8.4.12

Riprogettare la città secondo la Costante di Marchetti

Buona Pasqua a tutti, in dono vi lascio uno dei più illuminanti post dell'ultimo periodo. Di Anna Ryden, esperta di guai energetici.

Nel 1994 il fisico italiano Cesare Marchetti ha pubblicato il lavoro "Anthropological Invariants in Travel Behaviour" che dimostra come gli spostamenti personali sono molto più regolati da istinti di base che da ragionamenti economici. La costante di Marchetti dà il valore di 1,5 ore giornaliere come tempo massimo accettato da noi umani per gli spostamenti. Da sempre, 10.000 anni fa, ma anche oggi.
http://oronero.wordpress.com/2012/03/01/la-costante-di-marchetti-e-larea-c/

Ripensare i proprii bisogni secondo il raggio di 45' di bicicletta (o di cargo-bike tutte da costruire) attorno alla propria abitazione... Sembra pure una facile missione per un'Italia storicamente densa di micro-attività. Non so se il futuro sarà delle biciclette, di certo non è delle automobili.
_____________

5.4.12

Nota spese personale

Nell'aprile 2006 un tragitto di sola andata in auto Lione - Torino mi costava 67 Euro tra pedaggi autostradali, tunnel, carburante. Ora costa 108 Euro. Un aumento totale del 61%. Dice "ma piglia il treno no?", beh tra Lione e Torino c'è oggi la metà dei treni rispeto al 2006, il costo è aumentato, si deve prenotare almeno un mese prima e per persona costa circa il doppio rispetto ad un viaggio in auto in due. Quindi solitamente optiamo per la condivisione dei posti auto, domani giustamente saremo in 5 e per persona un viaggio Lione - Torino costerà 21,60 Euro. Meno che i frequenti viaggi in auto, spesso solitari, che l'era petrolitica a 0,80 Euro al litro ci consentiva dunque...
Ah, l'affitto di casa è pure lui aumentato del 20%, mentre i valori immobiliari se avessimo comprato sono rimasti stabili e non si vende più nulla, almeno da queste parti.
Nel frattempo le entrate, le buste paga diciamo, sono aumentate del 15%. Tanto per dire che è confermato: moriremo tutti, ovunque ci troviamo, ma prima del previsto e peggio del previsto.
Amen.
_____________

30.3.12

Inghilterra: è panico per sciopero carburanti

"FUEL PANIC PETROL" è il terzetto di parole in tutte le prime pagine inglesi nelle ultime ore.
Un "normale" sciopero dei benzinai ha scatenato il panico in tutta l'Inghilterra*. Addirittura il premier Cameron aveva consigliato di fare delle scorte in vista della crisi dei carburanti per il periodo pasquale, di fatto aggravando la situazione...
L'attuale domanda di carburanti è aumentata del 172% rispetto alla scorsa settimana. Proprio mentre la produzione inglese di petrolio cadeva bruscamente assieme all'incidente della piattaforma Elgin (che ha causato l'arresto di alcune piattaforme limitrofe), in un'area dove l'Inghilterra produce un quinto di tutto il proprio prodotto petrolifero.
L'Inghilterra (debito totale a lato) è lo stesso paese in cui un mese fa il governo proponeva un disegno legge per permettere "l'indebitamento pubblico infinito"... Ma non potranno costringere i giacimenti a ricreare risorse finite, ne' i suoli dell'Africa a diventare piantagioni di vegetali da agrocarburanti. Possono schiavizzare milioni di persone, con la forza delle armi anche nucleari, ma non costringeranno il Pianeta a lavorare ancora a lungo per loro.

*link: http://www.guardian.co.uk/politics/blog/2012/mar/30/fuel-panic-petrol-live
_____________

29.3.12

Total: per il Mare del Nord sarà un disastro epocale

Sembrava una cosina da niente, invece Total pian piano mostra segni di cedimento sul disastro della Elgin. E potrebbe essere la Deepwater Horizon del Mare del Nord anche se il tutto non saltasse per aria. Il dubbio è che altri "vecchi" pozzi di giacimenti difficili (per profondità, pressione, temperatura) possano saltare per aria come questo... Immaginate lo scenario con milioni di tonnellate di metano puro e anidride solforosa rigettati nell'aria in pochi mesi o nel caso migliore anidride carbonica se si riescono ad innescare ogni volta degli incendi controllati. Già oggi moltissimi non riescono a pagare il gas che proviene da questi giacimenti, in Francia le morosità sulle bollette del gas sono aumentate del 70% su base annua, i "mal riscaldati", che sono costretti a farne a meno per lunghi periodi, sono oggi stimati attorno ai 5 milioni di abitanti, si potranno scavare pozzi a 8000 metri e più giù, ma chi potrà permettersi un metro cubo di gas al doppio del prezzo di oggi?

Secondo le ultime dichiarazioni di Total rilasciate a Le Monde e Libération:
- la fuga di gas (una miscela di metano, anidride carbonica ed anidride solforosa) è originata da un pozzo in disuso che operava su un giacimento sito tra 4000 e 6000 metri di profondità, la fuga di gas pare provenga da "una sacca superiore"... A questo punto la domanda: il vecchio pozzo è saltato? Quanti altri dovranno saltare nei prossimi anni? Se è ancora in pressione significa che è produttivo, perchè non produceva più e si stavano facendo operazioni di manutenzione straordinaria, dalle quali è accaduto l'incidente?
- il giacimento in questione è considerato "estremamente difficile", pressione interna di 1100 bar e ad una temperatura di 190°C;
- 4 navi speciali sono arrivate attorno alla zona di esclusione ma è quasi sicuro che non potranno intervenire sulle tubature danneggiate (a 98 metri di profondità rispetto alla piattaforma), quindi bisognerà aspettare almeno sei mesi perchè da una piattaforma vicina si possa operare sulla perdita tramite nuovo pozzo e non è detto che funzioni...

_____________

28.3.12

Total, Mare del Nord: incidente più grave del previsto

Riguardo alla notizia qui sotto*, pare che la piattaforma di Total corra il rischio di saltare in aria, magari assieme a parte dei due giacimenti di gas su cui opera (battezzati anni fa "Elgin" e "Franklin"). Pare anche che la fuga di gas e petrolio potrebbe durare oltre sei mesi**, sempre che il tutto appunto non salti per aria, a quel punto potrebbero anche complicarsi le cose... La produzione della piattaforma prima dell'incidente ad uno dei pozzi era di 9 milioni di metri cubi di gas al giorno, immaginate di mandarne anche solo un decimo, nell'atmosfera, ogni giorno, per qualche anno. C'erano anche 60000 barili di greggio (Brent) prodotti al giorno e solo questo incidente potrà mandare su l'indice Brent di 2-5% sul breve-medio termine. Già che lo pagavamo poco... Prima dell'estate di certo la benzina passerà oltre i 2 Euro al litro, non solo in Italia.
Ah, il pozzo Macondo alla base del disastro del Golfo del Messico aveva pressione e temperatura molto più basse rispetto a Elgin. Total ha paura che salti tutto in questi primi giorni, in periodo di elezioni il governo ed il presidente francese hanno tutto l'interesse che non trapeli nulla e forse stanno coprendo un disastro già avvenuto che tanto i vicini inglesi, danesi e tedeschi scoprirebbero in pochissimi giorni.

Questo ed altro accade quando vai a cavar fuori gas a 6000 metri di profondità.

Total: fuga di gas nel Mare del Nord

E' saltato il tappo* ad una piattaforma petrolifera di Total, nel Mare del Nord non lontano dalle coste di Danimarca ed Olanda. Il risultato è una "piccola" chiazza di petrolio che si sta dirigendo in direzione Sud. Rispetto ad altri disastri petroliferi c'è una novità: una fuga di gas, apparentemente continua, pari a mezza tonnellata di gas ogni ora (a dire il vero è una perdita davvero minima per non dire insignificante). L'atmosfera comunque aveva bisogno di un altro po' di gas serra della purezza e potenza del gas naturale.
Per ora non è niente di troppo preoccupante, ma ancora una volta è dimostrato che lavorare in giacimenti a 4000 metri di profondità ed oltre è fonte di potenziali cataclismi. Total dovrà sborsare un sacco di quattrini per forare un pozzo di sicurezza, senza contare le perdite produttive e in borsa (alla notizia dell'incidente, il CAC40 sanzionava Total di 4 punti percentuali), altre riparazioni ed eventuali indennizzi alle coste danesi e tedesche se la chiazza di petrolio arriva tutta intera sulle loro spiagge: sono paesi dove con l'ambiente si scherza poco. In ogni caso di problemi di liquidità Total non ne ha, l'anno scorso ha dichiarato utili per 11 miliardi di Euro e tramite stratagemmi finanziari non ci paga nemmeno le tasse in Francia: è stato e sarà argomento di campagna elettorale, ma chiunque sia eletto o ri-eletto "président", non toccherà una virgola, perchè ormai è Total che comanda lo stato francese e non viceversa.
In tutti i campi del vivere umano, siamo di nuovo a Sparta ed Atene è un ricordo.

_____________

23.3.12

Europa, 2062

Come potrà essere l'Europa tra cinquant'anni? Basta uno sguardo al film "Off the grid", di cui segue il trailer di meno di 4 minuti (già sufficienti!). Nel film si vede la vita di oggi, negli Stati Uniti, a 40 kilometri da una città, in pieno deserto.
Quel che mancherà, dopo il petrolio, sarà soprattutto l'umanità: nulla avrà più senso, ci si massacrerà per un oggetto o un sacco di radici, si morirà per delle banali infezioni ed anche si inizierà a far figli a destra e sinistra, "tanto per", tornando a morire di parto in capanne post-moderne o grotte di resti urbani magari al terzo piano di un qualcosa diroccato da trent'anni. E se verranno a mancare le droghe di oggi, soprattutto l'alcool, non mancheranno i modi di perdere la testa e scegliere la facile follia, quotidianamente.
Torneremo a vivere come bestie capaci solo di facile male e l'unica regola sarà, come nel Mesa, quella di "non rubare e non sparare al tuo vicino".
Nel film dicono inoltre, mentre sparano a dei cerchioni arrugginiti: "qui non conta più se è lunedi, settembre o ottobre, qui puoi fare quello cazzo che vuoi: è l'ultima zona davvero libera dell'America"...
_____________

20.3.12

Francia, elezioni: prima i militari e poi i bambini ebrei ammazzati

Il mio post appena sotto* la dice lunga riguardo all'attacco del killer, a Tolosa, avvenuto solo qualche ora dopo. Ripeto. Sarkozy vincerà, l'Europa viene da destra, va e resterà a destra. Gli attacchi contro militari qualche giorno fa ed ebrei poche ore fa, a Tolosa, non sono altro che il grande jolly. Qualcuno non ha esitato a giustiziare una bambina, per la propria causa.
Quel qualcuno è certamente pericolosissimo, quel qualcuno non è nominabile.

Sarkozy lo chiama "il mostro". Sarkozy.

_____________

16.3.12

Francia, Sarkozy recupera su Hollande

Petain ed Hitler hanno un semplice motto per le elezioni francesi 2012.
(trad.: Petain et Hitler ont un slogan tout simple pour les elections 2012 en France)

Sono tre anni che ripeto che Sarkozy vincerà di nuovo.
Soprattutto a causa della crisi, di cui è complice. La gente di oggi voterà per la crisi e per la paura. Chi ha paura, ha una identità da indossare, bell'e pronta. Sono secoli che scegliamo la paura. E più siamo stupidi, più ci piacciamo impauriti. Ci eccita. Ce lo meritiamo, Adolf lo aveva capito prima di tutti.
(trad.: Cela fait trois ans que je répète que Sarkozy gagnera à nouveau. Surtout à cause de la crise, dont il est complice. Pour l'homme qui a peur est prête une facile identité. Cela fait des siècles que nous tous choisissons la peur. Plus nous sommes stupides, plus nous nous aimons notre effroi. Nous voir effrayés nous excite. Nous le méritons, et Adolf l'avait bien compris avant tout le monde.)
_____________

15.3.12

Collasso Italia: sempre meno carburanti, sempre più cari

"Luglio 2011: i consumi di carburanti in Italia sono calati di quasi il 10%, e solo rispetto al 2010. Il consumo di benzina è calato del 12%. Con questo andazzo, non abbiamo neanche altri 5 anni di trasporto privato..."*

Da quando ho scritto tutto questo sono passati nove mesi. Siamo a nuovi record del costo raffinati, i più cari in Europa (quindi del mondo... Fateci una riflessione...), margini operativi dei raffinatori quasi nulli, accise alle stelle ed eccoci in un nuovo collasso con la spesa alimentare tornata a livelli di 30 anni fa. Come previsto in altri post e da ben altre penne che il sottoscritto: ovviamente chissà quanti italiani nel frattempo avranno comprato una nuova auto, oppure una casa di vacanze a 400 km dalla prima casa, oppure sulle isole... Tanti auguri.
Addio al greggio libico, addio a quello siriano, quello iraniano in forse, all'Italia non resta che tirare la cinghia e sperare che paesi come la Spagna saltino letteralmente per aria per potersi approvvigionare col greggio che spetterebbe a loro. Tutto era previsto, scritto. Altro che le parole tecnicamente rassicuranti del caro Scaroni o dei giornali economici o degli studi di banche e "think tank" dei bocconiani di turno, andatevi a cercare le dichiarazioni del 2007, o del 2000 se proprio volete ridere: si parlava ovunque di secoli di petrolio e di gas, di sviluppo di questo e di quello, dell'Italia piattaforma di servizi e di logistica tra Europa, Americhe e Cina... AHHAHA! Chissà quanti investimenti, quante auto comprate in nome di questi paroloni dei padroni? Quanti mutui accesi nella fiducia dell'eterno progresso! AHahahha. Certo signor Scaroni, se potremo pagarlo 1000 € al litro ne avremo a tonnellate di gasolio, anche tra sessant'anni quando i suoi nipotini saranno neo-cavernicoli da spazzare via dal Pianeta al primo raffreddore. Ma ci trasporteremo cosa e per andare dove con quei litri, in che stato saranno le strade, già il 60% non ha più manutenzione, oggi?
Al 2017 consumeremo forse anche meno di quanto oggi consuma l'Ecuador con i suoi 14 milioni di abitanti. Le mie previsioni erano pure troppo rosee. Che volto avrà l'Italia allora? Una tecno-dittatura col coprifuoco o un'amalgama malsana di malavite anarchiche di vario ordine e grado (non lo è già ora?)...?

14.3.12

Demografia mondiale sempre più in frenata

Con gli ultimi dati disponibili a livello planetario, è ormai evidente che ovunque si sta smettendo di fare bambini. Per la terza decade consecutiva, infatti, i prolifici paesi arabi diminuiscono la loro storica alta fertilità* e cominciano ad allinearsi ai paesi industrializzati. Le rivolte arabe hanno per ora aumentato l'intensità della frenata. Guardando il grafico a lato, è chiaro che non saremo mai 50 miliardi sul Pianeta: dubito arriveremo persino a 10: le morti massive arriveranno prima.

Il tasso di fertilità mondiale evidenzia che la specie umana sta comprendendo, prima nei paesi industrializzati (con le maniere gentili) ed ora nei paesi che non si svilupperanno (con le maniere forti), che "siamo troppi" rispetto alle variabili ambientali: rispetto ai sistemi di produzione naturale di fertilità ed acqua dolce ad esempio o rispetto ai criteri locali e globali di produzione e distribuzione di strumenti e di valore. Ora bisogna vedere quando iniziano le morti in massa. Gli studi di "Limits to growth", rivisitati, ci danno il decennio delle morti in massa globali tra il 2045 ed il 2070 (ne parlo in un post più in basso). Chi nasce ora, in Italia, non ha una aspettativa di vita sana di nemmeno 45 anni. Mi spiace per i lettori, ma so che i miei lettori ne sono consapevoli: vedranno morire i loro figli durante la loro vita, è probabilissimo anzi è certo. Amen. E' andata in questo modo...

Per la Grecia la morte è già iniziata, col 51% di disoccupati nella fascia al di sotto dei 34 anni: dove saranno e cosa mangeranno questi miei coetanei tra nemmeno dieci anni? Un semplice ascesso dentale se li porterà via in pochi giorni o lascerà conseguenze gravi in caso di necrosi... L'anno scorso per due volte son stato salvato da antibiotici. Chiaro che avrei sfiorato il camposanto senza cure. Il futuro sarà fatto di morti in gran numero e molto banali: appendiciti, intossicazioni alimentari, ascessi, cistiti, infezioni virali che debilitano e si portano dietro batteriemie. Curarle senza medicine sintetiche? Andrà bene una volta, due, ma... Vivere oltre i 50 anni per coloro che nascono oggi, sarà qualcosa di improbabile, unitelo al fatto che dagli anni '90 in poi non si sono scoperti nuovi ceppi di antibiotici ed ogni anno ne escono dal mercato a decine, non rimpiazzati: i batteri hanno già capito tutto in centinaia di generazioni, sopravviveranno loro sempre più e noi meno.
Spesso guardo i figli di quei pochi (pazzi, illusi "ricchi" o "al riparo"...) che ancora ne fanno, lo leggo nei loro occhi che una banale bronchite se li porterà via tra non troppi inverni... Eppure per i genitori questi qui saranno "ancora" degli umani fortunati. Sti genitori sono là che si fanno il mazzo per pagare delle polizze vita e farli studiare un giorno, per laurearsi nel 2038, magari per diventare piloti di aerei...

_____________

8.3.12

"Sali da me che ho ancora il riscaldamento..."

In Grecia, oggi che ancora ci sono tonnellate di petrolio e raffinati ovunque a pochi passi da casa, la gente si incontra a turno di questo o quello, a seconda che abbiano ancora il riscaldamento o no. Si sono fatte questo inverno delle "serate riscaldamento" da chi ancora ne aveva nella cerchia famigliare o di amici.
E poi si sono tagliati alberi a tonnellate, in parte abusivamente, sempre più. La nuova battuta è "prima ti invitavano sul SUV, ora dicono che hanno il riscaldamento in casa...".

La domanda di legna da ardere è aumentata del 60% rispetto all'inverno scorso.
I nuovi ricchi sono coloro che hanno dei camini nelle loro case (ehi io ne ho ben due in casa, che sono là "per decorazione"... Ma il primo albero è a 300 metri, in una piazza dove si affacciano le case di almeno 400 persone: ci basterà?!). Li rimettono a nuovo, chiamano lo spazza-camino. Poi di notte si organizzano e vanno a tagliare gli alberi nei parchi pubblici, o dal vicino stronzo o appena fuori dalle città che "tanto c'è la crisi cosa ci importa della natura, abbiamo freddo", a questo ritmo forse si giocano tutte le foreste accessibili in meno di un decennio.

Forse in Italia un due o tre milioni di abitanti potrebbe davvero un giorno scaldarsi a legna, ma gli altri milioni di milioni? Tutti a vivere in Sardegna?

_____________

7.3.12

Ancora il mito della crescita...

Il signor Ignazio Visco, governatore della Banca d'Italia ha appena dichiarato che per far ripartire l'Italia bisogna che "si lavori di più, in più e più a lungo"*. Wow. Chi glielo spiega che nei sistemi chiusi le risorse sono limitate?
Va beh, a parte che non ha detto rispetto a quando si applicavano i suoi avverbi... Se si deve lavorare di più e più a lungo rispetto all'anno 560 dopo Cristo, magari ce la facciamo davvero. Un signore furbo questo Ignazio Visco?

Ma più gente a lavorare più ore al giorno, più giorno e per più anni, tolta la schiavitù per spostare pietroni (per fare che?), con quale energia si realizzerebbe tutto questo sogno progressista, signor Ignazio Visco?
Ma Lei li conosce i "Limiti allo Sviluppo" (grafico a lato, nella revisitazione più recente di vere e proprie squadre di ingegneri indipendenti)?
Stiamo in piena crisi e davanti all'immane collasso planetario: davvero ancora Lei scommette sul "di più"? Lei è ridicolo, vecchio, ignorante, inutile a tutto quello che di buono ancora ha la forza di esistere e resistere.
Ma un giorno c'è chi ricorderà anche le sue parole e verrà a cercarla, ovunque Lei si sarà nascosto... Per chiedere conto delle enormità delle quali anche Lei si sarà reso responsabile.

_____________

6.3.12

Bologna, Italia: poliziotti che abusano di stranieri

Quando ci sono sempre meno soldi, lavoro, tempo ovvero in una sola parola energia... allora niente tiene più, lo sbandamento morale di una nazione inizia da piccoli fatti impercettibili. Uno straniero che delinque diventa, per poliziotti "deviati", una insospettata fonte di denaro e ricchezza da mettere a frutto. Evvai!
Quella che segue è la classica notizia di un fatto di cronaca che diventerà forse vita di tutti i giorni tra pochi anni. Poliziotti italiani che fermano, picchiano, derubano e abbandonano nel bosco dei sospetti delinquenti stranieri, nella certezza della loro impunità in una nazione socialmente e culturalmente disastrata, dopo il fallimento economico.
Bologna, arrestati quattro poliziotti: “Fermavano e rapinavano stranieri”
"Al termine (di un pestaggio), allo straniero verrebbero presi 900 euro e il telefono cellulare, gli sarebbero state tagliate le scarpe e l’uomo sarebbe stato lasciato in aperta campagna. Ha chiesto aiuto in un’abitazione della zona,(...) con l’ambulanza arriva anche una pattuglia dei carabinieri. (...) All’ospedale Sant’Orsola gli vengono diagnosticati lesioni ai polsi, al cranio e lo sfondamento del timpano destro. (...) Per il gip Ziroldi, come è riportato nell’ordinanza di custodia cautelare, gli agenti avrebbero “palesemente tradito l’affidamento riposto dalla collettività” nelle forze dell’ordine."

_____________

5.3.12

Ogni evoluzione culturale è reversibile

" I passeggeri della Costa Allegra alla deriva hanno formato tribù aggressive, gli uni contro gli altri. E' questo il modo in cui noi umani reagiamo ad una crisi? "*

Logico che dopo la difficoltosa e costruttiva salita ad un mondo evoluto si torni, causa incidente o incidenti (naufragio, black-out urbano prolungato, guerra civile...), ad un mondo che lo è meno, magari anarchico e paurosamente neo-tribale (la teoria del "quando le cose vanno male, vanno male parecchio ed in fretta", si chiama "il burrone di Seneca" e la spiega meglio di me il professor Ugo Bardi**).
A me questo non spaventa molto, fa parte "delle cose": se il processo ha comunque il tempo di svolgersi in modo relativamente "lento" ed area culturale e geografica limitata, passare da un mondo iper-tecnico ed incravattato ad un mondo più cialtrone, non potrà che fare del bene ai futuri abitanti di un pianeta Terra di certo poco ospitale, meno fertile e più povero in tutto rispetto a come lo abbiamo trovato ormai tanti e tanti anni fa.

_____________

28.2.12

Due ricercatori italiani promuovono l'aborto dopo la nascita

Spesso ci si rattrista per tutti questi italiani che partono all'estero per continuare a fare "ricerca" ed una carriera universitaria. Non è il caso di questi due personaggi, giovani laureati in filosofia lui Alberto Giubilini e lei Francesca Minerva che, dopo lunghe ricerche in ambito universitario in Australia, sono arrivati a concludere che "abortire un bambino, dopo la nascita, dovrebbe essere ammesso perchè un neonato non è una persona". Tra altre aberrazioni della logica, giungono alla perla dello scempio che loro chiamano "ricerca"...

"Merely being human is not in itself a reason for ascribing someone a right to life."
Traduco: semplicemente essere [nato] "umano" non è di per se stesso una ragione per attribuire a qualcuno un diritto alla vita.

Allora, anche a questo arriva il pensiero dei moderni... "Potenzialmente persone", ovvero potenzialmente passibili che si decida di terminare la loro vita, eticamente e legalmente. Dopo lunghe ore di studio e discorsi compiaciuti tra loro, tempo pagato con il denaro di tutti, concludono che certa vita ha meno valore di altra e che i modi del vivere devono poter essere "decisi" sempre e comunque da adulti sani e responsabili, vere persone che hanno messo a frutto il potenziale di valori... Cari Alberto e Francesca, se mai leggerete questo post, vi prego: andatevene affanculo. E vergognatevi. Avete sbagliato tutto ed abbiamo sbagliato tutti come umani se ancora certe menti sfornano tanto di teorie...

Sto prendendo il telefono per chiamarli direttamente. Vorrei sapere quando tornano in Europa per poterci davvero parlare, io voglio capire come mai si arrivi ciclicamente a tali nefandezze... Il telefono è 00 61 3 8344 9951 per la "dottoressa" Minerva, che sto chiamando ora (ma è troppo presto credo, là sono le 8 del mattino, infatti non risponde nessuno, le scrivo una e-mail). Invece del Giubilini non ho trovato recapiti, non ha un ufficio.
Sono davvero sgomento... E' come se il gatto che ho evitato in auto, me lo si ammazzasse davanti. Le formiche che non ho voluto calpestare. Ho passato un'estate con un bimbo affetto da sindrome di down, conosciuto i suoi genitori, ringrazio il giorno in cui conoscendolo ho potuto iniziare a pormi delle domande che non avrei mai potuto pormi. E leggere questi "studi" è qualcosa di insopportabile davanti alla Storia dell'Uomo ed a tutti i modi della vita. Alberto e Francesca, pentitevi se esiste un pentimento laico e della ragione. Uscite dai libri e cercate i mille modi del vivere. Tutti. Poi cambiate mestiere, presto prima di giustificare altri orrori verbali o fattuali.

_____________

27.2.12

Ora e sempre "no tav"

Solidarietà a tutti i parenti, amici, conoscenti e compagni di lotta di Luca Abbà, essere umano tra i più forti sostenitori del movimento NO TAV, che lotta in queste ore contro la morte dopo anni di lotta contro l'altra morte, quella decisa dallo stato-mafia a spese di montagne, boschi, nappe freatiche, sorgenti, animali, coltivazioni, villaggi, vite umane,...

Per seguire le ultime notizie, qui il link al flusso del sito NOTAV: http://NOTAV.org/modules.php?name=My_News
_____________

23.2.12

Violenza aumenta nei paesi esportatori di petrolio


E' ufficiale, è stato misurato: gli umani sono più buoni. Gli omicidi sono in calo ovunque, tranne... nei paesi produttori ed esportatori di petrolio. Dove aumentano a vista d'occhio.
Noi che importiamo petrolio e gas, di cosa abbiamo più paura? Che venendo a mancare energia a basso costo la qualità della nostra vita possa ridursi: case gelide o condizionatori in panne, vacanze impossibili, carburanti alle stelle, carestie che si fanno più probabili... Ma abbiamo soprattutto una recondita paura che il vicino, il rivale in amore, il nostro ex-collega, ex-capo o ex-dipendente venga ad ammazzarci. Perchè la miseria morale e materiale ci pare in aumento, mentre cala invece la disponibilità di energia, materie prime, cibo, lavoro, denaro.
Ma state tranquilli, infatti... per ora il numero di morti ammazzati all'anno per 100000 abitanti (dato 2004 confrontato col 2010*) è generalmente in calo:
  • Africa: da 20,0 a 17,4
  • America: da 16,2 a 15,5
  • Europa: da 5,4 a 3,5
  • Oceania: da 4,0 a 3,5
  • Asia: da 3,2 to 3,1
In specifico, in Italia è passato da 1,23 a 0,98 omicidi annui per 100000 abitanti.
Quindi? Nessun problema? Eh no. Leggete fino in fondo...
Per ora, le crisi e le rivolte iniziate qua e là nel mondo non hanno sostanzialmente intaccato una tendenza al ribasso che dura da un decennio... Ma ci sono delle eccezioni e riguardano proprio i paesi produttori di petrolio, che per continuare ad esportare devono reprimere i propri cittadini, fino al punto da non poter più gestire la violenza tra civili, che si ammazzano tra di loro a ritmi sempre maggiori.

Qui sotto, uno zoom sull'aumento degli omicidi nei paesi produttori ed esportatori petroliferi, da notare che anche in paesi considerati "tranquilli" l'aumento degli ammazzamenti è vertiginoso: rialzo di assassinii del 20%, per l'Arabia Saudita e addirittura quintuplicato in Qatar, in meno di dieci anni, ebbene proprio il Qatar, quel paese con migliaia di schiavi al servizio di pochi ricchi con guardie armate, che in futuro dovrebbe rifornire mezzo Pianeta di gas naturale..
  • Venezuela da 32 (nel 2011) a 67 (nel 2011)
  • Mexico da 10 (nel 2003) a 18 (nel 2011)
  • Iran da 2,6 (nel 2003) a 3,0 (nel 2009)
  • Ecuador da 14 (nel 2003) a 22 (nel 2008)
  • Saudi Arabia da 0,86 (nel 2000) a 1,04 (nel 2009)
  • Qatar da 0,17 (nel 2000) a 0,93 (nel 2009)
La domanda finale è la stessa che mi pongo davanti alle rivolte pan-arabe: per quanto tempo gli stolti e poveri schiavi che hanno la sfortuna di nascere accanto ad un giacimento in Ecuador, saranno tenuti "buoni" e le navi e le condotte continueranno a rubare il loro petrolio e gas in nome di tre spiccioli? E che sarà del tasso di omicidi nei paesi importatori? Ho la sensazione che ogni dieci morti da quelle parti oggi ne corrispondano un centinaia da noi a fine secolo. Mi sbaglio? Lo spero.
E' una verità fisica e geologica, corroborata dall'analisi socio-politica: il petrolio finirà di essere esportato prima che l'ultima goccia sia estratta e si smetterà di estrarlo prima che non ce ne sia più. Tutto sta a gestire quei due "prima", ma non vi è altra gestione che quella di produrre il più possibile.
Ergo. Non abbiamo davanti a noi 300 anni di petrolio, forse non arriviamo nemmeno ai prossimi 15 anni. Se non ci ammazza prima il nostro vicino.

*link ai dati: http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_countries_by_intentional_homicide_rate
_____________

21.2.12

Iran: embargo uguale default europeo

(aggiornamento delle ore 16:48 - ho visto questo mio post in giro dappertutto, commentato da gente che dice che l'Iran non è un paese sottosviluppato ed anzi "è il 12esimo mercato mondiale per l'automobile"... Innanzitutto ricordo loro che il pianeta Terra è l'unico ed il primo mercato al mondo di tutto, eppure ci sono centinaia di milioni di abitanti che vivono senza acqua potabile, senza scarpe, elettricità... Insomma c'è gente che dimentica di relativizzare e che un conto sono le cifre nazionali, un conto il pro-capite. Lavoro da due anni con un iraniano, fuggito trent'anni fa dall'Iran. Di cose me ne racconta. Anche del presente. L'Italia dispone di circa 700 veicoli per 1000 abitanti (dati 2011**), l'Iran 175 per 1000 abitanti. L'Italia produce circa 2 barili di greggio al giorno (per 1000 abitanti!), l'Iran 62000 (di cui la metà è esportata e quasi un quinto è usato per la produzione stessa...).
Quanto durerà questa storia? Tra il 2013 ed il 2017*** la quota prodotta corrisponderà al consumo interno... Come faranno ad esportare? Lasceranno la gente a scannarsi come in Egitto o in Siria? E noialtri come faremo?)

Pronti per il gasolio a 2 Euro al litro? E' questione di un mesetto.
Per rappresaglia, già da questa settimana l'Inghilterra non riceve più greggio dall'Iran. Toccherà* tra poco anche a Francia, Italia, Portogallo, Grecia, Spagna ed Olanda... se questi paesi continueranno ad appoggiare le sanzioni dell'Unione Europea all'Iran.
Italia, Grecia e Spagna da sole contano per il 68% di tutto il greggio iraniano importato in Europa. In più, l'Italia è storicamente il paese che ha importato in totale la maggiore quantità di greggio dall'Iran... Le nostre raffinerie hanno vissuto di Iran. Abbiamo democraticamente costruito le nostre case, prodotto pasta e coltivato campi, consumato tutto e tutti a spese dei giacimenti iraniani per quasi 50 anni e con la forza delle armi, la pressione del nostro oro e l'appoggio della Russia, ed a prezzi ridicoli mentre la metà degli iraniani, da trent'anni sotto dittature più o meno rigide, non ha mai posseduto una automobile, mettiamocelo in testa.
La scelta è presto fatta: continuare a fare i "duri" democratici (ma possiamo permettercelo?) o cercare sul mercato il greggio che ci verrà a mancare tra circa tre o quattro settimane, andando ancora più rapidi verso il fallimento, perchè non è possibile sostituire su un mercato asfittico quella quota in uno spazio di tempo di un mese, forse sono necessari tre mesi, ne restano scoperti due in cui i raffinati possono anche raddoppiare di prezzo: in piena recessione, non è una buona notizia. Bisogna spalancare letteralmente il portafoglio per trovare greggio e poter acquistare i raffinati: ma ce la faranno migliaia di imprese sul lastrico e senza ordinativi dallo scorso autunno?
E' un po' il dilemma di chi è al ventesimo piano di un palazzo in fiamme: morire bruciato o morire buttandosi.

_____________

20.2.12

Sionismi ed apocalisse fai-da-te, oppure ozio resiliente

Rileggendo per la seconda volta "Bagattelle per un massacro" di L. F. Céline, ho ri-trovato questa citazione:

"Tutti i popoli della Terra saranno incatenati al trono d'Israele, in seguito ad un'atroce guerra mondiale in cui tre quarti delle popolazioni saranno decimate.
Ci vorranno trecento asine per trasportare le chiavi del tesoro." (il Talmud)

Tralascio per questioni di tempo e spazio la questione sionista. E mi chiedo cosa mai ci farebbero gli umani restanti con un tesoro "immobile" come quello che auspicano, in un mondo talmente distrutto... Dunque questa guerra finale, versione antropica dell'apocalisse biblico, profetizzata secoli fa, con 75% degli umani morti, non è ancora avvenuta; dal punto di vista "fisico" nemmeno un conflitto totale nucleare potrebbe causare la morte dei tre quarti di esseri della specie homo sapiens sapiens che popolano la Terra... La forte probabilità che non ci sarà mai una guerra "totale" annientatrice è strettamente collegata alla capacità mondiale energetica. Cosiccome servirebbe almeno dieci volte tanta produzione energetica terrestre per poterci mettere nell'ottica di "conquistare Marte" (per il momento, farlo servirebbe solo a drenare le imposte verso gli appaltatori di un tale progetto e verso nuovi funzionari pubblici e ricercatori da assumere... In sintesi: altri devastanti trillioni di debito pubblico da ripagare un giorno...), allo stesso modo servirebbe una industrializzazione ancora più massiva per avere la garanzia di auto-distruggerci in fretta. Poi possiamo dibattere sul concetto di "fretta" e di quanto comunque questo tipo di industrializzazione che viviamo oggi stia decimando le generazioni future (ad esempio col dimezzamento della fertilità da una generazione all'altra).
Prendiamo la Seconda Guerra Mondiale: conteggiando le carestie e le epidemie correlate al conflitto, essa ha causato la morte di 71 milioni umani su una popolazione all'epoca di 1900 milioni... Un "misero" 4% del totale. Tutto questo è per dire che, tutto sommato, la fine dell'era petrolitica non ci porterà alla tomba tutti e subito, come in tanti spesso sperano (per non affrontare i problemi ch'essa pone).
Piuttosto, moriremo di malattia, depressi quasi tutti, soprattutto i maschi nei paesi industrializzati, prima che di assassinio per un pezzo di pane. Quindi mettetevi il cuore in pace, cercate di vivere tranquilli, mangiare poco e bene, sforzandovi di vivere come fratelli e tutto andrà bene. Complotti o contro-complotti vi faranno perdere energia, tempo e spazio (se non altro mentale, che libererete per oziare o per aiutare a liberare lo spazio dei vostri vicini di vita). Nell'attesa di un Salvatore, di un ennesimo magico oggetto, di un nuovo amico, di una nuova amante, di nuove soddisfazioni, progetti, profitti, viaggi, ... perdiamo i pochi e veri doni della vita quotidiana. Bisogna abolire il pensiero collocato nel futuro, per abitare il proprio presente con la piena coscienza, e se possibile la conoscenza, del Passato. E farlo presto.

Usiamo i raffinati di petrolio ancora disponibili per mettere in atto una resilienza* totale.

_____________

9.2.12

La poverina del giorno? Si chiama Viviane Reding

«L'euro è irreversibile. Nessun paese uscirà dall'Euro, neppure la Grecia.» ha detto minacciosamente la vicepresidente lussemburghese della Commissione Europea Viviane Reding*. Lo dice sventagliando il Trattato di Lisbona... Paura! Un altro po' siamo alle dichiarazioni di guerra: siamo sopravvissuti (ok, non tutti...) agli anni '80 ed ai paninari, a Stalin o Hitler, al bug del millennio, alla peste nera... insomma una Reding ci fa una pippa. Che lo sappia, speriamo un giorno questa pagina finisca nella sua rassegna stampa.

Cara mia, l'Euro è irreversibile esattamente come lo erano la lira italiana, i marchi, le dracme, i sesterzi, le conchigliette usate come prime monete agli albori delle società umane. E' irreversibile come l'ano, inviolabile, certamente nessun umano l'ha mai violato. Guai ad entrare là dove esce la sporcizia immonda! Ahaha, povera Viviane!
Tutto, povera Viviane, è sempre deciso per l'eternità finchè non arriva il lupo, a ciascuno il suo lupo...
Poveri noi in che zampe siamo finiti. Ma durerà quanto questa gente? Meno energia e risorse pro-capite ha sempre voluto dire meno governance globale ed il crollo degli imperi. Tutti (tranne - forse - la Cina).
Ma la Reding lo sa? Ha già una tana dove rifugiarsi quando verranno altri lupi a cercarla? Ci saranno abbastanza guardie armate e nascondigli dorati per tutti questi? Sicuri che le guardie armate saranno sempre fedeli robot? A me la Storia dice il contrario. Povera Viviane, che brutta fine le si prepara...

_____________

Albania: mio nonno e la corsa all'oro nero

L'Albania è uno degli stati europei relativamente più promettenti in termini petroliferi. La produzione inizia ufficialmente nel 1928 e l'industria italiana consiglia a Mussolini di metterci il naso prima possibile, esattamente come la Germania di Hitler voleva il petrolio rumeno, la torba baltica, il carbone polacco... E' in Albania che mio nonno soldato viene catturato mentre, ignaro milite, mette in sicurezza il petrolio dell'Impero italiano e già imperversa la battaglia contro la Grecia filo-inglese. Parentesi famigliare: mio nonno fosse morto allora, per quattro barili in croce, io non sarei nato ("mica male, pessimista catastrofista che non sei altro", penseranno alcuni lettori). Prima era un bravo contadino che "sapeva fare tutto", dopo la guerra pure nonostante le vertebre distrutte dai lavori forzati, ma vent'anni dopo la guerra, per invalidità sopraggiunta in prigionia e meriti vari, gli fu dato un posto di lavoro in città, dove non doveva fare altro che l'usciere. "Hai combattutto per l'Italia, ci hai rimesso la salute. Ora tieni un posto fisso, salario e diritti. Vendi la terra, la casa nel borgo antico, dimentica pure i saperi: ora potrai comprare tutto". Lui accetta questo patto con lo Stato Italiano, tanto l'unico contrario a questi patti diabolici a quel tempo si chiamava Pier Paolo Pasolini, un "poeta frocio" ascoltato solo da pochi comunisti, pervertiti e debosciati. Mai più dunque nella famiglia si toccherà "legittimamente" la terra, si seminerà, si alleveranno conigli o coglieranno i proprii pomodori (in realtà il sottoscritto qualcosina ha fatto e mio cugino, pare, dopo le 8 ore in acciaieria ha trovato tempo e terra per produrre il suo vino, un pochino di frutta ed ortaggi).

Dicevo... L'Albania promette bene, nonostante l'attuale produzione petrolifera albanese sia piuttosto misera. Premettendo che il record storico di 43000 barili al giorno fu ottenuto con l'aiuto temporaneo di geologi ed ingegneri petrolchimici cinesi (venne poi lo "strappo di Hoxha": il dittatore locale decretò la fine di ogni alleanza internazionale dell'Albania nel 1978 ed i cinesi partirono per non tornare più), il paese produceva 9000 barili al giorno nel 1994, ma tra una crisi economica ed una politica si ridiscese al picco negativo di soli 600 bb/g nel 2004. Venne poi l'aiuto dell'Europa, la stabilizzazione politica ed i massicci investimenti stranieri): la produzione odierna, grazie soprattutto a compagnie petrolifere canadesi, si attesta attorno ai 22000 bb/g, ancora poca cosa davanti ad un consumo nazionale di circa 40000 bb/g, ma non credo esistano altri paesi al mondo dove la produzione stia raddoppiando ogni due anni o paesi europei dove i "poveri" e gli emigranti, invece di aumentare, diminuiscono (ma non la corruzione).
Non ho volutamente menzionato la questione scottante del gas naturale che si trova pare abbondante, ma a profondità forse impossibili a fini industriali, tra Albania ed Italia: le notizie disponibili sono poche a riguardo, non oso sbilanciarmi.
Quindi: avviso che tengo d'occhio l'Albani, "futura Arabia Saudita europea". D'altra parte la lingua la cultura tradizionale albanese, soprattutto dal punto di vista sonoro*, sono tra le mie preferite.
Per finire... Un omaggio ai "catastrofisti ottimisti", in questo video del 2008 potete ammirare l'installazione di un pozzo petrolifero a dire il vero un po' artigianale: notate l'abbondanza di bitume e di heavy oil, il tutto sotto lo sguardo attento di un tranquillo cavallo da traino che aiuta in cantiere...

"Petrolio", from effegi on Vimeo

Per approfondire...

8.2.12

Francia: altro record per gli "schiavi elettrici"

Il record elettrico francese di ieri a 100500 MW di picco sarà forse battuto già oggi*. Miliardi di Euro in bollette... Ti credo che il PIL sale in Francia d'inverno, eheh, ma lo stock di combustibile nucleare scende inesorabile e con quella elettricità si produce più che altro consumo. Vecchia storia. Sono forti vero i cugini d'Oltralpe? Mica tanto...
Interessante il dato di oggi sulle importazioni (che vedete cliccando al link* corrispondente), già a 8900 MW a metà giornata. Produzione nucleare sempre "ferma al palo" dei 59271 MW, 58% del fabbisogno di punta previsto per oggi attorno ai 100000 MW; aggiungo che nelle 19 centrali nucleari francesi, sono 55 i reattori in produzione su 58 attivi ed abilitati alla produzione, 3 sono invece spenti per manutenzione ordinaria e programmata. Da circa cinque anni la capacità totale produttiva nucleare, lo ricordo, è in calo per anzianità del parco reattori: ormai un miraggio poter ritornare a produrre quei 40-45 TWh nucleari annui che permettevano di non importare direttamente grandi quantità di gas, olio e carbone o importare l'elettricità da gas, olio e carbone dei paesi vicini.
Ricordo gli ultimi dati annui disponibili (2009) sulla produzione totale francese di elettricità:
1. Nucleare ......... 409,7 TWh (record annuo: 2006 con 450,2 TWh)
2. Idraulico .......... 62,3 TWh (record: 2000 con 72,5 TWh)
3. Termico ........... 62,0 TWh (record: 1980 con 126 TWh)
4. Eolico ............... 7,8 TWh
5. Fotovoltaico .... 0,16 TWh

_____________

7.2.12

Francia: oggi previsti 100000 MW di potenza elettrica di picco!

aggiornamento ore 19,12 : è record, sforato il tetto dei 100000 MW di potenza di picco della rete elettrica francese, soprattutto grazie a importazioni (import di 7600 MW! equivale al consumo di picco del Connecticut negli U.S.A., i francesi hanno dovuto "importarlo" interamente oggi per non finire "spenti") e da non dimenticare l'uso di gas, carbone e idroelettrico. Invece il parco nucleare non ha potuto fornire che 59261 MW di picco, equivalenti ad un misero 59% del fabbisogno nazionale istantaneo record di oggi (record a 100500 MW*)... Mai un paese europeo ha consumato tanta energia elettrica in un solo giorno. Chissà quali importantissime opere sono state portate a termine, forse abbiamo mandato un uomo su Marte? O scoperto la fusione fredda? O forse cucinato qualche migliaio di piatti di pasta scotta condita col burro del discount?
----------

Mentre in Islanda c'è +10°C, oggi per la Francia RTE (rete distribuzione elettrica) prevede* un picco di potenza elettrica erogata di 100000 MW alle ore 19, con importazione prevista attorno ai 10000MW e un parco nucleare incapace di fornire più di 59200 MW. Il mio post di ieri è sempre valido... Ma oggi aggiungo il mix di produzione istantaneo francese. Alle ore 9 e 45' stavano erogando a livello nazionale 96460 MW di cui:
1. nucleare ................................ 59163 MW
2. idroelettrico ........................... 9965 MW
3. altro (solare? peti bovini?) ..... 6130 MW
4. carbone ................................. 4650 MW
5. olio ......................................... 4015 MW
6. gas .......................................... 3439 MW
7. eolico ...................................... 1882 MW
Importazioni: 7409 MW (!)

Come vedete, i costumi e gli usi dell'"era petrolitica" forniscono ancora una bella fetta di energia ai francesi nucleari: un bisogno energetico che raramente riescono, nel picco degli inverni, a soddisfare interamente con le loro centrali, mai vanno oltre il fatidico 70% della produzione elettrica totale. Le rinnovabili comunque forniscono il 15%, non male anche se "tecnologicamente parlando" al 2012 avremmo potuto vedere almeno un 30%... Attuando certe politiche per tempo.
Domanda retorica: ma dopo il petrolio (olio e gas), e dopo il nucleare, come faranno (faremo)?

_____________

6.2.12

Record elettrico in Francia stasera?

Aggiornamento delle h. 19,45: record non battuto, per 1,41 MW (per "un reattore e mezzo"), grazie ai distacchi nella "periferia elettrica" francese (Var e Alpi-Marittime, in quest'ultima area i municipi e le amministrazioni dipartimentali, avvisati e monitorati dalla rete di controllo RTE EcoWatt locale, hanno spento tutto il possibile nelle due ore di punta, tra cui 2321 lampioni stradali*); il consumo di picco nazionale francese è stato quindi di "soli" 96291 MW, poco prima delle ore 19.
- - - - - - - - - - - - -

Salvo black-out(s) (localizzati), il record storico attorno ai 97700 MW (!) di consumo elettrico istantaneo per un paese europeo, la Francia, sarà ufficializzato tra le 18:30 e le 19:30. Mai gli umani (europei) avranno usato (sprecato) tanta energia per qualche ora di calore. Il record sarà visibile a questo indirizzo internet:


Si attendono distacchi per Var, Alpi Marittime e Costa Azzurra, dove rete elettrica e prefertture hanno emanato l'"allarme elettrico" per il momento critico, tra le ore 18 e le 20, invitando la popolazione a moderarsi (ma basterà?).

La cosa che fa un po' pensare è che, guardando il grafico istantaneo qui a lato, ieri alle 4 di notte, quando il 99% della sua popolazione dormiva, la Francia è stata capace di consumare ben 77600 MW di picco! E' tre quarti della capacità produttiva teorica di picco di tutti gli impianti italiani a massima potenza, tanto per capirci e ben oltre la capacità massima di tutte le centrali nucleari francesi (58 nucleari a massima operatività di sicurezza a 63100 MW!), tant'è che oltre al mix di idroelettrico, un po' di termico ed eolico, devono importare quote record dalla Germania e dalla Spagna!
Per amore del paragone: l'Italia nonostante l'abuso incondizionato di condizionatori in estate non ha mai sorpassato i 57000 MW di picco: tutti svegli ed all'opera, consumiamo un terzo in meno che i francesi quando dormono.
Il pianeta Terra ha un grosso problema...

_____________