sui prossimi sei mesi per altri impianti del Nord. La situazione è gravissima poichè solo dalla raffineria di Mantova dipende interamente una regione italiana, il Trentino Alto-Adige, oltre che le province di Verona, Brescia, Mantova, Reggio Emilia e Modena... Vedremo i carburanti razionati o i prezzi ritoccati ancora all'insù per sopperire ai maggiori costi di trasporto dei raffinati da altre raffinerie italiane? Dal 1990 ad oggi la domanda di raffinati in Italia è calata di circa il 30% e molte piccole raffinerie devono chiudere nel 2012; ad esempio, la stessa IES di Mantova che esiste dal 1948 ed ha sopportato le crisi petrolifere degli anni '70, è in rosso da tre anni e nonostante sia stata svenduta ad una società estera, e ristrutturata industrialmente ed economicamente, non fa più utili da mesi e mesi e va verso la chiusura definitiva...

E' la notizia "peggiore" dal mondo dell'industria italiana negli ultimi 4 anni. Da quelle tonnellate di carburante, che devono arrivare a qualsiasi prezzo ma ogni santo giorno alle pompe di benzina, dipende quel poco di economia ancora esistente in Italia e dipende il flusso di denaro liquido ormai al lumicino...
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17.11.11

Consumi carburanti in Italia

Secondo gli ultimi dati* di Unione Petrolifera del 14 novembre, quest'anno si sta chiudendo con -0,5% di consumi di carburanti (totale gasolio e benzina), di cui gran parte è dovuto al collasso del consumo di benzina (-5,5% su base annua).
Sulle benzine sicuramente vedremo un 2012 anche peggiore, vista la caduta verticale delle immatricolazioni (deduco dai dati mal riportati da Unione Petrolifera un calo su base annua di circa il 20% per auto a benzina).
Gli unici aumenti, oltre che un impercettibile aumento del consumo di gasolio rispetto al 2010, riguardano le scorte di lubrificanti a +24% per mancate vendite (i veicoli girano di meno, la manutenzione è troppo costosa?), aumenta anche il consumo di prodotto petrolifero in raffineria, forse per operare la raffinazione di prodotti più difficili? Forse per usura degli impianti?

Comunque questi dati denotano una tenuta incredibile, anche alla luce del caos post-libico e dei prezzi record alla pompa, oltre che della crisi economica in atto...

16.11.11

(Seconda) Repubblica finita, inizia l'Oligarchia

"L'oligarchia è il sistema di governo, imposto da un gruppo ristretto di persone,
nel quale vi è più un interesse proprio dei componenti."

La piega che stanno prendendo gli eventi politici italiani, europei e mondiali è torbida, definitivamente si esce dai percorsi della democrazia rappresentativa. E' una necessaria fase temporanea? Non credo. Resteremo invischiati forse decine di mesi in questa sfrontata dittatura delle banche d'affari e dei nostri creditori... Si dovrebbe oggi scendere nelle piazze, bloccare tutto e ripristinare anche manu militari un qualsivoglia ordine repubblicano (forze di polizia fedeli alla Repubblica ed al popolo, ne esistono o sono mai esistite?). Nessuno lo farà: sarà accettata questa fase illegale di governo. Al momento è la stessa Presidenza della Repubblica che si è fatta garante e fautrice del congelamento della nostra Costituzione, è inaudito nella storia della Repubblica Italiana!
Siamo sotto occupazione, per dirla nel modo più leggero, chissà quando sarà chiaro...

Stando al comunicato ufficiale di qualche minuto fa, in Italia abbiamo come Ministro della Difesa, l'ammiraglio De Paoli ovvero la NATO; come Presidente del Consiglio e Ministro dell'Economia, abbiamo il professor Monti ovvero Goldman Sachs (nota bene: Monti non ha avuto nemmeno l'accortezza, o l'educazione o il rispetto, di dimettersi dalla carica in Goldman Sachs, è sfrontato a livelli inauditi, solo per questo andrebbe destituito ora, a rigor di Costituzione ci sarebbero gli estremi per un intervento militare...); come Ministro dello Sviluppo Economico, c'è Corrado Passera ovvero l'ABI (Associazione dei Banchieri Italiani), ovvero Banca Intesa.
Lo sviluppo economico di crisi sarà deciso dagli usurai, delle nostre forze armate deciderà direttamente la NATO, di fiscalità ed economia decideranno, tramite il pupazzo Monti, coloro che hanno fatto indebitare e faranno colare a picco decine di paesi al mondo.
In un certo senso, oggi possiamo dire proprio che per l'Italia "è finita".
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12.11.11

GOLPE IN ITALIA

GOLPE IN ITALIA
12 novembre 2011: fine (se era mai iniziata) della (seconda) Repubblica Italiana.
Sono i giorni peggiori dell'Europa dal 1939.

repubblica

Forma di governo caratterizzata dalla elettività e dalla temporaneità delle cariche, oltre che da una limitazione del loro potere: in epoca contemporanea, forma statuale in cui tutto il popolo elegge i propri rappresentanti;

10.11.11

"Default": moriremo tutti?

Tanto per rimettere in ordine le idee, in caso di un "default" italico, bisogna certo mettersi in testa che sarà dura, ma non è la prima volta che accade al mondo ed in Europa.
Gli ultimi paesi "medio-piccoli" europei che l'hanno rischiato, per ora sono stati "salvati", ma l'Italia, alle attuali conoscenze di economia e finanza e con il tipo di leggi o regolamenti nazionali ed internazionali, non potrà essere salvata, nemmeno ricorrendo al famoso fondo (banca?) FESF da 1000 miliardi di Euro a cui si pensa da luglio in sede europea e del quale non si capisce il destino e lo stato di avanzamento.

Tuttavia va considerato che, escludendo quel che è successo per ragioni direttamente legate ad un conflitto bellico in corso, l'Italia unitaria non ha mai fatto default e nonostante il caos senza precedenti in corso, non lo sta facendo ora. Il risultato di un vero default sarebbe il caos interbancario europeo e poi finanziario mondiale, con "credit crunch" globale e recessione conclamata, ma a livello nazionale oltre che un aumento della disoccupazione "instantaneo" notevole, una sparizione di molta parte del denaro sotto ogni sua forma e forse una serie di sommosse dovute alle manovre di un Monti e/o di un Amato, potrebbe tra l'altro essere proprio il ritorno ad una Italia di fatto non unitaria, con un passaggio ad un federalismo "forzato" che seguirà l'implosione della macchina amministrativa centrale, con le regioni diventate un più efficace centro di imposizione fiscale e di legislazione... Ma qua siamo nella fantapolitica e mi fermo.

In Europa un grande default non si verifica da trent'anni (Polonia, concausato dalle pratiche bizzarre dell'economia statalizzata), ecco invece le date dei default di tutti i "grandi paesi" che hanno dovuto alzare bandiera bianca:

Venezuela, 2004
Argentina, 2002
Russia, 1998
Brasile, 1990
Polonia, 1981
India, 1972
Stati Uniti, 1971
Germania, 1948
Cina, 1939
Spagna, 1936
Grecia, 1932
Inghilterra, 1932
Portogallo, 1890
Francia, 1796
Inghilterra, 1596

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9.11.11

Il "Credit Default Swap Italy" farà esplodere il caos

Grazie a Paul Kedrosky*, economista per Seeking Alpha, veniamo a sapere che il mercato dei CDS (Credit Default Swap), con cui gli investitori assicurano il proprio rischio su un investimento, "dipende" da Italia e Spagna. Come si vede da questa immagine (novembre 2008):
Oggi 9 novembre 2011 un CDS per assicurare il debito italiano sta battendo ogni record veleggiando a quota 550 e ci sussurra che ci avviamo ad una fine peggiore della Grecia.
La massa di denaro liquido da trovare in fretta per pagare stipendi pubblici, pensioni, sovvenzioni, rimborsi e convenzioni ai privati è immensa e questa bomba potrebbe esplodere sotto la forma di una stretta del credito senza precedenti. L'Italia è già virtualmente fallita, nessuno stato che abbia superato 550 di valore di CDS ce l'ha poi fatta a salvarsi. Solo in dieci giorni abbiamo davanti a noi ulteriori 9 miliardi di Euro solo di interessi maggiorati per non parlare dell'altro debito cumulato (per via di mancata crescita e mancati tagli alla spesa, etc). Unica salvezza, le nostre 2451 tonnellate d'oro che valgono ad oggi circa 96 miliardi di Euro. Sarebbe un buon tampone vendere ad esempio quella parte non precisata del "nostro" oro che si trova (se mai ci sia ancora...) negli Stati Uniti, custodita per decenni dalla Federal Reserve. Ma questa è un'altra storia**.

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