19.1.12

La vita all'epoca delle crociere

Sulle stupende pagine di The Big Picture*, sono on-line le "migliori" foto della tragedia della Costa Concordia. Fanno pensare.
Nell'epoca ormai decadente del petrolio, mi preme ricordare che la Costa Concordia in navigazione consumava in media 10 tonnellate di carburante all'ora... Con punte da quindici tonnellate. Su un anno, stando bassini, il consumo si aggira sulle 25000 tonnellate, il 3,5% degli attuali consumi petroliferi di tutta Italia (!), pari al consumo totale annuo di energia (riscaldamento, energia elettrica, carburante veicoli, etc...) di una città di circa 70 000 abitanti (della taglia di Asti, Ragusa o Pavia).

Allora, mi si dirà che questa nave "crea" lavoro: per costruirla, lavorarci, spennarci poveri vecchi illusi, soprattutto perchè consuma, pensate all'imponibile su 25000 tonnellate di carburante e se non affonda creerà lavoro per rimuoverla e sarà pure riciclata (ma il mare di questi giorni sembra volersela prendere intera)... In realtà era un mostro - avvilente parabola del Paese dei Balocchi in cui per poco sfrenato divertimento Pinocchio e Lucignolo perdono il senno, e l'umanità, diventando ciuchi - che consumava mondo a ritmi folli, nell'era della spettacolarizzazione sistematica del vivere, tutto è turismo, si vive guardando sfilare la vita, infine: questo vivere è molto più simile al morire.

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18.1.12

Giù la domanda di petrolio, è di nuovo recessione (mondiale)

Secondo la International Energy Agency, per la prima volta dalla crisi finanziaria del biennio 2008-2009, nell'ultimo trimestre 2011 la domanda mondiale di petrolio è stata in calo*, confermando i timori di una doppia recessione ed aumentando la probabilità che stiamo vivendo una "(Very) Great Depression" stile '29.
I motivi principali addotti dalla IEA sarebbero due: la crisi del debito in Europa e un inverno particolarmente mite nell'emisfero nord del mondo. Al contempo, la IEA ha anche abbassato la domanda prevista per il 2012... Alla luce di questo, salvo sviluppi sistemici del collasso dell'Euro-zona, per il 2012 i prezzi del barile "dovrebbero" restare pressochè stabili: nella forchetta 105-125$ per il Brent e 95 - 110 $ per il WTI. Non uguale sorte per il costo carburanti che, almeno in Europa (EU-17), "dovrebbe" continuare la costante salita, sia per progressivo indebolimento dell'Euro sia per la continua crisi di sovraproduzione e mancati guadagni (margini quasi a zero) del settore raffinerie ed attestarsi su una media di 1,75 € per le benzine e 1,70 € per gasolio (per l'Italia, media di 10 centesimi più elevata) con tanti saluti alle piccole e medie imprese sul lastrico.

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16.1.12

Sant'Ugo Bardi

"Una delle cose che impariamo dalla storia è che non impariamo quasi mai dalla storia"
Ugo Bardi

L'esimio prof. Ugo Bardi è ora leggibile anche su carta, nella sua rivisitazione del famoso studio scientifico di 40 anni fa, i "Limits to growth" (trad.: "i limiti (della) alla crescita", D. Meadows*, 1972), nel quale si tracciano con cura scenarii post-industriali di un'era che rischia di divenire post-umana se non affrontata come si deve.
Qui altre informazioni a riguardo:

12.1.12

Lettonia ed altre riflessioni post-petrolifere

"La legge naturale non dà il diritto alla felicità, ma anzi prescrive la miseria e il dolore. Quando viene esposto il commestibile, vi accorrono da tutte le parti i parassiti e, se mancano, s’affrettano di nascere.
Presto la preda basta appena, e subito dopo non basta più perché la natura non fa calcoli, ma esperienze."
(Italo Svevo, “La coscienza di Zeno”; capitolo 7)

Per molti che ora vivono sulla Terra l'era delle vacche grasse non è mai iniziata. Per tanti è finita molto tempo fa. Un giorno sarà per tutti un ricordo debolissimo e poi neppure la ricorderanno più... Introduzione felice ed ottimista come sempre, vero?
Bene, tra qualche giorno torno nei Paesi Baltici, in Lettonia prima, poi di nuovo brevemente in Finlandia. Stavolta, invece dell'Estonia (settembre 2011), prima di passare ad Helsinki, sarà il turno di un'altra capitale baltica, Riga. Una città ed uno stato con una storia piuttosto tragica, basti pensare alle occupazioni russe zariste e poi sovietiche, poi naziste e poi di nuovo sovietiche. E poi pensare che dei quasi 200000 ebrei che la abitavano alla vigilia della Prima Guerra Mondiale non ne restano che 15000. Gli altri? Emigrati in parte, ma soprattutto morti dopo la deportazione oppure uccisi in fretta sul posto come durante le Stragi della spiaggia di Liepaja, dove nel lasso di tempo di quattro settimane furono uccisi 5000 ebrei. 2731 esecuzioni, soprattutto di donne, avvennero in soli due giorni, nel dicembre '41: in una macabra performance "da record", le cinque squadre di militari, nazisti tedeschi e collaborazionisti lettoni!, si davano il cambio ogni cento ammazzati ed avevano selezionato dei commilitoni "calciatori" per velocizzare la caduta dei cadaveri nella trincea apposita... Tragedie tali in un paese piccolo come la Lettonia feriscono la/e comunità umana/e mortalmente (rileggo Primo Levi regolarmente, so di cosa parlo).

Quel che mi aspetta, oltre al lungo buio invernale ed i fantasmi della storia, oltre a neve e venti ghiacciati ed a temperature massime sempre sotto le zero, è quindi la visione di un paese che, come tra l'altro si evince anche dal grafico a lato, dopo un grave collasso economico-sociale sta morendo lentamente e con pochi sobbalzi di vita economica (turismo, qualche speculazione finanziaria, le rimesse dei tantissimi emigrati...). Le nascite sono leggermente aumentate nei "favolosi anni 2000", ma la Lettonia ha ancora un tasso di abitanti sotto ai 14 anni tra i più bassi al mondo, in Europa la battono nell'ordine: Bulgaria, Slovenia e purtroppo Italia, che ricordo è il paese al mondo con meno bambini (in percentuale sul totale), battuto solo dal disastro sociale asiatico chiamato Hong Kong in cui tantissimi anziani ancora autonomi "vivono" in grandi gabbiotti metallici a 6 per stanza, a 200 $ al mese ed a spese dei figli (che non fanno più altri figli).
Mentre il record europeo dei suicidi spetta ai vicini lituani, che hanno pure il record mondiale con 35 morti ogni 100000 abitanti, la Lettonia è comunque terza in Europa con 25, quasi quattro volte di più che in Italia. E quel che resta della vita è piuttosto difficile per tutti quanti con salarii medi attorno ai 300 € al mese. C'è di nuovo la fame, la povertà, ma niente rivolta (i giovani si rivoltano, ma un paese di vecchi si lascia martoriare in silenzio: lo vedremo accadere anche nella bella Europa mediterranea?).
Concludo: nonostante questi veri e propri disastri, sono certo di avere tra pochi giorni una nuova occasione di constatare che bene o male "la vita continua" e certamente si possono trovare elementi di speranza e di bellezza anche lassù. Son sicuro che i "sopravviventi" lettoni sono gentili, ancora un poco curiosi della vita. E ne voglio testimoniare al mio ritorno. Almeno lo spero.
Andare da quelle parti "disastrate" sarà un po' come fare un salto nell'Europa "dopo il petrolio", diciamo nell'Italia del 2024 o nella Francia e nella Germania del 2027 (date a caso, ma mica poi tanto)... Secondo me, una lieve luce c'è e ci sarà sempre, certo non per tutti e di sicuro sempre più debole.
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25.12.11

Regno Unito: rapporto debito privato e PIL al 900%

Un dibattutissimo studio di Morgan Stanley* evidenzia in queste ore come il solo settore finanziario inglese sia indebitato per una quota pari al 600% del Prodotto Interno Lordo nazionale.
Il settore privato del Regno Unito, famiglie comprese, ha debiti totali pari a circa nove volte il PIL annuo.
Guardando il grafico a lato, è possibile notare come ormai il debito totale netto sia raddoppiato negli ultimi quattro anni.
Mia breve sintesi letteraria della situazione: dopo aver colonizzato e depredato un bel po' di mondo, fomentando guerre e rivolte in Africa ed Asia ancora oggi distruttrici di culture e ambiente, continuano coscientemente a rapinare i loro figli ed in questi mesi anche loro stessi e solo col sangue si ripagherà tutto il maltolto falsamento iscritto finora come "profitto".

All'Inghilterra restano solo due grandi possibilità per difendere (la sua vita a) il suo debito:
- una moneta ed una banca centrale nazionali
- un arsenale nucleare da 225 bombette (che tuttavia le costa carissimo mantenere: oltre 15 miliardi di sterline ogni anno!**)

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20.12.11

Rivolte nelle carceri italiane?

Uno degli incubi dello Stato nei periodi recessivi, o meglio "depressivi", è che le carceri "esplodano". Niente petrolio, niente lavoro, niente soldi e tutti ladri.
A quanto pare sta accadendo proprio in questa fine d'anno: Ancona, Parma, Bologna... Minacciando perfino di chiedere aiuto in ambito internazionale ed europeo, i direttori delle carceri in una lettera al Ministro della Giutizia hanno dichiarato: "La situazione è tra le più esplosive e se deflagrasse le conseguenze sarebbero devastanti e capaci di minare la credibilità dello Stato... È solo grazie al senso di responsabilità di tutti gli operatori penitenziari se il sistema riesce a tenere. Per quanto ancora, non è detto sapere."

http://www.terranews.it/news/2011/12/un-altro-suicidio-cella-rivolte-tutta-italia
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15.12.11

Francia: veterinari per supplire alla mancanza di medici

"La Francia è un paese fallito" diceva quattro anni fa il primo ministro Fillon. In queste ore perdono la tripla AAA: "se perdiamo la tripla A sono morto", diceva Sarkozy alcuni mesi fa. Ad oggi, non sanno tecnicamente come faranno a staccare tre assegni per un totale di quasi 40 miliardi di Euro ai creditori entro il 9 gennaio 2012, senza una correzione straordinaria del "budget de l'Etat", già con un buco da 90 miliardi di Euro per l'anno in corso.
Conseguenza del fallimento: l'aumento dei "deserti sanitari": ospedali che chiuderanno, sempre meno maternità e da prenotare mesi prima del parto (a Parigi dovete prenotarvi da 6 a 7 mesi prima!), centinaia di kilometri quadrati di territorio senza un medico di base...
Ed allora che si fa? A Digione, nella nota regione della Borgogna, zona decisamente benestante della Francia, l'assessore socialista Françoise Tenenbaum ha proposto di "sostituire" i medici di campagna mancanti con dei veterinari, sostenendo quanto segue: "il veterinario, appositamente formato a questo nuovo compito, magari potrà intervenire nei casi urgenti ed in attesa dell'arrivo del medico appropriato"...

L'ascesa verso una società progredita tecnologicamente, socialmente e culturalmente è piuttosto lento, la caduta è invece rapidissima.

12.12.11

"Gigante" nucleare, AREVA licenzia dipendenti per evitare il crac

Se il nucleare è il futuro, l'unico futuro,... Perchè AREVA in Francia ha presentato un piano di "ristrutturazione" con cancellazione di 6 000 posti di lavoro sugli attuali 28 000 nei prossimi cinque anni? In generale un posto su quattro nel mondo svanirà nel quinquennio. Per altro saranno licenziati anche lavoratori su suolo francese, contravvenendo ad accordi firmati col governo che ha garantito un piccolo auto finanziario in cambio di ristrutturazioni solo all'estero. (Stessa cosa accadrà con Total, ricattata dal governo e dai sindacati affinchè continui a raffinare in perdita, come accade dal 2009?)
E' l'unica stada per evitare il fallimento, oltre alla riduzione dei costi che per quel che riguarda il nucleare sono costi di vitale importanza e che espongono ad un rischio di incidente piuttosto serio. Anche le nuove miniere della Namibia, da poco acquistate da parte di Areva, non potranno essere messe in produzione, in tal modo si dirà anche addio ad una decina di anni di uranio che ne sarebbe uscito. Ahaha... Allora era vero: picco del petrolio significa una tale crisi globale che si porterà dietro anche il picco dell'uranio? Pare proprio che andrà in questo modo.
E poi...
Chi farà manutenzione delle centrali, se uno su quattro sarà licenziato e nessuno sarà assunto a ricambio dei pensionati? Già ora Areva fa scandalo per l'uso sistematico di STAGISTI e lavoratori ad interim non qualificiati nella sua filiera... E con quali mezzi economici residui, se si tagliano i budget delle centrali, e con che procedure, e gli standard di sicurezza? Chi smantellerà le centrali tra qiundici o vent'anni quando, se Areva non sarà fallita prima, a restare al lavoro sarà un 20% dei dipendenti (e certo non giovani...)? Faranno tutto degli appaltanti? Con quali competenze? Chi li controllerà? Tutto statalizzato? In una Francia fallita da quanti anni? Mah...
Una prima risposta mi pare evidente: ad un certo punto tutto il parco nucleare verrà abbandonato a se stesso, per qualche anno piglierà la ruggine, schifezze coleranno nelle falde e nei fiumi, il tutto sarà protetto da forze militari, poi pian piano... Addio. I militari se ne andranno, o crolleranno davanti alla corruzione dilagante del post-crisi, e faranno entrare coloro che vorranno prendere un po' di ferraglia e materiali... E ti saluto civiltà.
Non nel 2250, ma tra "pochi" anni: accadrà durante le nostre vite.
Diranno: "signori, è stata la depressione economica iniziata nel 2008, non potevamo prevedere che avrebbe diciamo spento il nucleare in pochi anni e prosciugato i fondi per manutenzione e smantellamento".

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9.12.11

Fallimento sistemico: é solo l'inizio

La giornata dell'accordo che doveva dire l'ultima parola sull'Europa e sull'Euro? Andata benone. Con spread BTP-Bund a livelli di pre-Monti e tassi di nuovo ad un passo dalla soglia del 7%. L'Italia è fallita, servirà una nuova manovra con taglio stipendi e licenziamenti straordinari, per evitare l'assalto alle banche (chiuse) per i mancati pagamenti.
E' la fine della liquidità il problema maggiore oggi in Europa, in Italia ed in Francia (per non parlare della Grecia o il Portogallo dove milioni di persone hanno ancora qualche settimana di autonomia e poi sarà il baratto).
Ah, comunque guardando ai dati delle 10:28 i mercati l'hanno presa proprio bene...

ITALIA, mibtel a -3,6%
- Banca Popolare Emilia-Romagna -10,16%
- Finmeccanica -8,34%
- Fondiaria SAI -7,49%
- UBI Banca -5,60%


FRANCIA, CAC40 a -2,5%
- Alstom -7,65%
- Credit Agricole -4,34%
- EDF -2,98%
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8.12.11

Fallimenti all'orizzonte: Parigi, Roma, Bruxelles...

Cos'hanno in comune la città di Milano e quella di Parigi (e Vienna, Bruxelles, Roma, etc) oltre al traffico, il consumo smodato di cocaina, la speculazione immobiliare, la violenza che aumenta?
Beh, hanno in comune i grandi passi che stanno compiendo verso il fallimento*.

Quando arriva il 21esimo secolo e tu città sei al 99% di importazione di materie prime, cibo ed energia, beh prima o poi ti succede qualcosa di grosso anche se sei (eri) una città troppo grande ed importante per fallire.
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2.12.11

Denuncia penale per il Presidente Napolitano

Il cittadino italiano Orazio Fergnani*, assieme ad altri firmatari, circa dieci giorni fa ha sporto denuncia** contro il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano (ed altri) per attentato alla Costituzione Italiana (ed altre accuse). Gli sviluppi sono al momento ignoti e con alta probabilità non se ne farà nulla (nonostante qualche parlamentare avesse gridato al "colpo di stato" nei giorni della fine di Berlusconi, ma la cosa è rientrata presto con le promesse e/o minacce sui vitalizi agli attuali eletti...).
Il mio sostegno va alla Giustizia, la denuncia è coraggiosa e (più che) legittima; è alta la speranza di sviluppi interessanti, per come verrà trattata la denuncia stessa. E poi una domanda: ma esiste ancora lo Stato italiano?

**link a testo e immagine denuncia a Giorgio Napolitano: http://retedellereti.blogspot.com/2011/11/alto-tradimento-denuncia-alla-procura.html
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1.12.11

BOOM! Arriva la certificazione di fallimento per l'Italia

"Ministro Passera: la Pubblica Amministrazione potrebbe pagare in obbligazioni il debito di 90 miliardi di Euro con piccole e medie imprese"...

In una frase, il fallimento dello Stato Italiano (che scrivo maiuscolo per abitudine). La vita continua? Certo, ma non per tutti.

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Francia: fuga dalle polizze vita (ecatombe previdenza privata)

...Aggiungo al quadro "nero" dipinto appena sotto il fatto che per due mesi consecutivi e per la prima volta nella storia delle polizze-vita in Francia, l'erogazione di prestazioni ha superato i versamenti, l'ultimo dato parla di un deficit di ben 1,4 miliardi di Euro. Era l'ultimo investimento o risparmio che ancora non era in rosso per una famiglia francese.
Fine del fondo del barile, iniziare a scavare.
Quel che doveva essere un fondo complementare, per il futuro proprio e dei propri figli, ultimo baluardo innanzi ad uno Stato in fallimento, beh si sta usando come un qualsiasi conto corrente da spogliare in tempi di crisi. Anche perchè ormai al netto dell'inflazione non c'è più nulla che sia redditizio (il più redditizio è AXA col 3% lordo, e perde tra lo 0,3% e lo 0,5% annuo! Con le tasse già tutto si erode da inizio anno ed ora la gente non ci crede più e liquida le posizioni prima di perderci ancora di più).
Il sistema previdenziale pubblico non riesce a finanziare il prossimo decennio, in nessun paese europeo, se non con miracoli, i trucchi contabili o leggi che di fatto cancellano la stessa previdenza, quello privato ormai è una spesa, un investimento nullo, quando non è direttamente in fallimento... Come si chiama tutto questo?
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30.11.11

Francia: record disoccupazione

Spesso sento dirmi "beato te che vivi in Francia", in effetti questi qua hanno testate nucleari, controllano governi africani come fossero pupazzetti e inoltre ci sanno davvero fare con i soldi e la finanza, tant'è che campano di sotterfugi contabili alla faccia di Spagna, Grecia e soprattutto Italia. Forse lo sanno in pochi ma il budget dello Stato francese è in deficit da 37 anni consecutivi e ormai dal 2007 non c'è UN solo dipartimento dove gli impiegati del pubblico non superino quelli del privato... Chiamatelo pre-comunismo o "liberalsocialismo"! Quanto durerà ancora? Intanto un pensionamento su due nel settore pubblico non viene più rimpiazzato. Ed era uno su tre solo quattro anni fa. Dall'anno prossimo cosa faranno? Saranno 3 rimpiazzi su 4? Oppure 7 su 10?

In sostanza: la Francia è fallita, da lei partirà il dramma ultimo che affonderà l'Europa e l'Euro. Partirà da qui perchè il caos del debito, delle banche e dei mercati arriverà "dopo" e quando avremo a disposizione tutti quanti molto meno gas e petrolio, molto meno cibo di ora. Tempo? Tempo un triennio e deve succedere qualcosa di grosso... Tutto in Francia è controllato al grammo e proprio oggi si stanno votando ulteriori leggi per (espropriare) privatizzare le semenze dei contadini che saranno costretti a pagare ai grandi semenzieri una "contribuzione volontaria obbligatoria" (COV, si chiama proprio in questo modo) se vogliono continuare a mettere a repentaglio l'universo con semenze da contadino incapace: impedire l'autoselezione delle semenze è impedire che esistano fatti economici non monetizzati, è il totalitarismo della moneta e l'esproprio ultimo. E' l'ultima mossa per monetizzare l'ultimo baluardo di libertà (anche se ormai già il 90% degli agricoltori è costretto a comprare semenza dai grandi semenzieri).
Il primo ministro Fillon lo ha esplicitamente detto nel 2007* senza vergogna: "siamo falliti" e la Francia vive in un riverbero di una grandeur che non esiste più. Il solo modo di campare è incassare gli interessi sull'indebitamento ad esempio dello Stato Italiano... Che fa rientrare quasi un terzo del "buco" di deficit francese (buco che quest'anno è di 100 miliardi di Euro! Pensioni, spese sanitarie, salari pubblici! Li stanno pagando con liquidità da interessi e con crediti estorti al mercato con una notazione AAA che più fasulla non c'è... Come nel 1936 quando usavano interessi dei paesi dell'Est Europa, tipo la Romania, di cui detenevano il 41% del debito e di fatto tutta produzione petrolifera, che era la maggiore del continente europeo!). Un dato a riprova, quello della disoccupazione, che sta battendo record su record, insieme al numero di attivi che cade a picco (gli inattivi in Francia sono ormai il 67%** della popolazione ed aumentano costantemente dal 2007, poichè aumentano i disoccupati di lunga durata ed i pensionamenti dei baby boomers)... Non guardiamo solo alla disoccupazione, ma a quanti lavorano e quanti di questi producono ricchezza. Il 33% lavora, ma il 60% di questi posti di lavoro è pagato dal pubblico (nazionale, regionale, dipartimentale, intercomunale e comunale). In pratica resta un 10% di vera "produzione" (a maggioranza con materia prima importata, salvo agricoltura), che si regge su energia nucleare (carburante estorto manu militari soprattutto in Africa, essendo le miniere sul suolo francesi "esaurite" da tempo) e distribuzione razionalizzatissima di carburanti: sono ancora i meno cari d'Europa a parità di potere d'acquisto, va puntualizzato che la quasi totalità delle pompe ha chiuso negli ultimi vent'anni, lasciando solo gli automatici ed un tasso di rifornimento, a rischio guerra civile, di misere 2 stazioni di servizio ogni 100 kmq, con le code costanti (salvo in autostrada dove vi è sovrapprezzo del 15%), con ulteriori progetti per chiudere stazioni ed almeno una raffineria ogni due anni (ne sono rimaste attive 11, fate voi...)!
In che direzione andiamo in Europa?
Verso le sommosse, il caos, la fame, la Morte.

*link: Fillon: "io governo uno Stato fallito dal punto di vista finanziario" http://www.dailymotion.com/video/x31vch_fillon-faillite_news
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29.11.11

Crisi sistemica: bancarotta American Airlines!

American Airlines, quarta compagnia aerea al mondo e pilastro fondante del trasporto passeggeri, ha presentato ieri istanza di fallimento*. Continueranno a volare con lo stesso marchio, ma senza la bancarotta non possono più ristrutturare l'enorme debito e pagare ad esempio il carburante... Un piccolo particolare che farà crollare una ad una tutte le compagnie, ma la Storia sarà più disfattista del mio realistico pessimismo. Acquistare una casa accanto ad un aeroporto, magari a fine pista dove "te la regalano", è oggi il maggiore investimento possibile.

La bancarotta della gran parte del trasporto aereo è questione di pochi anni, poi lo stesso concetto di "volo" diventerà un brevissimo impercettibile paragrafo della storia dell'umanità.

*link: http://money.cnn.com/2011/11/29/news/companies/american_airlines_bankruptcy/index.htm?hpt=hp_t2
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25.11.11

Risiko, dicembre 2011: Marocco, Siria, Iran, Turchia...

Due mesi fa sostenevo* che avremmo sentito parlare sempre di più di Erdogan, a capo della 6a (sesta) potenza militare mondiale. Ed è accaduto. E accadrà ancora.
Da un eventuale appoggio turco ad una azione internazionale contro il regime di Assad in Siria dipende oggi la pace in Medio Oriente. Aumenta anche la probabilità di conflitto mondiale, essendo fortemente implicate Russia e Cina, oltre che gli onnipresenti U.S.A.. Ieri il governo russo ha dichiarato che "attaccare la Siria equivale ad attaccare la Russia".
Proprio in questi minuti Erdogan starebbe elaborando un secondo "invito ufficiale ad abdicare" per il re siriano: se non otterrà una risposta chiara, fa capire che non ci sarà un terzo invito**. L'unico freno di Erdogan ad una azione unilaterale, oltre ai pareri di ONU e NATO, è il "no" del mondo musulmano ad una guerra tra fratelli, un "no" molto importante considerando anche che un quarto dei turchi simpatizza apertamente per i fondamentalisti.
In pentola inoltre bollono, nell'ordine: la questione israelo-palestinese, quella libanese con Hezbollah pronto all'ennesimo colpo di stato, QUELLA IRANIANA che è la più grave e più snobbata dai media, le rivolte in Bahrain (legata alla eterna rivalità tra sauditi ed iraniani), la crisi dell'export petrolifero dell'Arabia Saudita (se ne parla poco, ma Aramco esporta sempre meno...), il caos in Egitto e la stessa pacificazione in Iraq...

Intanto dopo Tunisia, Egitto, Libia, Yemen, Bahrain, Siria, sta montando la rivolta anche in Marocco***: il caos potrebbe scaturire dal risultato delle elezioni in corso. Se gli islamisti "sfondano" e stra-vincono, non solo sarebbe una sorpresa in un paese che da sempre teme e rifugge il fondamentalismo, ma per il Re Mohammed potrebbero aprirsi mesi molto duri con il popolo a chiedergli ulteriori riforme. L'emigrazione è una valvola ormai chiusa (i paesi europei stanno chiudendo le frontiere sempre più, a partire dalla vicina Spagna che addirittura sta rimpatriando marocchini a ritmi sostenuti) ed in Marocco la disoccupazione giovanile è al suo apice di sempre (32%). Da considerare che l'economia sommersa rappresenta il 44% del PIL (record dell'intera regione, a pari merito con la Siria... Questo dato da solo ha fatto saltare per aria a Tunisia con il commerciante che si è dato fuoco per evitare un ennesimo controllo...) e, nonostante le misure straordinarie della banca centrale Al-Maghrib, l'inflazione impedisce da oltre un triennio ogni forma di risparmio alla quasi totalità dei lavoratori.
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24.11.11

Dopo Libia e Siria, addio anche al greggio iraniano?

Dopo la Libia e la Siria, un altro nostro fornitore di petrolio potrebbe lasciarci (momentaneamente?). Da anni è già ridimensionata la quota italica di importatore di prodotto dall'Iran: eravamo i primi importatori trent'anni fa, successivamente prima l'India, poi la Cina ed infine la Corea del Sud ci hanno stabilmente superato.
Ma l'Italia da quel "meno" che riesce ancora ad avere dipende purtroppo sempre di più. Potrebbe andare peggio? Certamente.
A causa della questione del nucleare militare (che in parte nasconde una battaglia internazionale per il petrolio iraniano), la Francia ha appena proposto "sanzioni senza precedenti" da infliggere all'Iran. La lettera del governo francese è stata spedita a Stati Uniti, Gran Bretagna, Germania, Canada, Unione Europea e Giappone (l'unico paese di questi che non accetterà mai!).
Insomma aumentano le probabilità di un embargo petrolifero nei confronti dell'Iran, che non potrebbe quindi più rifornire i suoi clienti. Ed aumentano le probabilità di una guerra mondiale con Cina e Russia da un lato e dall'altro U.S.A e Germania (più Francia, Canada e Inghilterra) in una innovativa accoppiata. Tempi molto duri in vista.

Concludo con alcuni recenti dati. Secondo la EIA*, stando agli ultimi dati ufficiali, l'Iran esporta una media di 2 400 000 barili di greggio al giorno (b/g), di cui:
1. Giappone, 520 000 b/g
2. Cina, 410 000 b/g
3. India, 375 000 b/g
4. Corea del Sud, 260 000 b/g
5. Italia, 197 000 b/g
6. Africa del Sud, 128 000 b/g
7. Francia, 130 000 b/g
8. Grecia, 113 000 b/g
9. Olanda, 93 000 b/g
10. Spagna, 79 000 b/g

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23.11.11

Mai come oggi è opportuno ricordarsi che...

"Ogni tempo ha il suo fascismo: se ne notano i segni premonitori dovunque la concentrazione di potere nega al cittadino la possibilità e la capacità di esprimere ed attuare la sua volontà.
A questo si arriva in molti modi, non necessariamente col terrore dell'intimidazione poliziesca, ma anche negando o distorcendo l'informazione, inquinando la giustizia, paralizzando la scuola, diffondendo in molti modi sottili la nostalgia per un mondo in cui regnava sovrano l'ordine, ed in cui la sicurezza dei pochi privilegiati riposava sul lavoro forzato e sul silenzio forzato dei molti."
Primo Levi
("L'asimmetria e la vita", Einaudi)
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18.11.11

Italia, imminente il razionamento carburanti?

ATTENZIONE! Allo stato attuale se non sono prese misure straordinarie per sbloccare Marghera, il Nord Italia va verso un razionamento entro un mese.
Già da luglio il governo italiano ha deciso per la chiusura (mediante blocco del rinnovo licenze) di un quarto delle attuali stazioni di servizio, già calate di un terzo in trent'anni e col rischio di creare dei "deserti" di approvvigionamento in periferia, come in Francia dove ci sono in media due stazioni ogni cento kilometri quadrati ed i valori immobiliari dipendono strettamente da questi servizi...

La raffineria IES di Mantova si spegnerà tra pochi giorni invece per assenza di greggio, a causa del sacrosanto ma preoccupante sciopero di Marghera (che alimenta la raffineria mantovana). Previste agitazioni a causa di cassa integrazione sui prossimi sei mesi per altri impianti del Nord. La situazione è gravissima poichè solo dalla raffineria di Mantova dipende interamente una regione italiana, il Trentino Alto-Adige, oltre che le province di Verona, Brescia, Mantova, Reggio Emilia e Modena... Vedremo i carburanti razionati o i prezzi ritoccati ancora all'insù per sopperire ai maggiori costi di trasporto dei raffinati da altre raffinerie italiane? Dal 1990 ad oggi la domanda di raffinati in Italia è calata di circa il 30% e molte piccole raffinerie devono chiudere nel 2012; ad esempio, la stessa IES di Mantova che esiste dal 1948 ed ha sopportato le crisi petrolifere degli anni '70, è in rosso da tre anni e nonostante sia stata svenduta ad una società estera, e ristrutturata industrialmente ed economicamente, non fa più utili da mesi e mesi e va verso la chiusura definitiva...

E' la notizia "peggiore" dal mondo dell'industria italiana negli ultimi 4 anni. Da quelle tonnellate di carburante, che devono arrivare a qualsiasi prezzo ma ogni santo giorno alle pompe di benzina, dipende quel poco di economia ancora esistente in Italia e dipende il flusso di denaro liquido ormai al lumicino...
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17.11.11

Consumi carburanti in Italia

Secondo gli ultimi dati* di Unione Petrolifera del 14 novembre, quest'anno si sta chiudendo con -0,5% di consumi di carburanti (totale gasolio e benzina), di cui gran parte è dovuto al collasso del consumo di benzina (-5,5% su base annua).
Sulle benzine sicuramente vedremo un 2012 anche peggiore, vista la caduta verticale delle immatricolazioni (deduco dai dati mal riportati da Unione Petrolifera un calo su base annua di circa il 20% per auto a benzina).
Gli unici aumenti, oltre che un impercettibile aumento del consumo di gasolio rispetto al 2010, riguardano le scorte di lubrificanti a +24% per mancate vendite (i veicoli girano di meno, la manutenzione è troppo costosa?), aumenta anche il consumo di prodotto petrolifero in raffineria, forse per operare la raffinazione di prodotti più difficili? Forse per usura degli impianti?

Comunque questi dati denotano una tenuta incredibile, anche alla luce del caos post-libico e dei prezzi record alla pompa, oltre che della crisi economica in atto...

16.11.11

(Seconda) Repubblica finita, inizia l'Oligarchia

"L'oligarchia è il sistema di governo, imposto da un gruppo ristretto di persone,
nel quale vi è più un interesse proprio dei componenti."

La piega che stanno prendendo gli eventi politici italiani, europei e mondiali è torbida, definitivamente si esce dai percorsi della democrazia rappresentativa. E' una necessaria fase temporanea? Non credo. Resteremo invischiati forse decine di mesi in questa sfrontata dittatura delle banche d'affari e dei nostri creditori... Si dovrebbe oggi scendere nelle piazze, bloccare tutto e ripristinare anche manu militari un qualsivoglia ordine repubblicano (forze di polizia fedeli alla Repubblica ed al popolo, ne esistono o sono mai esistite?). Nessuno lo farà: sarà accettata questa fase illegale di governo. Al momento è la stessa Presidenza della Repubblica che si è fatta garante e fautrice del congelamento della nostra Costituzione, è inaudito nella storia della Repubblica Italiana!
Siamo sotto occupazione, per dirla nel modo più leggero, chissà quando sarà chiaro...

Stando al comunicato ufficiale di qualche minuto fa, in Italia abbiamo come Ministro della Difesa, l'ammiraglio De Paoli ovvero la NATO; come Presidente del Consiglio e Ministro dell'Economia, abbiamo il professor Monti ovvero Goldman Sachs (nota bene: Monti non ha avuto nemmeno l'accortezza, o l'educazione o il rispetto, di dimettersi dalla carica in Goldman Sachs, è sfrontato a livelli inauditi, solo per questo andrebbe destituito ora, a rigor di Costituzione ci sarebbero gli estremi per un intervento militare...); come Ministro dello Sviluppo Economico, c'è Corrado Passera ovvero l'ABI (Associazione dei Banchieri Italiani), ovvero Banca Intesa.
Lo sviluppo economico di crisi sarà deciso dagli usurai, delle nostre forze armate deciderà direttamente la NATO, di fiscalità ed economia decideranno, tramite il pupazzo Monti, coloro che hanno fatto indebitare e faranno colare a picco decine di paesi al mondo.
In un certo senso, oggi possiamo dire proprio che per l'Italia "è finita".
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12.11.11

GOLPE IN ITALIA

GOLPE IN ITALIA
12 novembre 2011: fine (se era mai iniziata) della (seconda) Repubblica Italiana.
Sono i giorni peggiori dell'Europa dal 1939.

repubblica

Forma di governo caratterizzata dalla elettività e dalla temporaneità delle cariche, oltre che da una limitazione del loro potere: in epoca contemporanea, forma statuale in cui tutto il popolo elegge i propri rappresentanti;

10.11.11

"Default": moriremo tutti?

Tanto per rimettere in ordine le idee, in caso di un "default" italico, bisogna certo mettersi in testa che sarà dura, ma non è la prima volta che accade al mondo ed in Europa.
Gli ultimi paesi "medio-piccoli" europei che l'hanno rischiato, per ora sono stati "salvati", ma l'Italia, alle attuali conoscenze di economia e finanza e con il tipo di leggi o regolamenti nazionali ed internazionali, non potrà essere salvata, nemmeno ricorrendo al famoso fondo (banca?) FESF da 1000 miliardi di Euro a cui si pensa da luglio in sede europea e del quale non si capisce il destino e lo stato di avanzamento.

Tuttavia va considerato che, escludendo quel che è successo per ragioni direttamente legate ad un conflitto bellico in corso, l'Italia unitaria non ha mai fatto default e nonostante il caos senza precedenti in corso, non lo sta facendo ora. Il risultato di un vero default sarebbe il caos interbancario europeo e poi finanziario mondiale, con "credit crunch" globale e recessione conclamata, ma a livello nazionale oltre che un aumento della disoccupazione "instantaneo" notevole, una sparizione di molta parte del denaro sotto ogni sua forma e forse una serie di sommosse dovute alle manovre di un Monti e/o di un Amato, potrebbe tra l'altro essere proprio il ritorno ad una Italia di fatto non unitaria, con un passaggio ad un federalismo "forzato" che seguirà l'implosione della macchina amministrativa centrale, con le regioni diventate un più efficace centro di imposizione fiscale e di legislazione... Ma qua siamo nella fantapolitica e mi fermo.

In Europa un grande default non si verifica da trent'anni (Polonia, concausato dalle pratiche bizzarre dell'economia statalizzata), ecco invece le date dei default di tutti i "grandi paesi" che hanno dovuto alzare bandiera bianca:

Venezuela, 2004
Argentina, 2002
Russia, 1998
Brasile, 1990
Polonia, 1981
India, 1972
Stati Uniti, 1971
Germania, 1948
Cina, 1939
Spagna, 1936
Grecia, 1932
Inghilterra, 1932
Portogallo, 1890
Francia, 1796
Inghilterra, 1596

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9.11.11

Il "Credit Default Swap Italy" farà esplodere il caos

Grazie a Paul Kedrosky*, economista per Seeking Alpha, veniamo a sapere che il mercato dei CDS (Credit Default Swap), con cui gli investitori assicurano il proprio rischio su un investimento, "dipende" da Italia e Spagna. Come si vede da questa immagine (novembre 2008):
Oggi 9 novembre 2011 un CDS per assicurare il debito italiano sta battendo ogni record veleggiando a quota 550 e ci sussurra che ci avviamo ad una fine peggiore della Grecia.
La massa di denaro liquido da trovare in fretta per pagare stipendi pubblici, pensioni, sovvenzioni, rimborsi e convenzioni ai privati è immensa e questa bomba potrebbe esplodere sotto la forma di una stretta del credito senza precedenti. L'Italia è già virtualmente fallita, nessuno stato che abbia superato 550 di valore di CDS ce l'ha poi fatta a salvarsi. Solo in dieci giorni abbiamo davanti a noi ulteriori 9 miliardi di Euro solo di interessi maggiorati per non parlare dell'altro debito cumulato (per via di mancata crescita e mancati tagli alla spesa, etc). Unica salvezza, le nostre 2451 tonnellate d'oro che valgono ad oggi circa 96 miliardi di Euro. Sarebbe un buon tampone vendere ad esempio quella parte non precisata del "nostro" oro che si trova (se mai ci sia ancora...) negli Stati Uniti, custodita per decenni dalla Federal Reserve. Ma questa è un'altra storia**.

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28.10.11

Dalle grotte alla Luna, poi di nuovo nelle grotte

Mi sono svegliato con alcuni pensieri ed il ricordo di una citazione.
Nella foto a lato vedete il trio di galassie NGC 5679, in cui certamente esistono fenomeni di vita, anche intelligente: tempo fa parlavo appunto con un amico astronomo amatore, che scopre un paio di sistemi solari potenziali ogni anno, e si diceva che stando alle ultime teorie ed esperienze, la Teoria della rarità della Terra (in cui si sostiene che l'apparizione della vita pluricellulare sul Pianeta abbia richiesto una tale improbabile combinazione di eventi e circostanze astrofisiche e geologiche da renderla in effetti l'unica possibile realtà abitata da vita intelligente) è pura spazzatura.
Si diceva che è ormai certo che altra vita sia presente qui e là e che valeva e vale davvero poco ritenersi i soli nell'Universo per poi passare il tempo a bruciare tonnellate di materia per andare che so io a fare un weekend in montagna e poi magari nemmeno divertirsi... E' questo il progetto di vita intelligente che ci portavamo dietro da millenni?
Insomma... Il lungo cammino tecnologico che ci ha portato all'apice (di conoscenza, ma anche e soprattutto di consumo di risorse, risorsa-Uomo compresa) non è garanzia di nulla e lo scopriamo giorno dopo giorno, crisi dopo crisi, collasso dopo collasso. Si impone di farci l'abitudine ma allo stesso tempo di capire le ragioni di una sconfitta certa e di cercare i pochi rimedi rimasti.
Non è perchè le notti sfavillano di luce elettrica o perchè sulla nostra tavola c'è, ancora e per ora, di tutto e per tre pasti al giorno, che siamo eterni o il nostro modello di "vita" anche neo-rurale lo è.
Nessun paese europeo, a termine, ce la farà ad uscire dalla crisi.
Nessun debito pubblico sarà ripagato, le industrie chiuse non riapriranno, il delocalizzato non sarà rilocalizzato, i campi coltivati abbandonati lo resteranno, il petrolio ed il gas consumati non si ricreeranno, i metalli non si riciclano all'infinito, i suoli non sono eternamente fertili, una foresta vergine tagliata tre o quattro volte non ricresce più ed il clima non oscilla sempre tenendosi "buono" ai fini dell'abitazione e della dominazione umana del pianeta Terra "perchè è Dio che lo vuole"... Et cetera.
Nessuna società industriale sul Pianeta sfuggirà alla rovina sistemica.

“Si è detto spesso che, se la specie umana non riuscirà a farcela qui sulla Terra, qualche altra specie porterà avanti la corsa. Questa frase non è corretta se si parla di sviluppo dell’intelligenza. Dobbiamo parlare di requisiti fisici: a breve avremo, come specie, esaurito i prerequisiti fisici per quanto riguarda questo pianeta. Una volta esauriti il carbone, il petrolio, i giacimenti ad alta concentrazione di metalli, nessuna specie per quanto competente potrà compiere la lunga scalata dalle condizioni primitive a una tecnologia di alto livello. Quest’arma ha un solo colpo in canna. Se falliamo, questo sistema planetario fallisce, per quanto riguarda l’intelligenza. Lo stesso avverrà per altri sistemi planetari. Su ciascuno di essi ci sarà una e una sola possibilità“.
Fred Hoyle, matematico, fisico ed astronomo inglese, 1964*

*link: http://it.wikipedia.org/wiki/Fred_Hoyle
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25.10.11

Bombe "umanitarie" francesi sulla Somalia

La Francia, appoggiata dagli U.S.A., sta bombardando delle cittadine dalle parti del Corno d'Africa*...
Ragioni umanitarie per la maggiore carestia del 21esimo secolo?
Difendere i commerci internazionali dai pirati?
Annientare prima che sia tardi le cellule ultra-islamiste nella regione?

O forse per via delle maggiori risorse petrolifere (per ora non proprio "produttive") dell'Africa centrale?**

**link: http://www.AfricaOilCorp.com/s/Somalia.asp?ReportID=352284 (informazioni riguardo ai bacini "Al-Medo" e "Nogal", campi petroliferi notevoli, in gran parte non produttivi)
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20.10.11

Misurare la paura dei mercati (2a parte)

Continuo la piccola analisi "fatta in casa" sull'indice della volatilità dell'S&P500, "VIX". Che come ho spiegato in precedenza è anche detto "l'indice della paura". Prima delle spiegazioni, lasciamo parlare l'interessante grafico degli ultimi 9 mesi di volatilità (cliccare per ingrandire).
Ho aggiunto dei quadrati rossi in corrispondenza dell'evento scatenante il panico, tanto più grandi quanto la variazione pessimistica è ampia (con bombette a significare la gravità del momento...), poi delle rosse "bande di Bollinger" che indicano la volatilità della volatilità, ovvero l'escursione tra cambiamento ottimismo/pessimismo, utilissimo per quantificare lo stress totale. Che è decisamente in aumento da febbraio 2011. Poi, più in basso coi quadrati verdi, il tasso di incremento dell'indice VIX, con la situazione che da agosto pare stia sfuggendo dal controllo, come se non peggio del 2007/2008. Con "crisi debiti sovrani" identifico il problema del debito americano ed inglese fuori controllo e fuori "plafond", seguito da quello dei debiti dei paesi dell'Euro, con problema della Grecia a celare il guaio della gran parte degli stati UE-15.
Dall'andamento di questi parametri non c'è da aspettarsi nulla di buono per almeno un trimestre: si intensificano le tensioni, le paure, i dubbi di una nuova grande crisi sistemica e di una depressione economica diventano certezze.
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Misurare la paura dei mercati (1a parte)

Mi son preso qualche minuto per elaborare un piccolo riassunto grafico del guaio in cui siamo entrati dal 2007 (e forse da prima), una depressione economica mondiale la cui portata forse potrà essere studiata nella sua interezza tra una quindicina di anni e quando le università rimaste aperte saranno molte meno di oggi... Basta dare uno sguardo ai "picchi" dell'indice della paura, la VIX chart, in blu. Che ho comparato con l'indice Dow Jones, in verde (cliccare l'immagine per ingrandire). Attenzione: indicato a lato c'è il ratio di incremento e non il valore del VIX, che è invece compreso fra 0 e 100 (mentre vi parlo è a 35 punti, "paura media", ma nel recente passato ha dato prova di poter raddoppiare in sole due settimane).
Il "VIX" è un importante indicatore del mercato finanziaro: è la media delle volatilità ("implied volatility") riferite agli stocks dello Standard & Poor's 500, in parole più semplici l'indice, in gergo chiamato "fear index", misura le aspettative a breve termine del mercato americano: più il valore è alto, più c'è pessimismo, viceversa a valori bassi è l'ottimismo a prevalere. Un VIX in rialzo è quasi sempre seguito da una fase ribassista (o "orso"), in cui gli investitori si liberano dei titoli per "paura" generalizzata. A rialzi repentini del pessimismo corrispondono SEMPRE periodi molto più lunghi per un ritorno alla normalità. Se basta un mese per portare la finanza al collasso sistemico, teoricamente, da questo grafico emerge come il morale degli operatori (e dell'economia) è destinato a restare basso per mesi, addirittura i valori di "calma" del 2007 non sono ancora stati raggiunti e per rimettersi dal panico dell'autunno del 2008, ci son voluti 18 mesi, per tornare a valori di ottimismo comparabili (valore inferiore a 20 punti).
Oltre il valore psicologico di 50, sempre il pessimismo si è insediato stabilmente sui mercati mondiali ed aumenta esponenzialmente anche l'irrazionalità degli operatori: infine raggiunge vette parossistiche attorno ed oltre il valore 75 (il record, difficilmente raggiungibile a meno di una vera guerra mondiale, è di 90, raggiunto poche sedute dopo il fallimento di Lehman Brothers...). Le "bolle" speculative sono sempre esplose con un VIX compreso tra 25 e 35, proprio attorno ai valori di queste settimane. Scopriremo presto quanto è grande "la bolla dell'Euro". Dopo lo scoppio, si possono toccare livelli di "paura sistemica" da record con ondate ribassiste, etc. etc.

Come si nota dal grafico, i maggiori momenti di volatilità per quantità e durata sono sostanzialmente legati a sconquassi alla base del sistema finanziario mondiale: guerre per la "protezione" delle maggiori riserve di greggio mondiali (Kuwait, Iraq), il terrore di settembre ed ottobre 2008 sulla paura di un collasso sistemico del debito e delle grandi banche. Ed il coinvolgimento della base di valore degli stocks è evidente. Durante la grande paura i mercati implodono. Da agosto 2011 risale prepotente la paura: l'Euro sta collassando e con lui l'Unione Europea che è la prima economia mondiale (di poco davanti agli U.S.A., seguono lontane Cina e Giappone), con gli scenari già paventati da molti: Grecia fallita, sommosse generalizzate, effetto domino bancario europeo, ritorno a vecchie monete per i paesi P.I.I.G.S.... Il VIX (ovvero gli operatori) a tutto questo "armageddon" ha già pensato, perchè si sta stabilizzando tra i 40 ed i 50 punti. E la "doppia recessione" si trasformerà probabilmente in grande depressione.
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18.10.11

Maroni vorrebbe lo stato di polizia

Leggete le seguenti parole del ministro dell'interno (minuscolo) Roberto Maroni, pronunciate ieri 19 ottobre 2011:

"I vertici delle Forze dell'ordine e dei Servizi mi hanno confermato che le informazioni le avevano tutte (riguardo agli scontri di Roma, ndr), ma le norme delle attuali leggi non consentono azioni preventive nei confronti di chi è sospettato di voler partecipare a incidenti di piazza"

Chi glielo spiega che non è possibile arrestare una persona per un reato che non ha ancora commesso? Arresti organizzati di tipo "politico" come quelli che auspica il sig. Maroni, in Italia, risalgono ad esempio agli anni '80. Molti hanno dimenticato gli italiani torturati nel 1982*, che per tutti è l'anno dei mondiali di calcio vinti in Spagna, invece fu l'anno del colpo di grazia ai movimenti politici. I mandanti pratici furono il ministro dell'interno Rognoni, il ministro della giustizia Darida, il presidente del consiglio era invece Spadolini; il sospetto sulla messa in atto vera e propria è sempre planato sull'Organizzazione Gladio**.

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Roma, 15 ottobre: "black block" o poliziotti? (3a parte)

Dopo essermi a lungo documentato, concludo che a mio avviso sabato scorso a Roma vi è stata unità di intenti (molto probabilmente non concertata) tra cosiddetti "black block", maggioritari, e un gruppo minoritario di agenti di polizia infiltrati. I primi hanno danneggiato soprattutto mezzi della polizia ed affini, i secondi hanno dato fuoco ad un paio di auto private e distrutto altrettante vetrine di banche scortati da altri colleghi in abiti borghesi e casco.
In ogni caso, questa violenza profitta essenzialmente al governo in carica, che è ai suoi minimi livelli di gradimento.
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17.10.11

Roma, 15 ottobre: "black block" o poliziotti? (2a parte)

L'Italia è IL paese delle stragi di stato, del terrorismo di stato, della mafia di stato, e mi fermo qui.

Leggo in giro che chi pensa a poliziotti infiltrati a sabotare manifestazioni, beh sarebbe "un complottista". Rispondo a questa massa di illusi, invece, che chi sostiene questo non solo non conosce la storia dell'Italia, ma nemmeno immagina di cosa è stata e sarà capace una repubblica democratica (semmai lo sia stata) deviata a servizio dell'ultimo stadio del consumismo capitalistico ("taci, indébitati, consuma come hanno fatto i tuoi genitori o ti prendi tante mazzate") e quanto violento potrà essere il futuro prossimo... Futuro in cui sostanzialmente da consumare non c'è più che la carne umana, le ossa, una trentina di denti per persona.
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16.10.11

Roma, 15 ottobre: "black block" o poliziotti? (1a parte)

Non ne parla ancora nessuno, ma quei 200 circa che hanno distrutto la manifestazione di indignati a Roma, ieri 15 ottobre 2011, erano tutti agenti di polizia infiltrati e stop (foto a lato: un palese sabotaggio di manifestazione; dicembre 2010, Roma). Se ne riparlerà più avanti, quando ben altre manifestazioni in Italia saranno di nuovo guastate in stile Genova 2001. La Seconda Repubblica è questo: delegittimazione sistematica dei movimenti di piazza, tramite sabotaggio della forza pubblica. Mettiamocelo in testa. E' già successo decine di volte, succederà ancora sistematicamente.

Per ulteriori informazioni chiedere al ministro Maroni, al prefetto di Roma signor Pecoraro ed al questore signor Tagliente (quest'ultimo era il "super-poliziotto nazionale" del Ministero dell'Interno, capo e responsabile dell'ordine pubblico in tutto il paese, durante gli scontri di Genova...).
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13.10.11

Ed è "Bear market" ! (con recessione in omaggio)

La differenza fra un mercato finanziario "toro" ed un "orso" sta nel fatto che la prima è aggressiva, speculativa, di facili entusiasmi, con molte vendite allo scoperto e bassa volatilità, la seconda è cauta, con tendenza alla facile angoscia, con poche o nulle vendite allo scoperto (senza possedere realmente i titoli smerciati), di valori in calo e volumi di vendita piuttosto alti con una volatilità accentuata...
Il mercato è ora entrato in chiara fase di "orso", dopo gli shock di agosto, i colpi dati soprattutto all'Europa da Dexia e le poche ripresine dovuta alle iniezioni di fiducia (tante) e liquidità (poche) di BCE, FED e qualche governo... Nonostante si sia perso solo un 7,50% negli ultimi 6 mesi, come da grafico a lato, quando oltre il 20% del mercato azionario di Wall Street è in fase "orso" (bear market), la tendenza è sempre confermata nelle settimane successive e si prepara forse un nuovo collasso finanziario con scoppio di bolle (oro, immobiliare USA, settore bancario UE, Asia, etc.)
Dati a corroborare la mia tesi di una fase ribassista finanziaria, che concauserà con altissima probabilità il rientro in recessione delle maggiori economie occidentali:
1. il 67% dei titoli del S&P500 ha perso più del 20% dai massimi da maggio 2011;
2. il 16% dei titoli ha perso più del 50% dai massimi;
3. il target mensile su ottobre, aggiornato a seduta dell'11.10, da un calo del 11% su semestre con probabilità di un crash mondiale di due sedute, previsto nella quarta settimana di ottobre;
4. solo il 5% dei titoli ha avuto un guadagno, addirittura da aprile 2011, e praticamente solo nel settore alimentare (confermando che l'interesse verso questi titoli è tutto speculativo dovuto a rincaro materie prime e collasso raccolti), l'oro, l'estrazione minerara, poco altro...
Cosa si prepara? Un rimbalzo recessivo. Almeno per gli U.S.A.. Ed il mondo seguirà l'andazzo.
Due recessioni, attaccate una dietro l'altra, fanno una depressione? Lo sappiamo già oggi, ma la conferma l'avremo fra un biennio quando le recessioni mondiali saranno state un totale di tre.
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12.10.11

Dazi U.S.A. contro merci cinesi

Il Senato americano ha approvato il "Currency Exchange Rate Oversight Reform Act" col quale sono autorizzati i dazi su merci importate negli U.S.A. da paesi che sottovalutano con la frode la loro moneta... Ovvero: dazi negli U.S.A. sui prodotti "Made in China".
Secondo le stime degli studi effettuati in preparazione di questa legge, lo Yuan è manipolato dallo stesso governo cinese, con un margine di oltre il 40%, col risultato di una concorrenza sleale sui mercati mondiali. Misura demagogica che non riporterà comunque il lavoro e l'industria negli U.S.A.? Guerra commerciale alla Cina? In ogni caso è una legge che contraddice anni di politiche americane in sede di World Trade Organization... Che ha già fatto andare la Cina su tutte le furie.

Gli U.S.A. spendono oggi il denaro di domani.
La Cina spenderà domani il denaro di oggi.

La crisi mondiale della finanza è tutta in questi due assunti... Man mano che la produzione è assorbita dalla Cina (che ha materie prime, risorse energetiche e manodopera a basso costo), il debito cinese e mondiale, in dollari, diventa sempre più aria fritta. Nel frattempo la Cina diventerà la prima economia mondiale e non serviranno ne' dazi proclamati ne' reali; forse solo una guerra riequilibrerebbe le cose (in senso tragico), ma il guaio è che guerra o non guerra i maggiori giacimenti di terre rare, mercurio, piombo, carbone in Cina sono ed in Cina restano. O producono loro o bisogna procedere all'invasione del paese: nessun esercito al mondo, nemmeno un'alleanza russo-americana è in grado di invadere e governare ne ora ne' mai la Cina.
Solo un mondo fuori dal produttivismo è un mondo sulla via della salvezza, ergo le speranze sono poche.

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10.10.11

Collasso americano: record durata disoccupazione

L'andamento dell'indice USDUMEAN nell'ultimo quinquennio, nel grafico a lato, misura in numero di settimane la durata media del periodo di ricerca di un nuovo lavoro per chi sia registrato come disoccupato negli States, ovvero il numero di settimane di disoccupazione totale. Siamo al record da quando esistono le statistiche di disoccupazione, con 40,5 settimane.
Sempre di più, nonostante iniezioni di liquidità, sovvenzione di posti di lavoro, detassazione della manodopera, aumentano coloro che dopo aver perso il lavoro non ne ritrovano più un altro. Ed il deficit del budget americano, oltre che il debito pubblico, si gonfiano anche per pagare sussidi e aiuti di vario genere, senza che l'economia riesca minimanente nella copertura, ne' a breve ne' a medio termine...
Per tantissimi è una crisi senza ritorno: se non si trova e presto una nuova Arabia Saudita con centinaia di miliardi di barili di riserve di buon greggio (o se non si scopre davvero la fusione fredda e si sostituisce ora il parco auto con vecioli elettrici), se quindi il modello americano rimane dipendentissimo com'è dal trasporto su gomma, i poveri negli Stati Uniti non rimarranno "solo" i 46 000 000 attuali, ma raddoppiaranno in pochi anni, portando 1 americano su 3 a dipendere dai ticket per mangiare (i famosi food stamps), sempre che il programma federale di aiuti alimentari ai poveri esisterà ancora.
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