13.1.14

Guaio globale, effetti locali

"Su un periodo abbastanza lungo,
se esiste anche una sola probabilità che qualcosa accada, accadrà."
Augustus De Morgan, matematico

Torno a scrivere col nuovo anno, stavolta mi occupo di un caso pratico di cambiamento climatico e distruzione conseguente degli ambienti antropizzati.
Seguo da tempo il progetto in atto sull'isola francese di Quéménès*. Altitudine di 13 m sul livello del mare, 0,30 km² di superficie per 3,42 km di costa, larga poche centinaia di metri e colonizzata poi abbandonata à più riprese durante l'età del ferro, per poi essere abitata stabilmente da un massimo di 50 anime (e decine di conigli selvatici**), Quéménès si trova poco lontano dalla costa bretone occidentale e dopo mezzo secolo di abbandono, è stata ricolonizzata un'ultima volta con negli anni 2000. Dotandola di impianto eolico, solare fotovoltaico e solare termico, una famiglia di coltivatori di patate naturalmente "salate" vi si è dunque trasferita, aprendo anche le porte ad un turismo lento durante i mesi primaverili ed estivi.
Fin qui le buone notizie. Da qui partiamo con quello che non va...
Negli ultimi cento anni il livello medio degli oceani è aumentato di 9 pollici. 23 cm. Poco? Tanto? Dall'ultima glaciazione, ovvero negli ultimi 14000 anni, è aumentato di 115 metri. Il tutto corrisponde ad un aumento impressionante dell'energia termica accumulata dagli oceani stessi e dal potenziale atmosferico. Guardate questa foto, al centro dell'isola un corridoio d'acqua di mare dove c'era una "piana" e sul lato destro una barriera di 4-5 metri di ciottoli che erano sparsi in questa piana ed in primo piano un metro di alghe spiaggiate (ci vorrà quasi un mese di trattore per spostarle e compostarle tutte). 

A Quéménès, recita il blog*** di questa famigliola (da qui traggo le foto), da Natale ad oggi ci sono state 5 burrasche e una tempesta (normalmente accade in un'interno inverno) che hanno portato un metro di alghe a spiaggarsi ed hanno allagato un terzo dei campi di patate (inservibili per almeno 2-3 anni salvo nuove tempeste), spostando di una cinquantina di metri la "barriera naturale" di ciottoli che proteggeva la loro caletta e sommergendo la "pianura" tra l'abitato e il piccolo molo. In pochi giorni le condizioni di vita sono cambiate di molto, la superficie dell'isola è diminuita la superficie coltivabile sarà ridotta per decenni, dopo che in pochi anni si era riusciti a recuperare qualche centinaio di metri quadrati. In queste altre due foto la situazione del più grande campo di patate: l'acqua di mare è stata proiettata dal vento (in concomitanza c'era alta marea e onde di 7-11 metri nella zona...), per un'intera notte, aldilà delle barriere e tutti i lombrichi e la gran parte della vita animale del sottosuolo è morta, riducendo del 90% la fertilità del suolo. Anche le tane dei conigli han giocato un ruolo non indifferente, per altro chissà quanti ne sono morti...
In una notte è stato comunque resettato e sterilizzato il lavoro di anni.


Il mare si è alzato nell'ultimo secolo di pochi centimetri, non di metri, ma in concomitanza di burrasche sempre più intense, i danni si fanno sempre più pressanti. Quando se ne andranno gli abitanti di Quéménès? Quando smetterà di essere abitabile questa isola?
Questi sono i danni di 10, 20 centimetri di aumento di livello del mare su alcuni decenni, ce ne sono ancora parecchi di metri di ghiaccio e nevi perenni che devono sciogliersi nel prossimo secolo e se potranno sciogliersi il prima possibile lo faranno perchè alla Natura non piacciono le mezze misure, le piace reagire, le piace impazzire, le piace creare il nuovo dalla distruzione dell'antico esattamente come è piaciuto giocare agli onnipotenti anche a noi poveri umani.
Io immetterei altra CO2 e altro CH4 in atmosfera, tanto per vedere se riusciamo a far bollire i mari entro il secolo. L'acqua salata "fuma" già attorno ai 40°C, le temperature medie estive di superficie dell'Oceano Indiano saranno di 40°C già dal quinquennio 2015-2020: immaginate che genere di fenomeni atmosferici si generano in tali condizioni... e cosa accadrà alle coste tutto attorno.

*http://fr.wikipedia.org/wiki/Quéménès
**http://it.wikipedia.org/wiki/Oryctolagus_cuniculus
***http://iledequemenes.hautetfort.com/
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32 commenti:

  1. Mi fa piacere vedere un nuovo articolo dopo molti mesi di inattività

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  2. ben tornato Medo.
    Buon 2014 anche se ad essere ottimisti non ci riusciamo proprio.....

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    1. E nonostante il "caldo", c'ho pure la sinusite... tanto per restare sul guaio personale, invece che globale.

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    2. mangia del ginger e fattela passare

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    3. Dopo inalazioni di eucalipto, niaouli, beveroni di limone e miele e infusi di aglio, ho dovuto ricorrere al cortisone. Ancora una volta un segno che, finita l'industria farmaceutica, moriremo tutti prima e peggio di quanto preventivato anche per banali sinusiti.

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  3. ...I litorali bassi italioti ipercementificati come quello adriatico centro-settentrionale, saranno persi al turismo prima per crisi economica od innalzamento del mare di altri 30-40 cm ?..Leggevo che 10 anni fa l'aumento medio del livello del mare era stimato intorno agli 0.8 cm per anno, ma nel 2012 eravamo già ad 1,2 cm certificati...Con il prossimo scioglimento della calotta artica ed il liberarsi dei feedback positivi planetari arriveremo a 3/4 cm per anno entro quindi 10 anni ?...Tuttavia riportare sabbia su arenili alti 40 cm al massimo, con la nazionale a 50 metri ed una ininterrotta striscia di edifici più o meno orribili degli anni 50/60/70, non è meno inutile ed anzi dannoso dei 3/4 delle risorse impiegate per i servizi alla persona da Pantalone/Cthulu

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    1. Su quella roba urenda, orribile che è la versione litoranea nord-adriatica della costipazione padana e su erosiione / innalzamento del livello marino, segnalo un papero su far di conto.

      A pensare come siano state devastate le coste di parte notevole del mediterraneo, sarebbe quasi salvifica una distruzione del tumore cementizio di origine antropica. Il turismificio urbano romagnolo litoraneo semplicemente non esisteva fino agli anni 40 del secolo scorso, pensate che razza di tumore, di non-sense estetico, ecologico, gli homo sono riusciti a costruire in pochi decenni.
      Se non fosse che a livello del mare ci sono perle di inestimabile valore come antiche città, in primis Venezia...

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  4. vado un pelo fuori tema: il baltic dry index da solo certo non fa tendenza, ma cazzarola che calo dall'inizio dell'anno, l'ultimo giornaliero è quasi -12%!

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    1. Indica che nel 2014 non ci sarà nessuna ripresa l'Europa, tanto meno per l'Italia. Anzi.
      Comunque il Baltic Dry Index... più giù di zero non puo andare, giubiliamo di questa notizia! Anzi, no.......... Nei fatti è accaduto che gli armatori hanno pagato della gente per spostare la loro nave... quindi il Baltic in quel caso e non solo si è rivelato "negativo", successe nel 2012, ne parlava in italiano la grandissima Anna Ryden : http://www.osservamondo.com/2012/02/ripensando-bdy.html

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    2. forse per il primaro e il secondario italiano ed europeo non è una cattiva notizia visto che ormai importiamo quasi tutti i prodotti. Se ricominciamo un poco a farceli da noi, ci sarà un pò più lavoro.

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  5. Sul NYT di oggi:

    Scientists have spent decades examining all the factors that can influence the rise of the seas, and their research is finally leading to answers. And the more the scientists learn, the more they perceive an enormous risk for the United States.

    http://www.nytimes.com/2014/01/14/science/earth/grappling-with-sea-level-rise-sooner-not-later.html?hpw&rref=science&_r=1

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  6. Vorrei sapere cosa ne pensate di questo:
    "Fusione fredda, pronta per il mercato. In Italia la tecnologia Defkalion"
    http://www.affaritaliani.it/green/fisico-energia-Defkalion-Europe1012013.html

    Può essere che ci siano arrivati veramente?
    Il rendimento (EROI) com'è?

    Possiamo veramente toglierci il problema energetico per sempre, o c'è qualcosa che non và?

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    1. "Pronta per il mercato"? Dove sarebbe il reattore pronto? Dove i materiali? Anche se fosse realizzabile ed a rendimento totale positivo (contando anche il debito privato e pubblico totale aggregato alle opere...), qui si parla di almeno 25 anni prima di veder uscire il primo kilowattora. Ed a quell'epoca gran parte del nostro sistema industriale sarà andato a gambe per aria. E la domanda di energia elettrica sarà talmente ridotta rispetto ad oggi, che l'intera fusione fredda sarà solo un ennesimo, grande esempio di bancarotta.

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    2. La domanda di energia elettrica non potrà che aumentare, visto che su di essa (tenterà di trasferirsi) la domanda di energia (termica) ora assicurata dai carburanti / combustibili fossili.
      Ad esempio ora c'è la bufala colossale delle auto elettriche.
      Molti pensano che siano verdi. Invece sono verdognole e solo un rivisitazione di un approccio alla (im)mobilità basato sull'assurdità straordinariamente inefficiente del traffico (privato) su gomma.
      Così molti credono che la soluzione (stiamo freschi!) siano l'auto elettrica privata e non un sistema di trasporto PUBBLICO centrato sul sistema ferroviario (un TAV consuma il doppio dell'energia per passeggero di quella necessaria alla bicicletta, il treno è GIA' un sistema di mobilità elettrico (ad energie potenzialmente rinnovabili qindi) e straordinariamente parco nei consumi, non serve inventare la puttanata verdastra dell'auto elettrica che è solo BAU riverniciato).
      Quindi la domanda di energia elettrica probabilmente tenterà di aumentare.
      Solo che l'EROEI di alcuni sistemi per la produzione rinnovabili è più basso (anche se in promettente aumento) rispetto al petrolio leggero dei primi giacimenti.
      Quindi homo non potrà che diminuire la domanda assoluta di energia in quanto l'energia da fonti fossili sarà fortemente diminuita.
      Probabile, però, che la quota di energia elettrica aumenti.

      In realtà quello dell'energia forse non è neppure il primo dei problemi.
      La crescita demografica, la distruzione dei sistemi biotici, perdita di fertilità dei terreni, distruzione delle aree selvatiche non ancora antropizzate, distruzione della biodiversità, il picco di molti minerali, la perdita di efficacia degli antibiotici, l'annichilimento della vita marina e quindi degli stock ittici, l'aumento del livello dei mari, etc. a mio avviso, non potranno che essere ulteriormente aggravati dalla (ulteriore) disponibilità di energia.

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    3. "La domanda di energia elettrica non potrà che aumentare"
      Formulata cosi è un'affermazione falsa. Per altro il picco di produzione mondiale elettrica è del 2008 con 20261 TWh di cui la metà risulta prodotta da Cina, USA, Canada, Russia, Giappone e India DA SOLI, quindi per noialtri o per l'Europa il futuro è comunque grigino e ha un solo nome "efficienza" del mercato elettrico, non certo quantità. L'energia disponibile pro-capita per persona è in continua diminuzione, quella totale stagna, quindi la situazione dei sistemi biotici è grave ma non si aggraverà per ulteriore aumento dell'energia antropizzante, forse questa è una "buona" notizia.

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    4. Bene; cmq una auto da 20 km litro con singolo passeggero consuma meno di un autobus stipato,pro capite, si intende.

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    5. Certo, come no ? La bufala dell'ecat:

      http://rimedioevo.blogspot.it/2014/01/buon-2014-alle-cat.html

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    6. usare fossili per fare elettricità è sbagliato. D'altronde le bufale, le bolle e gli inciuci sono all'ordine del giorno qui e dovunque. Per me la strada giusta, oltre all'efficenza, che in fondo significa risparmiare sugli sprechi, è il risparmio vero e proprio. E' ancora presto per parlarne. Forse dopo altri 10 anni di crisi ne parleranno, se ci arriviamo.

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    7. x Medo:
      Ho scritto tenterà di aumentare.
      Concordo: le quantità in assoluto diminuiranno, ma in proporzione è probabile un aumento della quota di energia elettrica.
      Oltre a questa brutta prospettiva delle auto elettriche, un'altro esempi potrebbe essere il tentativo di sostituire come fonte di energia termica per la cottura con quella autoprodotta da rinnovabili (e.g. sistemi di cottura a induzione).

      x Francesco:
      Colgo la tua provocazione sulla questione demografica.
      Il problema è che l'autobus è stipato da persone che non smaniano altro che di andare in giro (attualmente in coda, bloccati per mezzore nelle code del traffico) con la propria auto personale).
      Rimando ad un articolo di FarDiConto che eamina i consumi degli autobus rispetto a quello delle autoprivate. Un bus con sole 10 persone già vince...

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    8. Usare fossili per fare elettricità è stato uno dei più grandi errori di homo sapiens. Seguito dall'errore di costruire automobili per tutti. Ci si sarebbe dovuti fermare a mezzi di trasporto collettivi, senza neanche sognarsi di sviluppare il trasporto aereo. Si sarebbe dovuto smetterla abbastanza presto di speculare su viaggi interplanetari e sogni contrari alle leggi della fisica. Senza alimentare la NASA per 50 anni avremmo potuto gestire 1000 anni di energie rinnovabili.
      Avremmo potuto avere una prosperità metropolitana ma anche rurale "moderna" di durata superiore a 500 anni, invece qua non arriviamo neanche 50.
      "Ogni volta che un americano accende il suo 4000 a benzina, un autobus muore".

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    9. Gli autobus sono meno sostenibili di una peugeot 208 1.6 diesel o di una honda civica 1.6 diesel da 25 km litro reali; punto.Chi vuole usare l'autobus se ne accolli totalmente i costi; finanaziarli è sbagliato.Si finanzino i tram ed i treni, non gli autobus.

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    10. Scusa, Francesco, ma non capisco.
      Cosa significa che gli autobus sono meno sostenibili di un' auto?
      Cosa intendi?

      In molti posti d'Italia l'orografia non permette il trasporto pubblico su ferrovia: l'unico trasporto pubblico è quello su gomma.

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    11. Non so di cosa parli Francesco, l'efficienza di un motore di un autobus di ultima generazione è molto maggiore di quella di un'auto... Per altro trasportare 50 vecchi con l'autobus invece di avere 50 potenziali suicidi e/o assassini colposi in giro con la loro auto è un bel risparmio per tutti quanti, dal privato al pubblico. Mah. A volte Francesco mi stupisce per "naïveté", come ben dicono i francesi.

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    12. Francesco di cosa parli? Sai cosa significa sostenibilità? Non mi pare. Sai cosa significa rendere il proprio discorso relativo? Sai cosa sono dei parametri? Certo che una Peugeot 205 consuma meno di un autobus ma ti rendi conto che stai dialogando sul piano logico di bambini di 5 anni? Un'auto che trasporta te ed un autobus che trasporta 40 persone non sono ugualmente sostenibili ma nemmeno paragonabili. Mi sa che meriti il posto dove abiti. e invece di tagliare pensioni ed insegnanti, dovremmo tagliare quelli come te.

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    13. Si parlava ovviamente di consumo pro capite : una automobile da più di 20 km litro reali, od una qualsiasi con 2-3 occupanti, ha un consumo PRO CAPITE inferiore a quello di un autobus pieno..Se non ti piace il discorso ciò non lo rende meno vero...Quanto che l'orografia non permetta in molti posti d' Italia che il treno arrivi ovunque è altrettanto vero , ma non inficia quanto prima...E Medo, complimenti per l'eleganza ! ( Trovi il procapite al mio primo commento delle 15.47 ) Detto questo finanziare gli autobus significa sottrarre finanziamenti alle ferrovie e tram, un pò come il light crude finanzia i combustibili fossili ad EROI molto minore...Te capì testùn ?!

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    14. "Una automobile da più di 20 km litro reali, od una qualsiasi con 2-3 occupanti, ha un consumo PRO CAPITE inferiore a quello di un autobus pieno"
      20 km al litro reali in ambito urbano? Inferiore a quello di un autobus pieno?
      E' piuttosto falso, non è che non mi piace il discorso...

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    15. Ti ripeto anche qui, i nuovi Cityliner MAN da 60 posti, Euro 6, consuma 19,8 litri su 100 km sul misto. Sono 11 g di CO2 emessi per passeggero. Su uno stesso tragitto sono 9 volte meno, sempre per passeggero, rispetto alla media delle auto utilitarie in commercio. NOVE volte meno. Altro che "car sharing" (che resta e deve restare una soluzione possibile).

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  7. Per me non è l'anidride carbonica a causare tutto ciò . è più probabile che siano le maledizioni di Manitù e le bestemmie dei grillini....

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    1. .... ed il catrastrofismo di Medo. :-)))

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  8. Nel mentre qui nel modenese stanotte fa temporale. 18 gennaio con tuoni e fulmini, e temperature a malapena autunnali. Sta accadendo un po troppo spesso negli ultimi anni per non farci caso, e devo dire che la cosa comincia a preoccupare un tantino.

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  9. Qui da due mesi siamo a 7 gradi sopra la media. Di solito c'è la neve, caduta e sparita due mesi fa. Temporale il 3 gennaio, con fulmini e 12°C.
    Preoccuparsi? E perchè mai?
    http://wattsupwiththat.files.wordpress.com/2014/01/dec2013graph-1.png

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